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il 30 Set 2019

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Le leggende del poker: ecco la storia di Benny Binion, l’inventore delle WSOP

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Le leggende del poker: ecco la storia di Benny Binion, l’inventore delle WSOP

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Lester Ben Binion, meglio noto come Benny Binion, è stato un controverso imprenditore americano, nato il 20 novembre del 1904 a Grayson County (Texas) e morto il 25 dicembre del 1989 a Las Vegas (Nevada).

Perché è così importante per la storia del poker? Beh, perché oltre ad aver fondato il casinò Binion’s Horseshoe è stato anche l’uomo che ha inventato le World Series of Poker! Non a caso dopo la sua morte è stato inserito perfino nella Poker Hall of Fame.

Ma riassumere la vita di Benny Binion in così poche righe sarebbe davvero riduttivo. Ricostruiamo allora la sua storia alla quale PokerGO ha dedicato una bellissima puntata della sua serie ‘Legends of the Game’ con l’aiuto del figlio Jack e di Doyle Brunson, Mike Sexton e altri personaggi leggendari del poker live.

 

La controversa storia di Benny Binion

Benny Binion nasce in un sobborgo di Dallas nei primi del ‘900. All’età di 17 anni si trasferisce a El Paso, altra nota città del Texas. Lì entra nel giro della distillazione clandestina dell’alcool, attività per la quale viene condannato due volte. Nel 1928 comincia pure a occuparsi di lotterie illegali. Come se non bastasse viene anche accusato di alcuni omicidi. La legittima difesa però gli viene in aiuto.

Nella seconda metà degli anni ’40, in seguito a una violenta battaglia tra la malavita di Dallas e quella di Chicago, si trasferisce a Las Vegas. Era il 1946 per l’esattezza.

A Las Vegas Binion entra a far parte dei dirigenti del Casinò Las Vegas Club, ma dopo solo un anno si tira fuori dalla società, a causa di problemi di licenza.

Nel 1951 apre il suo primo casinò: dopo aver acquistato l’edificio del Las Vegas Club lo trasforma nel Westerner Gambling House and Saloon. Nello stesso anno acquista anche gli edifici dell’Eldorado Club e dell’Apache Hotel, trasformandoli nel Binion Horseshoe Casinò.

Binion a Las Vegas è il primo a introdurre una serie di usanze che diventano poi tipiche dei casinò di tutto il mondo, puntando sul buon cibo, i drink e le piscine, tanto per fare qualche esempio. Si dice addirittura che abbia introdotto lui l’uso della moquette al casinò e della limousine per accompagnare i clienti. Nulla da dire, dunque, sulle sue capacità imprenditoriali.

Le note dolenti sono altre. Nel 1953 il suo passato criminale torna a farsi sentire: viene arrestato per evasione fiscale in relazione ai suoi affari texani. Resta in carcere quattro anni e deve pagare circa cinque milioni di dollari tra penali e spese legali. Per mettere insieme questa somma è costretto a vendere le quote dei suoi casinò.

Nel 1964, con l’aiuto della sua famiglia, riesce a riguadagnare il controllo sulle sue attività. A causa della sua condanna, a Binion viene però negata la licenza per il gioco d’azzardo dalla Commissione del Nevada per il gioco d’Azzardo, quindi negli anni a venire risulterà a libro paga unicamente come consulente, lasciando ufficiosamente il controllo delle attività a ai figli Jack e Ted. Successivamente anche la moglie Teddy Jane e la figlia Becky assumeranno incarichi dirigenziali importanti, con esiti non molto positivi.

 

L’invenzione delle WSOP a Reno

Le WSOP sono associate da tanti anni ormai alla città di Las Vegas e pochi forse si ricordano che nel 1969 sono nate in realtà grazie a Benny Binion a Reno, altra famosa città del gambling in Nevada. Dalla seconda edizione in poi le WSOP hanno cominciato ad assomigliare a quelle che sono le Series moderne.

Sexton dice alle telecamere di PokerGO: “Binion è stato un innovatore. Aveva una visione. Si è immaginato una folla di gente disposta a presentarsi in una città del Nevada ogni anno per giocare a poker e questa sua idea è valida ancora oggi“.

Jack Effel conferma: “Ci sono tante idee che nel tempo muoiono. Ma le WSOP no. Sono cresciute tantissimo nel tempo e continueranno ad appassionare persone provenienti da tutto il mondo“.

Jack Binion aggiunge: “Ovviamente non avrei mai immaginato che le WSOP sarebbero diventate quelle che sono oggi. Altrimenti non me le sarei mai fatte scappare“.

Le WSOP sono solo uno dei tanti vanti del padre Benny che è diventato un’icona con il suo look da cowboy e la pistola dalla quale non si è separato mai per tutta la vita. Insomma, non tutti gli aspetti della vita di Benny Binion meritano di essere ricordati, a dire il vero.

La morte e la Hall of Fame

Binion muore per un attacco di cuore il giorno di Natale del 1989, all’età di 85 anni. Il suo amico Amarillo Slim suggerisce come epitaffio la seguente frase: “È stato il più cattivo bravo ragazzo o il più buono cattivo ragazzo che io abbia mai conosciuto“.

Un anno dopo viene inserito nella Poker Hall of Fame insieme ai più grandi del settore. E ancora oggi, nonostante il centro pokeristico di Las Vegas non sia più a Downtown, si parla di lui come uno dei personaggi più importanti per la storia del poker e del gambling americano, nonostante i tanti capitoli oscuri della sua vita.

 

 

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