Monday, Oct. 25, 2021

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il 18 Dic 2019

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Cosa pensano tre TD sul caso Zarbo all’EPT Praga

Cosa pensano tre TD sul caso Zarbo all’EPT Praga

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Il caso di Giuseppe Zarbo all’EPT Praga durante il main event ha fatto parlare molto gli addetti ai lavori e non solo. Una situazione che non si era quasi mai vista a questi livelli e che potrebbe fare “scuola“. Un precedente davvero inedito e sul quale abbiamo deciso di approfondire la questione, intervistando tre importanti Tournament Director italiani.

Christian Scalzi, Raffaele Maria De Nicola e Luca Vivaldi. Tre uomini che sono abituati a dirigere i tornei di poker live sia in Italia e soprattutto nel Mondo. Insomma tre TD che ne hanno viste di situazioni anche paradossali e che mettono in campo la loro esperienza per spiegarci il caso di Zarbo. Una tripla visione molto interessante e che ci fa capire come non sia sempre facile scegliere in determinate situazioni.

Christian Scalzi

Partiamo da Christian Scalzi, storico TD prima nel WPT e adesso negli eventi targati Partypoker.

La regola è chiara nel TDA: finita la mano tutti i giocatori sono responsabili delle proprie azioni ed eventuali proteste sono possibili fino alla distribuzione della mano seguente. In questo caso l’americano doveva essere presente per contestare l’assegnazione del piatto. Essendosi alzato, a mio avviso, non ha più diritto a recriminare il pot, due mani dopo.”

Christian Scalzi

A onor di cronaca va detto che l’americano si è alzato dal tavolo per salutare il connazionale Bryn Kenney e che per questa sua condotta è stato punito con alcune mani di penalità.

“Stiamo creando un precedente. Ovvero c’è stato un errore, ma se nessuno lo riconosce, viene a crearsi una sorta di accettazione. Tecnicamente si chiama accettazione dell’azione. Poi ovvio bisogna trovarsi dentro al caso. Sicuramente ha influito la collaborazione di Zarbo, il quale non era obbligato a rendere una parte del piatto. Io avrei fatto proseguire senza nessuna ricostruzione della mano, a maggior ragione visto che ci troviamo già due mani avanti. 

Raffaele Maria De Nicola

Di parere opposto invece Raffaele Maria De Nicola, TD di lunga esperienza sia in campo nazionale che internazionale. Ecco la sua spiegazione:

Una volta constatato che il piatto era stato effettivamente assegnato alla persona sbagliata, Zarbo si è mostrato collaborativo e ha ridato i gettoni all’avversario. Nessuno lo ha obbligato e probabilmente se non si fosse trattato di un piatto marginale, non ci avrebbe nemmeno pensato. Se non avesse voluto collaborare, aveva ogni diritto di tenere il piatto, visto che il suo avversario dopo lo showdown è andato a salutare un amico ed è tornato dopo qualche minuto”. 

Raffaele De Nicola

Niente Ruling secondo De Nicola:

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Il TD non ha fatto nessun ruling, ha solo constatato che il piatto fosse stato assegnato alla persona sbagliata. Zarbo ha ridato indietro i gettoni sulla base delle informazioni e il TD non si è opposto, giustamente a mio avviso”. 

Per altro l’americano era stato allontanato dal tavolo, quando è finita la seconda mano dove c’era un grosso piatto e una doppia eliminazione, perché urlava. E anche quando Toby Stone  è intervenuto chiedendo ai giocatori cosa fosse successo due mani prima, l’americano non era nelle vicinanze. Quindi Zarbo non ha subito nessuna pressione e ha ridato i gettoni di sua volontà.

Poi oggettivamente il regolamento dice che tu non potresti aprire una contestazione su una mano terminata, nel momento in cui la successiva è iniziata. Ma lo stesso regolamento dice anche che siamo obbligati a pagare la mano vincente e che i giocatori, tutti, devono prestare attenzione che il piatto venga assegnato correttamente“.

Non ci vedo nessun caso limite e nessun precedente pericoloso. Praticamente non è stato fatto nessun ruling, il TD ha semplicemente acconsentito che si tornasse indietro su errore commesso, giustamente invece di avallarlo”. 

Luca Vivaldi

Infine, chiudiamo con l’analisi di Luca Vivaldi. Per anni TD proprio nell’European Poker Tour, nell’ultimo anno è passato nella scuderia delle Triton Series.

Sono d’accordo con il ruling finale a grandi linee. Tecnicamente quando il dealer comincia il primo riffle la mano precedente termina e non si potrebbe tornare indietro, ma ‘in fairness of the game‘ sarei tornato indietro anche di piú mani (situazione permettendo) come ha fatto il TD. Avrei esattamente fatto le stesse cose, ricostruendo il piatto al meglio e restituendo le chips a Gregory (l’avversario di Zarbo, ndr)”.

Luca Vivaldi

Lo avrei fatto peró per difetto (se il dubbio fosse tra i 14k e 16k avrei restituito 14k), questo perché la responsabilitá é in maggior parte di Gregory che dovrebbe accertarsi di ricevere il piatto corretto e non alzarsi immediatamente. D’altra parte un pó di responsabilità andrebbe anche a Zarbo visto che sa benissimo le sue holdings e penso che anche se distratto dovrebbe sapere se oppo ha un 2 o un 3, ma puó capitare di non averlo visto se non tablato bene”. 

La possibilità di utilizzare le telecamere è un’opzione che Vivaldi scarta per un motivo:

Avendo lavorato per anni a Praga ti posso confermare che le telecamere sono installate solo per legge Ceca, ma  l’accesso a PS non é permesso. Dunque non era una strada percorribile”. 

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