Come si giocano i tornei Winter Series? | Italiapokerclub

Tuesday, Apr. 7, 2020

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il 19 Dic 2019

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Come si giocano i tornei Winter Series?

Come si giocano i tornei Winter Series?

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Non è Natale senza Winter Series. Su PokerStars  arrivano le Winter Series dal 25 dicembre al 13 gennaio e l’azione si accende nel vasto mondo del poker online. Ben 113 eventi attendono altrettanti campioni e cercheremo di capire come vanno affrontati questi tornei per poter issarsi sul gradino più alto del podio, considerando che la concorrenza sarà infinita.

Ben 19 giorni di battaglia e tornei per tutti i gusti, oltre che per tutte le tasche. Il piatto è pesante visto che ci sono oltre 5 milioni garantiti e di questi, ben mezzo milione sono assicurati dal main event che chiuderà la kermesse online. Dunque diamo uno sguardo alle formule dei vari tornei, alle strutture e a quelli che sono gli aspetti principali dei singoli eventi.

La maggior parte dei tornei è con formula KO progressive, ovvero taglie dei players che salgono in base al numero di giocatori eliminati e delle relative taglie vinte. Non mancano eventi Turbo e Hyper Turbo, meno tecnici forse, ma sicuramente più accattivanti per spettacolo ed emozioni. Infine il main event, che rappresenta un mondo a parte tra buyin, garantito e approccio.

Gli aspetti importanti

Per affrontare le Winter Series nel giusto modo, serve anche una conoscenza minima delle tipologie di tornei che andremo ad affrontare. Come accennato in precedenza, sono davvero tante le formule che affollano lo schedule.

Negli eventi con le taglie cambia molto della filosofia del poker. Più azione, più coraggio e soprattutto un cambiamento più radicale dei range: sia quando muoviamo allin e sia quando ci troviamo a chiamare. Un discorso che si fa più intenso, quando le taglie iniziano ad avere un valore molto pesante. Insomma nei tornei KO progressive, serve molto più più coraggio e un atteggiamento meno passivo.

Discorso opposto per le strutture più deep o lente, come ad esempio il main. Vero che in molte di esse ritroveremo sempre le taglie a farla da padrone, ma dovremo affrontarle con una visione meno estrema. In fondo blinds lenti e stack più deep, non ci obbligano a spingere costantemente sull’acceleratore.

Quell’acceleratore che diventa decisivo invece nei tornei turbo e soprattutto hyper turbo. Il dosaggio perfetto, prevede un mix di aggressività e solidità. Specie se lo stack inizia a ridursi in maniera veloce e non abbiamo molto tempo a nostra disposizione per attendere la mano ideale per svoltare. A sua volta, la selezione delle mani da giocare diventa decisiva. Range ben definiti possono aiutare a risalire la china, senza sprecare anche una singola chips.

In questo tipo di eventi non dobbiamo dimenticare un altro aspetto importante. Il numero di big blinds che formano il nostro stack hanno un valore differente, rispetto a tornei con struttura lenta. I famosi 10 big blind che in un evento normale rappresentano il campanello di allarme per eventuali allin, nel turbo e negli hyper possono essere gestiti in altro modo.

Le fasi di gioco

Per le Winter Series diventano fondamentali le strategie da adottare nelle diverse fasi di gioco. Dobbiamo tenere presente che in kermesse così speciali, il field è costituito da tanti occasionali o giocatori che affrontano i tornei più come passatempo che per altro. Un’informazione che troppo spesso non prendiamo in considerazione.

Nella fasi iniziali la creatività sale al comando nelle scelte dei giocatori. Stack profondi, blinds bassi inducono ad una atteggiamento più spavaldo. Ci sono i suoi pro in queste scelte, ma ci sono i suoi contro. Spesso le trappole più insidiose si trovano nelle fasi iniziali.

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Sull’approccio poi diventano decisivi la struttura del torneo e la possibilità del re-entry. Se quest’ultimo non rappresenta un buyin proibitivo per il vostro bankroll, c’è anche la possibilità di giocare aggressivi con il primo proiettile e abbassare il tiro nel caso in cui decidiamo di spendere la seconda cartuccia.

La fase intermedia è quella sicuramente più pericolosa. Archiviati i botti iniziali, prese le misure a certi avversari e messo assieme uno stack di un certo spessore, arriva il momento di tirare in parte il fiato. Il famoso acceleratore di cui parlavamo in precedenza, non deve essere portato al massimo sforzo.

In questa fase bisogna saper cambiare passo, quando il momento lo richiede e arroccarsi se la situazione sembra farsi difficile. La fase intermedia è il pane quotidiano, per quel tipo di player che nei primi livelli sa mixare il proprio gioco, per poi cambiare passo nella fase intermedia. Solido nei momenti difficili e aggressivo quando c’è fare chips. In attesa ovviamente dello scoppio della bolla.

L’ultima fase è quella decisiva. E’ nel late stage che si gettano o meno, le basi per un successo.  Gli scalini fra un premio e l’altro spostano in maniera importante. Di conseguenza ogni decisione presa va ponderata nel miglior modo possibile. Il player scafato sa che ogni singolo board può essere quello decisivo per dare lo strappo decisivo nel count.

Il mixaggio perfetto fra aggressività ed evitare di essere coinvolti in piatti pericolosi, il saper sfruttare le lacune avversarie, capire l’importanza di range e odds, diventano decisive per volare al successo nel late stage. Cooler permettendo ovviamente.

Il programma delle Winter Series 2019

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