Friday, Jun. 18, 2021

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il 26 Mag 2021

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Quando un autista di bus stende i poker pro

Quando un autista di bus stende i poker pro

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Se il poker ha così successo è perché tutti, ma proprio tutti, possono aspirare alla vittoria contro i più forti. Si parla di breve periodo ovviamente.

Prendiamo il tennis: che possibilità avrebbe un amatore di vincere un game contro Roger Federer? O il calcio: come può un dilettante vincere un uno contro uno contro Cristiano Ronaldo, se non sperando (molto poco sportivamente) che CR7 si infortuni?

Nel poker, invece, un amatore, se sostenuto dalla giusta dose di fortuna, può anche “asfaltare” i pro nel senso letterale del termine. Di esempi ce ne sono tanti, dalla vittoria di Chris Moneymaker al Main Event WSOP 2004 alla incredibile sessione cash di Carlo Savinelli al casinò di Campione di qualche anno.

Oggi invece vediamo un “uno-due di amatore” davvero eccezionale, quello con cui il ‘Loose Cannon’ Bob Ferdinand, nel giro di poche mani, portò via l’intero stack a Lex Veldhuis prima e Peter Jetten poi.

 

The Big Game

Il format televisivo lanciato nel 201o da PokerStars faceva giocare 150 mani a un amatore contro temibili pro. Per la partita a blinds 200$/400$ con ante 100$, il Loose Cannon riceveva uno starting stack di 100.000$: l’obiettivo era cercare di accumulare il maggior profitto possibile per vincere un pacchetto North America Poker Tour dal valore di cinquantamila dollari.

In due stagioni “the Big Game” lasciò agli annali del poker alcune perle notevolissime. Come dimenticare gli scontri del nostro Massimiliano ‘visdiabuli’ Martinez con Phil Hellmuth? O il fold preflop con coppia di assi del Loose Cannon David Fishman su allin preflop di Jason Mercier e Phil Laak, col secondo che chiuse quads dopo aver girato una coppia di sei?

In questo racconto il Loose Cannon è Bob Ferdinand, un autista di bus del Massachusetts che nelle 23 mani che restano della sessione deve trasformare il suo stack di 56 mila dollari in più di 230 mila se vuole superare la vincita del Loose Cannon David Fisham e vincere così il pacchetto in palio.

 

Su Veldhuis

La partita è quindi alla mano numero 127 quando Ferdinand apre 2.000$ con T8 da early position, chiamano Abe Mosseri con KJ, Lex Veldhuis con Q9 e Peter Jetten da big blind con T3.

Il dealer stende il flop 976, checka Jetten, checka Ferdinand, checka anche Mosseri, Veldhuis in posizione punta 5.700$, Jetten folda, Ferdinand overpusha per 65.800$.

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“Per chi tifiamo in questa mano? – chiede Mosseri.

“Probabilmente si tifa per il mio fold – gli ribatte Veldhuis – Però perché betto se poi foldo?”

Si sente un “Perchè no? di Elky fuori campo ma Veldhuis alla fine decide di chiamare. Una smorfia di disappunto gli si disegna in faccia quando Ferdinand gira la scala nuts.

“Mi rompo la testa, finora ho visto loose cannon andare all-in con top pair, middle pair, bottom pair… – dice l’olandese.

E non è tutto perché dopo il turn 2 al river arriva il 9 che consegna al loose cannon la scala colore! Ferdinand incassa 140.600$.

 

Il cooler su Jetten

Poche mani dopo il Loose Cannon spilla AA sulla apertura 2.800$ di Jetten con KK e tribetta 10.400$, Jetten 27.800$, Ferdinand 85.400$ (la partita è pot limit preflop, in pratica l’autista di bus punta il pot), Jetten all-in, call.

Nel piatto ci sono 283.600$. Ferdinand si dice nervoso ma già quando il dealer stende il flop A66 la mano è finita, visto che un giocatore aveva dichiarato di aver foldato uno dei due re rimasti nel mazzo. E pensare che Veldhuis dopo la tribet dell’amatore stava per entrare in gioco con AT!

 

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