Thursday, Oct. 1, 2020

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il 6 Lug 2017

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Firmato l’accordo per la liquidità condivisa: “Massimo sforzo per implementare i sistemi entro la fine dell’anno”

Firmato l’accordo per la liquidità condivisa: “Massimo sforzo per implementare i sistemi entro la fine dell’anno”

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Come già ampiamente anticipato, questa mattina a Roma i regolatori di Italia, Francia, Spagna e Portogallo hanno firmato l’accordo per la liquidità condivisa del poker online.

Per il nostro amato gioco è una data storica, visto che da anni ormai l’allargamento del bacino chiuso del punto it era all’ordine del giorno.

Ecco il contenuto del comunicato stampa appena pubblicato sul sito dell ARJEL, omologo francese di AAMS:

“Il sei luglio le autorità per la regolamentazione del gioco online in Francia, Portogallo, Spagna e Italia hanno firmato un accordo riguardante la condivisione della liquidità del poker online.

L accordo mira ad aumentare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità per autorizzare la liquidità condivisa tra gli operatori di poker con regolare licenza nazionale, combattere il mercato illegale e le frodi, garantire la protezione dei giocatori e il rispetto delle normative anti riciclaggio.

La concreta implementazione della condivisione dipenderà dai requisiti tecnici richiesti da ogni giurisdizione. 

Le autorità si impegnano al massimo sforzo per autorizzare la effettiva implementazione entro la fine dell’anno”

 

I mercati ai raggi X

Proprio come in Italia, anche gli altri mercati regolamentati che hanno sottoscritto l’accordo hanno conosciuto un lento ma inesorabile declino per quanto concerne il poker online.

L’unica eccezione è rappresentata dal Portogallo, mercato così giovane da non avere ancora dati ufficiali disponibili e che a oggi vanta solamente due licenze nazionali per il poker online (PokerStars e Beclic) a fronte di un totale di sette.

In Francia invece sono attive 14 licenze nazionali, di cui sette per il poker online (bwin, Betclic, PartyPoker, PMU, PokerStars, Unibet, Winamax).

Nel nostro settore il tracollo ha riguardato in particolare i tavoli cash game, mentre le fee per i tornei sono aumentate negli anni, seppure l’aumento è andato riducendosi col tempo (5% tra 2015 e 2016, l’anno precedente era al 14%):

grafico francia spesa poker online

In Spagna invece la situazione delle licenze nazionali è più simile a quella italiana, essendo ben 52 i soggetti autorizzati al gioco online dal DOJI, l’omologo iberico dell’AAMS.

Di questi solamente 8 però hanno la licenza per il poker online (888, Betfair, Casino Barcelona interactivo, Cirsa, Electrawork [bwin.es e partypoker.es], Hillside [bet365.es], Pt Entretenimiento Online, PokerStars).

Nel formato torneo, dopo un vero e proprio boom, la spesa si è assestata.

Anche in Spagna il tracollo vero e proprio è stato registrato per la spesa ai tavoli cash game:

dati spagna poker cash 2015

 

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Tempistiche

Adesso che la liquidità condivisa è siglata nero su bianco la domanda di tutti i giocatori è quando effettivamente potranno misurarsi con il nuovo field.

Secondo quanto dichiarato dalla responsabile AAMS Daria Petralia il mese scorso, dovrebbero essere necessari almeno sei mesi per uniformare i sistemi tecnologici preposti al funzionamento della nuova liquidità.

Nel comunicato stampa dell’accordo, i regolatori hanno dichiarato il loro impegno a far sì che sia tutto pronto entro la fine dell’anno.

Come ci ha riferito ieri il poker manager Poker Yes Gianluca Mancuso, però, è assai verosimile che le poker room italiane possano allargare i propri confini al nuovo mercato a scaglioni, ovvero in successive tappe.

Al momento le poker room avvantaggiate per l’allargamento sono quelle già presenti in tutti i paesi che hanno sottoscritto l’accordo, a iniziare ovviamente da PokerStars.

Ma attenzione anche alle poker room del circuito iPoker e a PartyPoker, presente in Francia e Spagna e di cui fino al luglio dello scorso anno era attivo anche il punto it.

C’è inoltre l’incognita di come si muoveranno i colossi internazionali del gaming, a iniziare da 888, presente in Spagna per il poker e che in Italia già dispone delle licenze nazionali per operare su Casinò e scommesse.

 

Il documento firmato

Ed ecco il testo integrale dell’accordo firmato stamani a Roma dai regolatori, che abbiamo estrapolato dal comunicato stampa diramato dall’ARJEL.

PDF in inglese

 

Le dichiarazioni di Hollreiser (PokerStars)

I giorni scorsi il Vice Presidente della Comunicazione di PokerStars Eric Hollreiser ha rilasciato una dichiarazione pubblica sulla liquidità condivisa:

PokerStars è a conoscenza e supporta il progetto di liquidità condivisa tra alcuni dei mercati regolamentati in Europa. Avendo sempre promosso una regolamentazione intelligente e ponderata, e confidando nell’importanza della liquidità condivisa per i giocatori, PokerStars dà quindi il benvenuto a questo passo in avanti ed è pronta a collaborare con i regolatori per fornire la migliore esperienza di gioco possibile.

 

 

Le dichiarazioni di Castaldo (GM Microgame)

Al Wges in corso a Barcellona il General Manager del circuito Microgame Marco Castaldo ha commentato così il nuovo mercato del poker online:

“I mercati regolamentati sono il futuro per l’industry ma bisogna riconoscere che la tendenza nella regolamentazione è verso una maggiore restrizione.  Ne è un sintomo chiaro l’aumento degli interventi sanzionatori dei regolatori nel mercato UK.  Anche in Italia mi aspetto ulteriori restrizioni, ad esempio nella pubblicità.  L’industry deve capire questo trend, prendersi le proprie responsabilità e non combattere battaglie irrealistiche e improduttive, privilegiando il bene del mercato all’affermazione di singoli modelli di business.”

Castaldo ha poi aggiunto che “in Europa si è sviluppato un progetto di mercato comune ed è giusto tentare di introdurre questo concetto anche nel gambling.  In pratica, però, si sono affermati diversi modelli regolamentari con importanti differenze anche negli strumenti tecnici di controllo e dunque di tutela del giocatore, che sarà difficile far convergere, anche perché riflettono contesti e volontà politiche alquanto disomogenee”.

Il General Manager vede la strada in salita per il nuovo mercato allargato:

“Ritengo che il suo percorso sarà lungo e complesso.  Sarà necessario che i quattro stati coinvolti si mettano d’accordo su come “armonizzare” le regole critiche, che incidono sulla sostenibilità del gioco e sulla sicurezza dei giocatori, il che è un compito difficile.  Inoltre è inevitabile che si consideri anche la tutela della concorrenza, variabile chiave per garantire dinamicità e salute al mercato, ma anche per preservare gli investimenti e l’occupazione nel settore in Italia.  Sono certo che le questioni verranno analizzate in profondità per cercare le soluzioni perché è evidente che, in caso contrario, gli effetti di un’eventuale condivisione di liquidità andrebbero nel senso opposto da quanto auspicato”

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