Wednesday, Oct. 21, 2020

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il 17 Ott 2013

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Pierpaolo Fabretti, pro di Pokerstars: “Giocate bene i satelliti e qualificatevi per l’ICOOP!”

Pierpaolo Fabretti, pro di Pokerstars: “Giocate bene i satelliti e qualificatevi per l’ICOOP!”

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Mancano appena 10 giorni all’evento inaugurale dell’Italian Championship of Online Poker su Pokerstars, la maggiore manifestazione italiana di poker online che premierà il vincitore di ogni evento con un braccialetto d’oro: uno di quei trofei capaci di cambiare la carriera di qualsiasi giocatore, professionista e non.

La lobby della poker room della picca rossa in questi giorni è ricca di satelliti: tantissimi giocatori cercano, attraverso i frequent point player o investendo pochi euro, di ottenere un ticket prestigioso che garantisca il “seat” in uno dei 35 eventi del palinsesto.

Qualche giorno fa avete potuto leggere sulle nostre pagine l’intervista alla professionista di Pokerstars Giada Fang, mentre oggi, sempre in tema ICOOP e satelliti, abbiamo sentito Pierpaolo Fabretti, membro del team pro di Pokerstars, già vincitore di un evento ICOOP appena due anni fa.

IPC: Manca pochissimo alle ICOOP: come si prepara un membro del team pro a questi campionati?

PF: Si, finalmente ci siamo! E’ uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per quanto riguarda l’online, quindi voglio fare bene e magari conquistare il mio secondo braccialetto. Un altro dei miei obiettivi è anche quello di concorrere alla classifica finale, negli ultimi mesi mi sono cimentato con più frequenza nelle varianti apposta per dare il massimo.

IPC: Ricordo il tuo primo braccialetto di due anni fa: cosa rappresenta, soprattutto per un membro del team, poterlo indossare? Senti particolare pressione durante questi eventi?

PF: Vincere quel braccialetto è stata veramente una grandissima soddisfazione che ricordo con estremo piacere, anche a distanza di tempo. Avere nella propria bacheca un evento ICOOP è, di per sé, un traguardo di assoluto prestigio, da membro del Team Pro di Pokerstars assume sfumature ancora più affascinanti. Per quanto riguarda la pressione direi di no, ormai dopo tanti anni ho imparato a gestire abbastanza bene tutte le pressioni alle quali si è sottoposti durante i vari eventi, sia online che live. E’ indubbio però che le aspettative sono alte, quindi da parte mia ci metterò tanto impegno e tanta determinazione.

IPC: Su PokerStars ci sono infiniti satelliti per le ICOOP, ne giochi qualcuno? In passato facevano parte del tuo programma di grinding? Ti sei mai qualificato ad un grande evento con un satellite?

PF: Penso che i satelliti siano parte integrante e fondamentale del mondo del poker, hanno tantissimi aspetti positivi che vanno da un approccio graduale ai grandi eventi, fino ad essere alla base di una corretta gestione del bankroll. Ritengo, quindi, siano uno strumento di cui ogni giocatore di poker dovrebbe avere padronanza. Certamente i satelliti hanno fatto e continuano a fare parte del mio programma di grinding. Oltre agli eventi online, per esempio, sono cruciali per quanto riguarda i grandi eventi live, che sono spesso molto dispendiosi economicamente: io stesso ho preso molte volte parte ai grandi circuiti europei ed internazionali tramite satellite, qualificandomi ad esempio per il PCA, per il Main Event delle WSOP e, in diverse occasioni, per l’EPT. Per quanto riguarda le ICOOP giocherò i satelliti soprattutto per gli eventi in cui sono meno esperto, con l’intento primario di fare più pratica possibile.

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IPC: Qualche consiglio meramente tecnico per cercare di giocare al meglio un satellite? Ricordiamo che, spesso, hanno struttura turbo.

PF: Una cosa fondamentale quando giochiamo i satelliti, che come giustamente ricordavi sono spesso turbo, è capire che, a differenza di un mtt normale, non dobbiamo accumulare più chips possibili ma mirare alla sopravvivenza, e che questo concetto è vivo anche nella mente dei nostri avversari. Quindi bisogna sfruttare la cosa a nostro vantaggio, tenendo presente che in molte fasi, soprattutto a ridosso della bolla, le carte tendono a perdere la loro centralità, mentre diviene fondamentale valutare correttamente posizione e stack.

IPC: Sposi la struttura spesso veloce dei satelliti oppure riterresti opportuno farne qualcuno, specialmente per gli eventi più importanti delle ICOOP, più lento e tecnico?

PF: Si, direi che sono d’accordo con l’offerta di Pokerstars per i satelliti che, comunque, comprende anche eventi più lenti, nonché i sit & go e gli steps. Insomma, credo davvero che con un po’ di impegno ci sia la possibilità per tutti di qualificarsi, senza trascurare il fatto che ce ne sono davvero per tutte le tasche, anche solamente con gli FPP.

IPC: Fino a che percentuale del buy-in di un evento pensi sia corretto spendere in satelliti?

PF: Direi che questo è molto soggettivo: potrei dire di non superare il 50%, ma dipende anche dall’importanza che un determinato evento riveste per noi. Per avere dei riferimenti bisogna, comunque, sempre valutare in base ad un corretto bankroll management.

IPC: Ti trovi in un satellite live del Main Event WSOP, siete 15 left, dieci ticket e sei quarto in chips… uno short shova, il chipleader lo isola e tu spilli coppia di assi da grande buio: chiami?

PF: (ride) Dipende molto dalla struttura, dai bui e dagli stack degli avversari: ad esempio, se il satellite è turbo, i bui altissimi e magari rischio a breve di trovarmi io stesso in difficoltà chiamo. Se invece la struttura è più lenta, e valutando stack, bui e struttura ho una ragionevole sicurezza di qualificarmi, passo tranquillamente.

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