Tuesday, Sep. 29, 2020

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il 28 Feb 2016

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Tecnica MTT – la continuation bet nei multiway pot con Gabriele ‘Galb’ Lepore

Tecnica MTT – la continuation bet nei multiway pot con Gabriele ‘Galb’ Lepore

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La domenica è la giornata che molti player dedicano agli mtt, dato che i tornei più ricchi del palinsesto nostrano vengono offerti il settimo giorno della settimana.

Nel preflop il livello medio dei giocatori è in linea di massima migliorato, ma è nel postflop dove gli mtter più forti salgono in cattedra e sfruttano la loro abilità.

E’ insieme a Gabriele ‘Galb’ Lepore oggi – storico professionista di Sisal – che analizziamo appunto la continuation bet, ovvero capire quando è meglio farla e quando, invece, resistere alla tentazione di bettare.

Prendiamo in esame i multiway pot, ossia quando c’è da ‘strappare’ il piatto non a un avversario ma a molteplici.

 

IPC: Galb, rilanciamo preflop e ci chiamano in tre o quattro avversari: quando è profittevole c-bettare? Quando, invece, è sconsigliato farlo?

Gabriele ‘Galb’ Lepore: Dipende dalle posizioni, nostra e quella degli altri, anche se di base è difficile trovare dei flop buoni da c-bettare quando si è in quattro o cinque. Certamente è brutto puntare tutti i board che abbiamo hittato parzialmente e quelli in cui abbiamo una mano con valore di showdown. Ingrossare il pot con una mano non molto forte in multiway, infatti, è quasi sempre un errore. E’ una buona idea c-bettare, oltre alle mani molto forti, anche i draw importanti, quando abbiamo uno stack che vale la pena giocarsi in queste situazioni.

IPC: Il nostro stack influenza sempre la nostra decisione?

G.L.: La profondità del nostro stack è sicuramente un’informazione che va presa in considerazione prima di giocare qualsiasi mano. Per fare un esempio, se apriamo A-K con 20 blind e siamo in quattro al flop su A J 3 senza dubbio abbiamo voglia di puntare e andare conseguentemente rotti, se invece raisiamo A-K con 50 blind potrebbe essere una cattiva idea c-bettare.

IPC: I board pairati che non abbiamo colpito – che presentano solo una figura – sono validi da esser ‘rubati’ con una bet?

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G.L.: Si, però anche in questi casi è necessario osservare molti fattori per decidere se c-bettare o meno. Di base, comunque, dopo aver aperto preflop, su un board tipo K-4-4, dopo un giro di check, può essere valido c-bettare per due motivi: A) il nostro percepito hitta il board B) perché è improbabile che gli avversari lo abbiano colpito.

IPC: La size di continuation bet deve essere alzata quando si gioca il postflop contro più giocatori rispetto al più classico heads-up?

G.L.: Non credo ci sia una regola certa, perché dipende dal nostro stile di gioco e dal modo in cui decidiamo di bilanciarlo. Ai miei coachati, di default, consiglio di alzare le size nei pot multiway, seppur ciò potrebbe non convenire qualora le frequenze fossero molto alte.

IPC: Gabriele, ci fai invece un esempio in cui è ‘mortale’ fare una continuation bet in multiway?

G.L.: La classica situazione da non c-bettare è quando abbiamo A-A e il flop è 8-9-10 (o simili) con flushdraw e abbiamo uno stack profondo. E’ mortale anche quando, a dir la verità, il nostro stack non è così deep.

IPC: Le statistiche e le tendenze dei nostri avversari sono importanti per decidere il da farsi?

G.L.: Ogni volta che entriamo in un piatto dobbiamo prendere in considerazione tutte le informazioni ‘complete’ che abbiamo. Le statistiche e le tendenze che possediamo sono sicuramente preziose, però nei multiway è più una questione di chance matematiche legate all’aver hittato (e come) il flop, quindi perdono un po’ di importanza. In compenso, dopo aver c-bettato in multiway e aver ricevuto un call, le stats di questo avversario diventanto fondamentali per decidere se fare una second-barrell al turn oppure checkare. 

 

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