Monday, Aug. 19, 2019

Strategia

Scritto da:

|

il 18 Mag 2018

|

 

Cosa cambia nel ‘poker col mazzo ridotto’? Le teorie di Phil Ivey, Patrick Antonius e Tom Dwan

Ricevi tutti i nostri articoli via email, inserisci qui

Autorizzo, ai sensi del d.lgs. 196/2003 s.m.i., l’utilizzo dei miei dati personali, anche per conto di terzi, per finalità promozionali e di marketing. Leggi l'Informativa sulla Privacy.

AutorizzoNon Autorizzo

Cosa cambia nel ‘poker col mazzo ridotto’? Le teorie di Phil Ivey, Patrick Antonius e Tom Dwan

Area

Mazzo ridotto a 36 carte togliendo Due, Tre, Quattro e Cinque; nessun buio ma ante corposo col bottone che paga doppio; gli Assi che possono valere sia come High che come Low ma che in Scale e Scale Colore sono obbligatoriamente Cinque.

Lo ‘short deck poker’ è una tempesta che si è abbattuta nel circuito cash high stakes dell’Oriente, quello per intenderci che richiama dagli States giocatori del calibro di Phil Ivey, Tom Dwan e Patrik Antonius.

Proprio ‘King Phil’ ha vinto l’evento col mazzo ridotto alle Triton Super High Roller Series, e i colleghi di PokerNews hanno raccolto da lui e dagli altri due top player appena nominati le rispettive teorie su questo gioco che al momento, complice la sua vita limitata a un paio di anni, da un punto di vista strettamente teorico è ancora terreno vergine.

Ma cosa cambia nel Texas Hold’em giocato con 36 carte invece che con 52? Le indicazioni delle tre stelle del poker sono davvero oro per ragionare sul peso degli outs già dal preflop.

 

Tom Dwan

‘durrrr’ si dice affascinato soprattutto dal fatto che le teorie ottimali sullo Short Deck ancora debbano venire alla luce.

“Oggi le persone hanno una idea di massima su come giocare lo short deck a cash game. C’è ancora tanto da scoprire, ma nei tornei, davvero, credo che tantissimi non abbiano davvero una idea. Stiamo imparando tutti andando avanti, ognuno metterà le sue teorie alla prova”.

Per Tom Dwan sono quattro i punti fermi del poker col mazzo ridotto.

1 – E’ più difficile chiudere i progetti di colore: ora quando sei in flush draw hai cinque outs invece di nove.

2 – Jack-Dieci contro Asso-Re sono fondamentalmente un coin flip.

3 – Un set contro una scala, se vanno ai resti flop, vedono il giocatore col set leggermente favorito.

4 – Ricordando che gli Assi possono essere un Cinque, le Scale arrivano più spesso che nel Texas Holdem e i progetti di Scala hanno molte più possibilità di chiudersi: una bilaterale al flop ha il 50% di possibilità di materializzarsi sulle strade seguenti, in pratica arriverà una volte su due.

 

Phil Ivey

King Phil dice di giocare Short Deck da un anno e mezzo e che è diventato velocemente uno dei suoi giochi preferiti.

Il motivo? Perchè ci sono più coinflip 😀

“Lo short deck si adatta a uno stile di gioco da gambler, mi diverte. L’equity è più vicina, è più facile mettere tutto in mezzo e ritrovarsi in coinflip”. 

Phil ha anche commentato il torneo vinto spendendo parole al miele per l’avversario del testa a testa finale Daniel Cates, che invece non è stato altrettanto rispettoso nei suoi riguardi:

“Dan è stato un avversario veramente tosto, mi sono concentrato al massimo per cercare di avere la meglio. E’ stato un bel torneo con una bella struttura. Ha permesso di giocare a lungo nel finale. All’inizio del torneo sembrava una pazzia, ma ha portato a un Final Table più lungo, e a un heads-up particolarmente lungo”

 

Patrik Antonius

Nonostante non sia riuscito a partecipare all’evento di apertura Triton Series dedicato allo Short Deck, Patrik Antonius si dimostra un cultore del gioco.

“L’ho guardato in televisione, è davvero interessante e credo abbia un grande potenziale. Mi piacerebbe giocarlo di più e voglio iniziare da subito, credo che come nel Texas Hold’em, e a differenza di tante varianti Limit o Draw, ci sia tanto bluff. Fondamentalmente giochi sugli avversari, su come stanno giocando, sai che sarai capace di bluffarli senza blocker o progetti solo perchè hai visto una buona opportunità per prendere la deadmoney.”

Da un punto di vista strettamente teorico Antonius si sofferma sul cambiamento dei rapporti di equity tra le mani nella variante a mazzo ridotto, prendendo a esempio la combo principe del Texas Hold’em, gli Assi:

“Il valore delle mani sembra più vicino rispetto al Texas Holdem, gli Assi non sono così forti come nel poker a 52 carte, li puoi scoppiare più facilmente con 9-10s. E forse il top set al river non è un punto così forte in questo gioco… Ma vedrò meglio quando riuscirò a giocarlo, spero al più presto”

 

Articoli correlati

Lascia un commento

ItaliaPokerClub non è un operatore di gioco a distanza, ma un portale informativo dedicato ai giochi. Tutte le poker room partner del nostro portale hanno regolare licenza AAMS. Il gioco è riservato ai soggetti maggiorenni e può causare dipendenza e ludopatia.
Consigliamo, prima di giocare, di consultare le probabilità di vincita dei singoli giochi presenti sui siti dei concessionari