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il 19 Gen 2019

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5 buoni motivi per NON slowplayare coppia di assi preflop

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5 buoni motivi per NON slowplayare coppia di assi preflop

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La coppia di assi anche nota come “American Airlines” o chiamata spesso all’italiana “i pini” è la starting hand più forte del poker.

Nonostante questo, però, gli assi risultano una delle mani con cui i principianti commettono più errori, sottovalutando spesso la possibilità di essere battuti.

Uno degli errori più grande che si commette è quello di slowplayare la coppia di assi preflop, a prescindere da tutto.

Lo slowplay è una strategia di gioco che a volte i principianti attuano senza troppa logica, risultando poi perdenti.

Vediamo quindi 5 motivi per cui non bisogna slowplayare la coppia di assi preflop.

1) Non ottenere informazioni

Un aspetto importantissimo nel poker è ottenere informazioni sugli avversari. Questo vale sia per la singola mano in gioco che in generale lungo tutto la partita.

Slowplayare una coppia di assi preflop limita fortemente le informazioni che possiamo ottenere dagli avversari in quanto non ci permette di inquadrare il range di mani con cui stanno giocando, o con cui solitamente chiamerebbero determinate puntate preflop.

Assegnare un range di mani all’avversario è molto importante ed evita sorprese nello sviluppo della board al tavolo.

Se anziché giocare passivi, e quindi permettere a molti giocatori di entrare nel piatto con mani imprevedibili, puntiamo preflop potremmo restringere le possibili mani con cui ci troveremmo al flop e diminuire cosi le possibilità di risultare in una mano perdente ottenendo informazioni più chiare sui nostri avversari.

2)Indebolire la coppia di assi

Giocare passivamente gli assi preflop comporta un aumento del numero di giocatori al piatto.

Parlando di percentuali nel poker preflop normalmente la coppia di assi è la mano di partenza più forte, infatti statisticamente è vincente all’85% contro un solo avversario. Ma la percentuale si riduce drasticamente con l’aumentare dei giocatori in gioco fino ad arrivare a scendere sotto il 50% a 5 o più mani attive.

Slowplayare gli assi è proprio il modo con cui si rischia di rendere la starting hand più forte del gioco quella più debole per via di un flop con molti giocatori che magari avremmo evitato rilanciano o controrilanciando i nostri assi preflop.

3) Perdere valore dal piatto

Un rischio comune in cui si incorre giocando in slowplay gli assi è perdere valore nel preflop da un possibile raise che gli avversari chiamerebbero.

Nel poker un raise o re-raise preflop non indica necessariamente “ho una coppia di assi”: può infatti dipendere da diversi fattori come lo stack o la posizione.

Un corretto re-raise preflop può essere chiamato spesso da chi ha già aperto, e quindi è una azione sempre consigliata con una coppia di assi in mano.

Limitarsi a chiamare riduce quindi il valore che possiamo estrarre già dal preflop, e può comportare dunque il tenere il piatto più basso di quanto potrebbe essere limitando la quantità della nostra vincita.

 

4) Essere costretti a foldare

Lo scopo dello slow-play normalmente è lasciare agli avversari modo di puntare e ingigantire il piatto poco per volta.

Permettere però che il board si sviluppi può costare molto caro quando si ha una coppia di assi.

Un limite evidente degli assi è la loro mancanza di connectors sul board.

Dar modo quindi a mani più deboli di guadagnare carte sul tavolo giocando passivi rischia di farci trovare in situazioni scomode nelle quali saremo costretti a foldare, cosa che non avremmo fatto se avessimo giocato gli assi in maniera aggressiva.

Le probabilità che esca un flop molto aperto a possibili scale o a un colore non sono da sottovalutare. Slowplayare gli assi può comportare proprio il concedere a basso prezzo carte sul board all’avversario che con una mano inconsistente nel preflop può invece trovarsi in condizioni di vantaggio nel prosieguo della mano.

 

5) Gestire peggio il board

Come accennato prima tendenzialmente una coppia di assi si trova maggiormente a suo agio a fronteggiare quel range di mani che chiamerebbero un re-raise preflop in quanto sono in genere coppie dal 10 in su, A-K, A-Q.

Dunque statisticamente in termini percentuali giocare gli assi in modo aggressivo è vincente proprio perché limita il range di mani con cui arrivare al flop, e di conseguenza facilita la lettura del gioco.

Slowplayare dunque aumentando il numero medio di giocatori nel piatto porta a situazioni post flop molto più difficili da gestire.

Un affermazione comune nei principianti come “se punto foldano” è quella che spinge proprio a giocare in slowplay gli assi.

Nel lungo periodo però i guadagni dai piccoli piatti ottenuti pushando preflop gli assi risultano costantemente in profit al contrario di quanto accade giocando in slow-play. Inoltre non è detto che limitandosi a chiamare preflop il piatto si ingigantisca post flop.

 

Di base quindi non è la scelta giusta giocare passivamente i pini,  tuttavia ci sono dei casi particolari in cui slowplayare la coppia di assi preflop può essere la scelta migliore proprio perché nel poker nessuna mossa è scontata e adattarsi è sempre la chiave.

 

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