Thursday, Oct. 24, 2019

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il 12 Giu 2019

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Martin Jacobson e uno spot intricato al Main Event 888Live di Barcellona: L’history è stata determinante!

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Martin Jacobson e uno spot intricato al Main Event 888Live di Barcellona: L’history è stata determinante!

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Il main event 888Live di Barcellona della scorsa settimana ha visto trionfare il nostro Gabriele Rossi per una prima moneta da 110.000€.

Un risultato fantastico per il giovane grinder azzurro, che fa il paio con il successo di Andrea Shehadeh del 2017, capace di raggiungere nuovamente il tavolo finale nell’edizione disputata l’anno successivo.

Gli spunti di cronaca per questo bellissimo evento non si limitano però ai successi nostrani ma, grazie alle interviste rilasciate da alcuni dei protagonisti in corsa – tra cui Chris Moorman come abbiamo visto nell’approfondimento di ieri -, il materiale abbonda.

Eccoci quindi ad analizzare una mano raccontata dal Campione del Mondo WSOP 2014 Martin Jacobson ai microfoni di Pokernews, il quale in fase 12 left con tavoli 6-handed si trova di fronte a una scelta complessa.

Per dovere di cronaca, specifichiamo che nella descrizione della mano ci siamo basati esclusivamente su quanto riportato da Jacobson nell’intervista video, sia per quanto concerne gli stack in gioco che per le size scelte nelle varie street, nonché per lo sviluppo del board, dato che la mano riportata nel blog ufficiale del torneo non combaciava esattamente con la descrizione dello svedese.

Il riassunto dell’action:

SITUAZIONE: 2 tavoli da 6 giocatori l’uno, 12 player left.

BLIND: 20K/40K, Ante 40K.

PREFLOP: Ricardo Pinto (stack 40x circa) apre a 90K da UTG con A K, flatta Cornelis De Jong (stack over 60x) da HJ con K Q, completa Jacobson (stack 35x circa) da BB con Q 5.

FLOP: Q 5 2 (pot 330K)

Checka Jacobson, checka Pinto, De Jong punta 135K, chiamano sia Jacobson che Pinto.

TURN: 3

Nuovo check per Jacobson e Pinto, De Jong sceglie la medesima size e punta altri 135K, altro call per entrambi.

RIVER: 6

Jacobson checka, Pinto va all-in avendo a disposizione una pot size bet, De Jong folda e Jacobson va “in the tank” utilizzando ben due time bank per poi foldare.

Flashback di Jacobson su action precedente:

Prima di passare al racconto di questa mano vorrei descriverne un’altra giocata in precedenza dagli stessi due giocatori che ha influenzato la mia decisione in questo spot. Siamo 15 left sempre su due tavoli, MP apre a 55K, Pinto flatta da BTN e De Jong Squeeza da BB a 135K, una size piuttosto inusuale. Original raiser decide di passare, Pinto chiama e si va al flop in heads-up. Il board recita A-5-3 con flush draw, BB checka, Pinto punta circa 50K su pot da 300K e De Jong rilancia ancora a 135K, la stessa size usata per lo squeeze! Pinto chiama e su turn 2 che non chiude il draw a colore checkano entrambi.

Il river è un 7x, nessun flush possibile e De Jong punta nuovamente 135K…Non so se abbia soltanto quel tipo di size in testa, sta di fatto che Pinto chiama e mucka alla vista di 10-10 dello squeezer. Immagino avesse qualcosa come 8-8/9-9 in mano, non trovo altre combo sensate che possano chiamare al river, ad ogni modo sono rimasto molto sorpreso nel vedere il tipo di size utilizzata con una mano come 10-10.

Il TP di Jacobson sulla mano che lo vede protagonista:

Siamo al flop, De Jong betta 135K (lol) e a questo punto sono cosciente che puo farlo per protecion, per capire un po’ dove sta nella mano e soprattutto può farlo con un range ampio. Tuttavia ho ancora OR che mi preoccupa dietro di me, lui ha 40x e io 35: sono troppo deep per committare tutto il mio stack già al flop, quindi preferisco chiamare e OR chiama a sua volta.

Al turn stessa situazione, check, check, bet 135K e doppio call. In realtà qui penso all’opportunità di rilanciare, ma vista l’action il flatter dovrebbe sapere che sta reppando una mano abbastanza forte, e sarebbe orribile andare rotti per trovarsi un bel flush davanti, mano molto probabile in questo scenario. Inoltre se sta bluffando è meglio tenerlo dentro e usare la mia mano come bluff catcher, quindi chiamo ancora pur rimanendo preoccupato da quel che OR può avere in mano.

Al river checko ancora e qui OR, che check-calla 2 volte va all-in per circa una pot size bet: il flatter che betta due strade passa pensandoci un po’ e l’action torna a me. Sono molto confuso a questo punto, provo a pensare ai bluff che potrebbe avere su quest’action così come alle sue value hand…Perché non checkare e basta con valore di showdown medio ma andare all-in? A mio avviso OR ha visto il flatter puntare size ridicole con mani marginali, quindi non penso che in caso di value bet la potesse fare troppo light, di conseguenza potrebbe aver shovato sperando di trovare oppo con una mano con la quale avrebbe dovuto mettere quasi per forza. Insomma, utiizzo due time bank e alla fine foldo!

Il video racconto dello svedese:

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