Thursday, Oct. 24, 2019

Strategia

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il 7 Lug 2019

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In che modo Fausto Tantillo poteva salvarsi dal cooler che lo ha eliminato al Main Event delle WSOP 2019?

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In che modo Fausto Tantillo poteva salvarsi dal cooler che lo ha eliminato al Main Event delle WSOP 2019?

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Si dice che il Main Event sia il torneo più facile del palinsesto WSOP.

Ok, non il più facile da vincere, questo è scontato, ma vista la gran quantità di amatori che affollano le sale del Rio nel giorni del Main, raggiungere la zona premi è indubbiamente meno complicato che in altri eventi. Cooler permettendo.

Questa mattina abbiamo avuto il piacere di farci raccontare da Fausto Tantillo la mano della sua eliminazione, arrivata già al terzo livello di gioco, complice un river davvero ‘insanguinato’.

La situazione prima della mano incriminata

Lasciamo direttamente la parola a Fausto per farci raccontare in che modo stava procedendo il suo torneo fino a quel momento:

Ho cominciato il main event con uno stack da 60.000 chip ai blind 100/200. Dopo aver giocato il primo livello avevo la sensazione di essere l’unico al tavolo a fare un po’ di azione, quindi sapevo bene che ai loro occhi non venivo preso come il nittone scarato di turno. Infatti dopo il primo livello sono riuscito a far crescere lo stack fino a 74K.

Al rientro dalla pausa a bui 200/300, ante 300, dopo una decina di mani ho dovuto call-muckare in due spot, entrambi contro set. Tornato quindi a 60.3K, praticamente lo stack iniziale, arriviamo allo spot che ha compromesso il mio torneo.”

Il racconto dello spot

Siamo da Middle Position e apriamo a 800, il Cut Off 3-betta fino a 3.400 e noi decidiamo di giocare con Q Q.

FLOP:  8 3 Q

Il flop mi regala il punto nut: check/callo la c-bet del tribettor a 4.500. Chiaramente qui attribuisco al mio avversario un range abbastanza strong, come due Kappa o due Assi, e credo che di bluff ce ne sia veramente poco, magari qualche A-X suited con un backdoor.

Decido di fare solo call perché check/raisare sarebbe una mossa troppo forte e sbilanciata su value, anche perché ho altre street per estrarre valore e chiaramente qui il mio obbiettivo è stakare l’avversario. Il plan è quello di prendere l’iniziativa su molti turn.

TURN: 6

Il turn apre un ipotetico flush draw, proprio una delle carte su cui avevo intenzione di puntare: leado a 14.800, su 16.600 di pot totali consapevole, nel caso in cui venissi chiamato, di dover stringere ancor di più il range avversario: K-K, A-A e qualche rarissimo flushdraw a Picche preso al turn. Pianifico di shovare su tutti i river tranne su un Asso.

RIVER: K

Al river casca proprio un Kappa, che sappiamo benissimo essere una carta molto ‘sick’:  shovo 37.600 rimanenti su 47.000, l’avversario chiama e mostra K-K. E’ la fine del mio main event…

Perché frenare l’azione solo sull’Asso?

Lo screeshot dello showdown costato a Fausto la permanenza al Main Event.

Avendo stabilito che il range di valore avversario in questo caso è composto soltanto da due combinazioni, A-A e K-K, per quale motivo tirare il freno a mano soltanto su una delle due scary card? Ecco cosa ci ha risposto Fausto:

Se non shovo su Kappa rischio di perdere tanto valore da A-A. Inoltre un Kappa a terra diminuirebbe le volte in cui l’avversario ha K-K piuttosto che A-A, mentre se cascasse un Asso non potrei prendere valore da nulla che batto perché in quel caso K-K checkerebbe dietro e verrei chiamato soltanto da meglio.”

Se pensate che bustare il Main dopo tre livelli di gioco sia impensabile, date uno sguardo a quel che è successo al nostro Max Pescatori o, giusto per citarne uno, al grande Phil Ivey.

E voi al posto di Fausto Tantillo sareste riusciti a salvarvi da questo cooler?

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