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il 16 Set 2019

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Punti poco? Ecco i problemi che ti attiri secondo Jonathan Little

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Punti poco? Ecco i problemi che ti attiri secondo Jonathan Little

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L’aggressione nel Texas Hold’em è un aspetto molto importante.

Non solo bisogna sapere quando aggredire, ma anche quanto e soprattutto come farlo.

Ci sono situazioni in cui aggredire senza criterio può portare a epiloghi infelici e altre invece, come quella che vi presentiamo oggi, dove l’aggressione risulta necessaria ai fini di una condotta ottimale della mano.

Ecco un esempio proveniente dall’ottimo Jonathan Little, che spiega in che modo una scarsa aggressione per paura di rischiare troppo può ritorcesi contro lo stesso giocatore.

Il braccino no…

Tavolo cash game, blind 1$/2$.

Cinque giocatori limpano prima che la parola arrivi a Hero, il quale da SB decide di rilanciare a 10$ con Q Q su 100$ effettivi di stack.

Hero in questo caso avrebbe sicuramente dovuto adottare una size più grossa per isolarsi. – spiega Little – In linea di massima in queste circostanze un pot size raise è la scelta migliore da effettuare: è sufficiente moltiplicare l’importo dell’ultima bet per 3 e aggiungere il computo delle chip già presenti nel piatto.

Quindi seguendo l’esempio fatto sopra se ci troviamo da SB e l’ultima bet è stato il limp del giocatore alla nostra destra per 2$, l’equazione sarà la seguente: moltiplicate 2 per 3 e aggiungete 2 per sei volte. Il totale sarà 18, ovvero l’importo corretto del rilancio. 

Il motivo risiede nel fatto che con un importo inferiore si danno le pot odds agli avversari per entrare nel piatto, col rischio di trovarsi a giocare un multiway pot fuori posizione.

Il flop

Dopo il rilancio chiamano soltanto tre giocatori e si arriva al flop: 9 7 5. Hero punta 20$ su piatto da 47$.

Sebbene una puntata piccola possa essere accettabile, io avrei optato per una size più grossa, magari 32$. Questo è un flop dove Hero è praticamente certo di andare rotto contro set floppati, quindi il suo unico obiettivo sarà quello di estrarre il massimo valore da mani fatte peggiori o draw.

Puntando 20$ si gonfierà il pot e la maggior parte dei draw proseguiranno nel colpo, ma con 32$ sarà possibile avere più o meno una pot size bet al turn nel caso in cui un solo giocatore chiami.

Il turn

Chiamano in due e si arriva al turn, un 2. Hero punta nuovamente, stavolta 25$ su pot da 107$.

Così come al flop, la size risulta essere troppo piccola. Hero in questo caso avrebbe dovuto puntare di più, possibilmente andare all-in: così facendo avrebbe potuto estrarre il massimo da mani come J-J, A-9 e 9-8. Puntando piccolo invece estrae meno dalle mani forti del range avversario e da odds maggiori alle mani con equity.

Il river

Chiamano entrambi gli avversari e al river casca un A. Hero checka.

Il check in questo caso mi piace. L’Asso non dovrebbe essere troppo presente nei range avversari, salvo A-7 , A-9 o A-5, ma Hero avrà problemi ad estrarre valore dalle middle pair. Inoltre, tutte le middle verranno checkate back mentre le doppie prese al river o qualche busted draw potrebbe puntare.”

Il primo caller va all-in per 47$, il secondo folda.

Hero invece decide che l’avversario stia cercando di bluffare con 10-8 o stia overvaluando una mano peggiore e chiama, ma mucka alla vista di A 7.

In casi come questo assistiamo spesso a scene nelle quali Hero comincia a prendersela con l’avversario per averlo seguito con una middle pair trovando fortuna al river, ma la realtà è che la gli errori commessi nel corso della mano sono stati determinanti per l’esito della stessa.

Se vi siete persi i consigli di J. Little su come giocare le underpair DATE UNO SGUARDO QUI

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