Ci sono degli spot che possono trarre in inganno anche chi dedica tanto tempo allo studio sui Solver. È il caso di Barry Carter in una mano che gli è stata sottoposta dal suo coach.
Una lezione utile per dare una bella ripassata all’ICM.
La mano
Tavolo finale, cinque left. Non sono date ulteriori informazioni quindi si presume che sia un torneo senza taglie con payout standard.
Come potete vedere nella immagine in alto sotto al titolo, UTG va all-in per il singolo big blind che gli rimane, cutoff e bottone foldano con circa 11bb ciascuno, il chipleader repusha 30bb, hero è su big blind e deve decidere cosa fare con ATo.
Un vantaggio palese
In questo spot, spiega Carter, siamo molto avanti in termini di range. La vera domanda è quanto lo siamo davvero.
“Credevo che fosse un fold – scrive l’autore – il mio ragionamento era che avevo studiato tanti spot come questo, e quando hai uno stack davvero short al tavolo aumenta la pressione sugli stack medi. Lo stesso accade quando c’è un chipleader dominante. In questo caso, forse ho sopravvalutato l’entità del vantaggio del chip leader. In fin dei conti, vincendo il piatto contro di lui ci saremmo scambiati gli stack, quindi non aveva un vantaggio schiacciante.”
Il range di utg
Secondo la GTO, con il suo ultimo blinds UTG deve andare all-in con quasi tutto il mazzo. Quando la parola arriva a small blind, in equilibrio deve reshovare molto molto largo. Carter fornisce la chart.

Il range di call di big blind
Sempre secondo la game theory optimal, il range di call di big blind è composto come nell’immagine.

Per Carter non è un range così largo, ma la mano specifica è uno snap call.
Range e risk premium
E tale resta prendendo in considerazione anche il risk premium.

Come si vede dalla tabella, sul repush del chipleader, a big blind per chiamare serve una equity aggiuntiva del 18,3% rispetto al punto di pareggio in chipsEV.
Per questo nel range di call corretto non rientrano tutte le coppie e tutti gli assi, ma solamente le combo più forti di entrambi le categorie. C’è anche dell’altro.
“Un altro fattore che non ho considerato abbastanza è che se chiamiamo e perdiamo ci sono buone possibilità che comunque scaliamo una posizione del payout davanti a UTG. Il suo range è incredibilmente largo e noi abbiamo una mano abbastanza forte, quindi saremmo davvero sfortunati se la nostra mano finisse per terza”
Carter sottolinea comunque l’importanza di pensare positivo.
“Alla fine, però, sembra che dobbiamo semplicemente guardare un po’ di più alle buone notizie. Stiamo dominando il range di small blind. Se vinciamo questa mano non solo scaliamo il chipcount ma ci mettiamo anche in una posizione eccellente per vincere l’intero torneo.”







