Fu Dan Harrington a coniare il detto di non foldare mai una coppia di re preflop, in parte perché potresti anche scoppiare l’avversario le volte in cui lo trovi con coppia di assi.
Sulle colonne di PokerStrategy l’autore Barry Carter si è chiesto se lo stesso avviso rimanga vero per la coppia di donne, arrivando a una curiosa conclusione.
Una situazione spinosa
Il britannico scrive di essersi posto la domanda la scorsa domenica in uno spot in cui ha messo sotto preflop Q-Q su action frenetica.
Dopo la sua apertura standard x2, infatti, il giocatore alla immediata sinistra di Carter ha tribettato x5,5, small blind ha pushato 44bb e big blind ha cold-callato per 40,4bb.

“Ero davvero contento quando ho visto il primo raise, ed ero sulla Luna quando ho visto lo shove, ma è stato il cold call di big blind a farmi dubitare della mia mano – scrive Carter.
Effetto Dunning-Kruger
L’autore ha poi postato lo spot sui social media toccando con mano il bias cognitivo dell’effetto Dunning-Kruger, secondo cui più le persone non sono esperte su un argomento più sono convinte della propria opinione.
I sostenitori del call erano infatti molto più convinti di chi credeva che la mano fosse da foldare. Però Carter ha discusso di questa mano anche in privato con degli amici professionisti di poker che erano tutti schierati per il fold.
“Avevano tutti la mia stessa opinione, ovvero che il migliore scenario per cui stiamo sperando è che tutti e due i giocatori in all-in abbiano AK, ma realisticamente troveremo gli assi, o i re, o entrambi, troppo spesso”
Le chart GTO
Carter ha quindi analizzato la mano con l’ausilio di un Solver per vedere le dinamiche della mano nel mondo della GTO.
Per iniziare ecco il range di apertura di bottone:

Dato questo range di apertura, ecco il range di shove del giocatore su small blind.

Infine ecco il range di cold call di big blind: fondamentalmente è composto da KK AA, con QQ che in frequenza è call e in frequenza fold.

Coppia di re da foldare
Carter dice di aver tirato un sospiro di sollievo quando ha visto che per il giocatore su big blind la coppia di donne era soprattutto fold, perché ovviamente ciò voleva dire che a maggior ragione lo sarebbe stata per lui.
Il britannico si è sentito ancora meglio quando ha visto quale avrebbe dovuto essere il suo range di call secondo il Solver.

Come si vede nella immagine, al posto di Carter QQ è sempre fold, ma anche KK dovrebbe essere un fold più spesso rispetto al call.
Pensare che numerosi messaggi ricevuti sui social media avevano consigliato a Carter di andare più largo di QQ dal momento che quello che stava giocando era un torneo low-stakes.
“Non è la mia percezione della popolazione nelle partite che gioco. Credo che il field sia oltremodo nitty in questi spot, e in origine stavo modificando gli input del solver in modo da assegnare un range più tight a bottone e a small blind più shove per valore e meno bluff. L’unico range che avrei allargato sarebbe stato quello di big blind, che credo che probabilmente chiamerebbe JJ+ e AK. Ma non ho avuto bisogno di modificare gli input per sentirmi a posto con il mio fold, siccome ho molta fiducia nelle mie considerazioni sulla popolazione”







