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il 12 Ott 2017

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Paolo Baroni shippa su Winamax in attesa della liquidità condivisa: “Non vedo l’ora, però occhio alla varianza”

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Paolo Baroni shippa su Winamax in attesa della liquidità condivisa: “Non vedo l’ora, però occhio alla varianza”

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L’aria del Messico a quanto pare fa molto bene ai pokeristi italiani.

In questi giorni abbiamo già fatto due chiacchiere con Enrico De Rosa, fresco vincitore del Sunday High Roller da Merida, nello Yucatan.

Ma c’è un altro connazionale che grinda oltreoceano e che questa settimana ha ottenuto un bel risultato: parliamo di Paolo Baroni, residente a circa 300 km di distanza da Enrico.

Paolo infatti sta a Playa del Carmen, cittadina famosa tra i turisti. Da lì l’altra sera ha shippato quasi 28mila euro in un Main Event della room francese Winamax!

Lo scorso anno abbiamo chiacchierato più volte con Paolo. Abbiamo approfittato del suo ultimo shippo per ricontattarlo e capire qualcosa di più sul field che potremmo incontrare con la nuova liquidità europea.

Paolo ci riassume prima di tutto il suo 2017: “Sono tornato in Messico da settembre, perché ho vissuto per alcuni mesi a Malta dove ero già stato tre anni fa.

Stavolta però mi sono trovato molto male. Ho passato uno dei periodi più brutti della mia vita, per motivi personali ma anche per un downswing ai tavoli da poker.

Non vedevo l’ora di tornare qui a Playa. C’è un altro stile di vita. Inizio la sessione alle 13:30 e ho tutto il tempo per fare sport o uscire con gli amici.

Siamo nella cittadina messicana più turistica e gli affitti verso il centro non sono molto economici, ma spostandosi un po’ verso la periferia i prezzi sono più ragionevoli“.

 

 

Tornando al poker, Paolo ci spiega quello che sta grindando: “Gioco tutto, sia sul ‘punto it’ che sul ‘punto com’. Ultimamente mi sono concentrato sulle room 888 e partypoker, che hanno offerte interessanti. Gioco più focused, perché ora apro al massimo 12 tornei (prima anche 20). Inoltre ho tolto quasi tutti i Turbo e i 6-max dal mio programma. I tavoli da sei richiedono troppa concentrazione per massarli insieme agli altri“.

Arriviamo al delicato tema della liquidità condivisa: “Non vedo l’ora di testarla. Un field fatto di italiani, francesi, spagnoli e portoghesi sarebbe perfetto. Bisognerebbe fare i conti con un po’ più di varianza ma il livello dovrebbe essere facile.

Il field attuale di Winamax è molto eterogeneo, non ci sono solo francesi. Però so che i nostri cugini d’oltralpe non hanno paura a mettere le chips in mezzo. Per questo aumenta la varianza.

I fish italiani invece si dividono in due categorie; ci sono i nittoni e quelli che aggrano a caso, magari perché vogliono solo divertirsi dopo una dura giornata di lavoro”.

E la penisola iberica cosa ha da offrirci? “Ho un paio di amici spagnoli che mi parlano del ‘punto es’ come di un mercato un po’ povero. Quello del Portogallo invece mi pare che stia crescendo“.

 

 

Come avrete intuito, Paolo frequenta giocatori di varie nazionalità: “Qui a Playa ci sono circa un centinaio di pokeristi, credo. C’è gente davvero forte che grinda i 5k per capirci. Nel mio gruppo ci sono per esempio spagnoli e lituani.

Tra loro c’è chi gira anche per i tornei live. Per esempio il tedesco Marvin Rettenmaier ha vinto qualcosa come 7 milioni in mtt dal vivo.

Ci piace uscire insieme e far festa, per staccare un po’ dal poker. Se altri italiani venissero qua, capirebbero quanto è importante l’aspetto sociale per rendere meglio poi ai tavoli. Non a caso Predaroli e Tononi forse vogliono tornare e anche Camosci ci sta facendo un pensierino“.

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