Wednesday, Dec. 19, 2018

Strategia

Scritto da:

|

il 18 Ott 2018

|

 

Quali fattori bisogna tenere in considerazione quando si affronta un tavolo finale?

Ricevi tutti i nostri articoli via email, inserisci qui

Autorizzo, ai sensi del d.lgs. 196/2003 s.m.i., l’utilizzo dei miei dati personali, anche per conto di terzi, per finalità promozionali e di marketing. Leggi l'Informativa sulla Privacy.

AutorizzoNon Autorizzo

Quali fattori bisogna tenere in considerazione quando si affronta un tavolo finale?

Area

Vuoi approfondire?

A prescindere dal fatto che un pokerista giochi principalmente per la gloria o esclusivamente per i soldi, la via è una sola e si chiama final table.

Tutti gli sforzi di un giocatore, a partire dalla review allo studio delle situazioni pre e post flop, devono necessariamente essere massimizzati quando si arriva a competere per le posizioni che contano. Perché in fondo è lì che si gioca la vera partita.

Il gap tra il nono classificato e il primo è di circa 1 a 20, motivo per cui ogni singola decisione assume un’importanza maggiore per via del fattore ICM.

Ogni chip guadagnata al final table, a parità di skill e con una deepness adeguata, ha un corrispettivo in denaro in base agli stack avversari e alla posizione occupata al momento.

Generalmente nei tornei turbo online l’average di un final table si aggira tra i 15 e i 20 big blind, mentre in quelli normali raggiunge facilmente 30 o più BB.

Con un il ridursi degli stack in gioco viene meno lo spazio di manovra e conseguentemente le abilità dei singoli giocatori tendono a rivestire un ruolo sempre minore in quanto la varianza, si sa, può essere davvero assassina.

Ma arrivamo al dunque: quali sono gli aspetti da tenere a mente quando si affronta un tavolo finale e quali accorgimenti bisogna adottare?

 

1. Strategia

Stiamo giocando per i massimi o cerchiamo di ‘sciacallare’ una posizione a scapito di qualche avversario troppo esuberante? Avere una risposta a questa domanda è fondamentale per impostare una strategia più o meno conservativa, che a sua volta ci esporrà a un numero minore o maggiore di rischi.

Se gli scalini del payout spostano parti ingenti del nostro bankroll e la nostra posizione nel count non ci consente di pianifiare un colpo su più di una strada, la soluzione è alquanto semplice: restringere i range il più possibile e aspettare che qualcuno commetta qualche errore. Attenzione però, perché per timore di mettere le chip in mezzo potremmo trovarci divorati dai bui

Se al contrario, l’unico nostro obiettivo è centrare una delle prime posizioni in quanto pensiamo di avere esge sul field, oltre a vantare uno stack importante, è bene prendersi qualche rischio in più facendo leva sulla pressione ICM.

 

2. Posizione

La curiosità può costare davvero cara in un tavolo finale e giocare in posizione diventa importantissimo se si vuole portare a casa un bel risultato. Inseguire progetti troppo arditi chiamando più strade out of position è tra le ragioni principali che condannano gli amatori a chiudere anzitempo la loro corsa verso i premi che contano.

Per contro, giocare in posizione può risultare ancora più profittevole in quanto da aggressori possiamo far leva su una maggior fold equity a seconda del peso monetario degli stack in gioco.

 

3. Blind war

Le blind war al tavolo finale diventano spesso dei crocevia importanti per l’evolversi del nostro torneo. Specialmente quando gli stack cominciano a non lasciare troppo spazio alla fantasia, le situazioni in cui SB e BB si trovano uno contro l’altro senza che nessuno abbia aperto la mano sono più frequenti.

Avere una buona strategia per queste occasioni è di estrema importanza, in quanto tanti giocatori ignorano completamente gli scontri in guerra di bui o ne sottovalutano l’importanza.

 

4. ICM

Questo paragrafo meriterebbe con ogni probabilità uno o più articoli a parte. Senza dilungarci eccessivamente sulla questione vi basti pensare che il vostro stack, al final table, assume un preciso corrispettivo in denaro. Per approfondire la questione sulla $EV/cEV ci rimandiamo a questo articolo.

 

5. Alla larga dal chipleader

Chi ha più chip al tavolo, generalmente, mette più pressione al resto degli avversari. Non è una regola scritta, ma è quel che accade in virtù di quanto detto sopra. Ciò non significa che dovremmo passare ogni volta che il chipleader del tavolo fa azione, ma più semplicemente, specie nelle fasi iniziali del tavolo finale, alcuni marginali (in particolare fuori posizione) possono essere evitati, senza intestardirsi eccessivamente contro un giocatore.

 

Articoli correlati

Lascia un commento

ItaliaPokerClub non è un operatore di gioco a distanza, ma un portale informativo dedicato ai giochi. Tutte le poker room partner del nostro portale hanno regolare licenza AAMS. Il gioco è riservato ai soggetti maggiorenni e può causare dipendenza e ludopatia.
Consigliamo, prima di giocare, di consultare le probabilità di vincita dei singoli giochi presenti sui siti dei concessionari