Gianmichele “Alfa88″ ed i suoi super grafici! – Intervista (parte 2) | Italiapokerclub

Wednesday, Jun. 3, 2020

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il 8 Dic 2012

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Gianmichele “Alfa88″ ed i suoi super grafici! – Intervista (parte 2)

Gianmichele “Alfa88″ ed i suoi super grafici! – Intervista (parte 2)

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Nel precedente articolo abbiamo potuto ammirare “l’ultima perla” di Gianmichele “Alfa88” che, nel mese di novembre, è riuscito a tirar fuori un profitto veramente importante.

Lo ringraziamo per la gentilezza dimostrata e continuiamo a fargli qualche domanda sul suo percorso di formazione tecnica e sullo scenario del grinding online in generale.

 Quale, dei tanti incontrati, reputi come “il gradino più difficile da superare”? Hai mai avuto momenti critici nella tua carriera?
I gradini più difficili per me sono sempre stati i level up. Per salire dal NL200 al NL500 ho tentato 3 volte prima di stabilizzarmi, dal NL500 al NL1000.

Ogni volta, per svariati motivi, tra i quali run e convinzione che ad un livello superiore c’erano regular che cercavano sempre di outplayarti(quando erano più lineari che mai e sempre pieni tra l’altro), lasciavo qualche manciata di stack che pesavano come macigni e mi facevano tornare buono buono al mio livello.

Memorabili i dieci stack persi in 3’000 mani al mio primo tentativo di level up al Nl1000.

Momenti critici no, momenti difficili certamente, come tutti del resto. Ricordo che agli inizi, dopo un super rush al Nl50 e NL100, modificai il mio gioco senza sapere il perché. Ricordo che isolavo ogni limper con any connector o Ax, 3barrellando quasi a caso (perdendo ovviamente una marea di bb ogni mano) ed il mio profit subì una picchiata fino a toccare quota 300€ (dai 2.5k circa a cui ero arrivato).

Ero quasi rassegnato fin quando una sera cominciò la fantastica risalita.

Venendo al recente passato, Marzo è stato un mese terribile; non andava bene nulla ma continuavo a giocare convinto che doveva svoltare prima o poi.
In tutto ciò non ho mai perso lucidità, al limite giocavo un po’ meno confident, condizionato dalla run che si accaniva ogni singolo giorno.

Ci son stati cambiamenti nel tuo approccio contro alcuni regular?
In verità no, preferisco siano loro ad adattarsi a me.

Come è normale che sia, nonostante a volte prevalga lo spirito di competizione, nessuno ha particolare voglia ed interesse a scontrarsi “sanguinosamente” con i regular considerati più skilled.

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Al contrario, saranno i regular abc, quelli maggiormente straightforward, ad esser presi di mira per poter estrarre extravalue in situazioni nel quale non si troveranno mai confident a giocare.

Ritieni che, far abbastanza profit da poter dire “sono un ppp”, sia una cosa fattibile per tutti, oppure bisogna avere delle skills innate?
E’ quasi banale dire che il profit adeguato è assolutamente soggettivo e legato alle esigenze del giocatore.
Un grinder del NL20 può fare questo come main job e dedicargli 6-8 h/day e già solo di Rakeback dovrebbe tirare su circa 1’000€. Potrebbe già definirsi un PPP (Professional Poker Player) lui, ha tutti i requisiti per esserlo.

Ecco, questo, credo sia alla portata di tutti; i low stakes richiedono un approccio abbastanza basilare al gioco e in un mese di lavoro (guidati da un coach) si può raggiungere un’adeguata preparazione per massare il NL20.

Elementi fondamentali per poter fare il PPP sono poi il Bankroll managment, il mindset con tutti i suoi aspetti correlati e tanta umiltà e voglia di crescere.

Non tutti sono predisposti ad averli e non tutti sono capaci di poterli fare propri nel tempo. C’è chi ha una propensione innata al gambling e non resiste dal tentare il level up per recuperare qualche stack perso, o c’è chi proprio non controlla il tilt e dilapida il roll in qualche sera appena.

Ho la convinzione che per poter ambire a fare il PPP, anche a modeste (ma comunque rispettabilissime) cifre, siano indispensabili questi tre elementi di base a prescindere poi dalle skills personali.

Andando più avanti, per sfondare nei mid-high/stakes, c’è sicuramente bisogno di quella dose di talento, di sfrontatezza, di fantasia, di scaltrezza (e chi più ne ha più ne metta). Penso che siano delle qualità indispensabili per fare il salto di qualità ed elevarsi dalla massa di regulars fatti a stampino 20/18 3bet 7 che vengono forgiati nei vari livelli fino al NL200.

(L’intervista ad Alfa88 continuerà nel prossimo articolo… Stay Tuned!)

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