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il 19 Mag 2014

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Maurizio Saieva racconta il poker online nel 2004

Maurizio Saieva racconta il poker online nel 2004

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“Sono dieci anni che gioco a poker online…” è una frase che esce dalla bocca di Maurizio Saieva mentre chiacchiera con Walter Treccarichi nella sala poker del Casinò Portomaso di Malta durante la tappa PokerClub Live Series.

La cosa incuriosisce parecchio, e così ci facciamo raccontare qualcosa in più dal player siciliano.

IPC: Maurizio, sono davvero 10 anni che giochi a Texas Hold’em online? Come sei entrato a contatto con il mondo del poker?

MS: Per caso! Nel 2004 ho rilevato un’agenzia di betting che era concessionaria di un ampio circuito internazionale, e sul sito c’era anche il collegamento a una delle poker room che all’epoca andavano per la maggiore, Paradise Poker; ovviamente le punto it non esistevano, sarebbero arrivate solo anni dopo. Premetto che io non sono mai stato un gambler, non ho interesse né nelle slot machine, né nei giochi da casinò, e paradossamente non ho mai scommesso nonostante gestissi un’agenzia. Sono però appassionato da sempre di giochi di carte, ovviamente del poker a cinque carte oltre a ramino e briscola in cinque, quindi ho iniziato a giocare su Paradise: sapevo a malapena le regole del Texas Hold’em!

IPC: Cosa significava aprire la lobby di una poker room nel 2004, un anno dopo Moneymaker?

MS: Non puoi capire, c’era un traffico immenso! Tavoli su tavoli, cash game dai livelli bassi fino al 100 / 200, in valute diverse: c’erano i tavoli in dollari, quelli in euro, e quelli in sterline. Quando, dopo Planet Poker, sono passato a un altro circuito, ho rimpianto quella room: su altri lidi partivano cinque o sei tavoli quando agli stessi orari ero abituato a vederne decine aperti.

IPC: Cash o tornei?

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MS: Solo cash game. Non sapevo nemmeno cosa fosse un torneo di poker, una sera un amico mi chiamò e mi disse di iscrivermi all’MTT domenicale con montepremi garantito da qualche centinaio di migliaia di dollari: mi spiegò anche che cos’era un torneo di poker, e io gli risposi che non mi interessava, che io volevo giocare con “i soldi veri”!

IPC: E quanti tavoli si potevano aprire?

MS: All’inizio ovviamente io aprivo un tavolo solo, non avevo mai provato a entrare in due o più contemporaneamente, non avevo idea che si potesse fare. Poi ho cominciato a riconoscere i nickname degli avversari, e li vedevo seduti su cinque, sei tavoli diversi… pensavo: “Perché loro possono?” convinto che a me fosse vietato, mentre semplicemente non avevo mai provato ad aprirne un secondo! (risate) Dopo circa un mesetto di gioco ho capito che anche io potevo farlo, e ho iniziato a giocare su due tavoli.

IPC: Solo due?

MS: Beh sai… non è che io avessi una gestione molto rigida del bankroll. Anzi diciamo pure che appena arrivavo ad avere 2000 dollari nel conto, mi sedevo con tutto il roll, su due tavoli al 5 / 10. Non è che sia andata molto bene in quel periodo, dopo alcuni mesi sono ovviamente finito broke. Ma in un certo senso mi ha aiutato anche quell’esperienza, perché poi sono ripartito da stakato su altre room e sono stato molto più attento a quel che facevo. Al tempo mai avrei pensato che sarebbe diventato il mio lavoro, e invece…

 

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