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il 12 Mag 2014

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Come si impara il mestiere del dealer? Quanto si guadagna? Jerome Iozza svela tutti i “segreti”

Come si impara il mestiere del dealer? Quanto si guadagna? Jerome Iozza svela tutti i “segreti”

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Ne avevamo parlato giusto pochi giorni fa. Formarsi e lavorare poi come dealer, in un’Italia che in ambito occupazionale offre perlopiù ‘bad beat’, è un’opportunità da non farsi sfuggire.

Certo, come ci ha già raccontato la dealer di Campione d’Italia Mara Alescio, il lavoro è impegnativo, caratterizzato da orari ‘sballati’ che costringono a una riorganizzazione della vita quotidiana e, per i meno fortunati, alla chiusura della valigia per firmare il tanto atteso contratto al di fuori dei confini nazionali.

Ma è comunque una strada percorribile e certamente adatta a un giovane che ancora, magari non per colpa sua, non riesce a trovare un mestiere che gli permetta di sbarcare il lunario.

Se la Alescio ci aveva parlato a 360° della sua esperienza ai tavoli, il direttore di una delle scuole di formazione più importanti in Italia, Jerome Iozza, ci spiega ogni aspetto dei corsi da dealer e delle opportunità lavorative che questi aprono.

IPC: Perché un giovane dovrebbe scegliere di intraprendere una carriera da dealer o croupier?

Jerome Iozza: Sono direttore di una scuola nata in Francia nel 2003 e che oggi ha dieci sedi in tutta Europa. Garantiamo un lavoro a tempo indeterminato al termine della formazione, perciò facciamo una selezione per l’accesso ai corsi. I nostri croupier vanno poi a lavorare in Inghilterra, Francia, Svizzera, Malta, Marocco, Tanzania e nelle navi da crociera della Royal Caribbean.

IPC: Jerome, addentriamoci nello specifico dei corsi: quanto durano e come si svolgono?

J.I.: La durata del corso di dealer per texas hold’em è di tre settimane, mentre quello da croupier 14 settimane: dieci a Roma e quattro a Manchester. In Inghilterra rilasciamo ai corsisti la licenza inglese, gli apriamo un conto bancario e l’insurance code che sarebbe l’equivalente del nostro codice fiscale. I ragazzi vengono sistemati in case famiglia o in residence, poi continuano il training dentro il Casinò Grosvernor. Subito dopo li inseriamo in uno dei casinò inglesi del nostro giro. Non possiamo garantire lavoro come dealer di poker, ma abbiamo Christian Scalzi come consulente esterno, quindi gli mandiamo i corsisti quando ha necessità per i tornei del WPT e a Malta.

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IPC: Per quanto riguarda i costi invece? I corsi sono economicamente accessibili?

J.I.: Premetto che i nostri corsisti non devono avere tatuaggi visibili, è necessario che abbiano la fedina penale pulita e non devono essere daltonici. Il corso da dealer costa 499€ iva inclusa, mentre quello da croupier 3.200€ iva inclusa, con la possibilità di dilazionare il pagamento in quattro rate. Abbiamo maggiore richiesta per il corso da croupier, soprattutto perché garantiamo il lavoro a fine percorso.

IPC: Puoi spiegare brevemente come avviene la selezione?

J.I.: Dopo una piccola introduzione informativa sul corso, parte un test attitudinale su pc, poi uno pratico con fiches e carte, al fine di valutare daltonismo, vista ed eventuali problemi alle mani. Durante il corso c’è una sessione sulla ludopatia e dopo, una volta in Inghilterra, un altro corso sull’antiriciclaggio, obbligatorio a livello europeo. 

IPC: Ammettiamo che un corsista finisca con successo il percorso: a quanto ammonterà, mediamente, il suo stipendio? Quante ore alla settimana dovrà lavorare?

J.I.: Le ore settimanali sono 40 e per il compenso dipende da dove si lavora: inizialmente lo stipendio oscilla dalle 850£ alle 1.400£, poi se un ragazzo arriva a Londra può prendere anche 2.000£ fino ad arrivare a 5.000£ qualora ottenga un impiego al Ritz, al Palm Beach o a Les Ambassadors. In Svizzera invece siamo attorno ai 3.300€. C’è la possibilità anche di lavorare in Tanzania per 1.500$ mensili ma con vitto e alloggio pagati in un residence. Ci tengo a sottolineare che c’è possibilità di carriera e che, nei paesi citati, vige la meritocrazia.

 

L’intervista completa a Jerome Iozza sarà pubblicata sullo speciale “Dealer e tournament director come opportunità di lavoro” nel prossimo numero di Poker Sportivo, l’unico magazine italiano di poker in edicola ora anche in formato digitale per dispositivi Apple e Android.

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