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il 9 Mag 2014

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Dealer come opportunità di lavoro: “Vivo al contrario ma arrivo comodamente a fine mese!”

Dealer come opportunità di lavoro: “Vivo al contrario ma arrivo comodamente a fine mese!”

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La situazione lavorativa in Italia è difficile, stenta a migliorare e sono sempre più i giovani, e non solo, impossibilitati a programmare il proprio futuro.

Chi è fortunato da avere un’occupazione molto spesso ha un contratto ‘balbettante’ e chi, invece, non riesce a trovare niente, inevitabilmente, vede la ‘fuga’ all’estero come unica soluzione.

Per chi ama il poker, però, c’è una possibilità davvero interessante: intraprendere la formazione da dealer e costruirsi così una carriera soddisfacente, ben remunerata e potenzialmente molto ricca di soddisfazioni.

Ci avete mai pensato? Ci sono scuole di formazione certificate ed efficienti in Italia, tali anche da garantire, a fine percorso, la certezza dell’impiego, il tutto a fronte di un investimento economico sostenibile.

Qualcuno ha scelto questa via e ha parlato con noi della sua carriera da dealer in Italia, presso il casinò municipale di Campione. Stiamo parlando di Mara Alescio, compagna del neo vincitore dell’IPO Carlo Savinelli, che da anni, in parallelo alla carriera universitaria, lavora ai tavoli di poker del casinò della cittadina lacustre.

“Quello del dealer – esordisce Maraè un lavoro che dà quell’opportunità che, ora come ora, manca ai giovani. Ce ne sono molti, magari, che stanno studiando, già consapevoli però che il mondo del lavoro non possa comunque offrire molto dopo. Io, ad esempio, studio ingegneria gestionale, ma so bene che non potrei vivere bene con lo stipendio dell’eventuale lavoro che troverò al termine del mio percorso universitario. Formarsi nel mondo del poker, dunque, è il top se si ama questo mondo, ma non deve essere l’unica strada da seguire…”

Chiediamo a Mara quale sia il ‘percorso formativo’ del dealer, e se sia stata dura arrivare al punto in cui si trova adesso.

“I corsi durano qualche settimana, personalmente credo di aver avuto ottimi maestri. Prima si imparano le regole del gioco, poi arriva la parte più difficile: non tanto la manualità, che si acquisisce con il tempo lavorando al tavolo, quanto il saper gestire i giocatori. Un dealer professionista, per me, deve esser molto bravo sotto questo punto di vista”.

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Ma cosa ha spinto la Alescio a scegliere questa carriera ‘alternativa’?

“La passione è stata una grande spinta, infatti son sempre stata affascinata dai tavoli da gioco. Poi, quando non lavoravo full time, riuscivo, seppur con orari un po’ stravolti, a portare avanti anche tutti i miei altri hobby e lo studio. Certo, fare il dealer rimane una scelta di vita, perché come orari vivi al contrario: quando lavori i tuoi amici sono liberi e viceversa, quindi è facile creare amicizie proprio coi colleghi, dato che riesci a vedere pochissimo le persone che non sono nell’ambiente. Rispetto ad altri, poi, sono fortunata, dato che non ho dovuto trasferirmi per lavorare, cosa che vista la dislocazione dei Casinò in Italia sono costretti a fare quasi tutti…”

Passando poi agli aspetti meramente lavorativi, chiediamo a Mara di raccontarci la sua giornata ‘tipo’ e, soprattutto, se questa occupazione è ben remunerata.

“Generalmente lavoro sei/otto ore nei giorni feriali e dieci/dodici nel weekend o quando ci sono eventi importanti. In settimana inizio alle 18 con il cash game e alle 20 coi tornei, mentre il sabato e la domenica attacco già dal primo pomeriggio e finisco intorno alle quattro della mattina. Per quanto riguarda lo stipendio, dico che sarebbe difficile, oggi, prendere gli stessi soldi con un lavoro ‘normale’ a parità di ore lavorate, quindi si arriva comodamente a fine mese, sempre che si viva in Italia e non in Svizzera dove la vita è decisamente più cara!”.

 

L’intervista completa a Mara Alescio uscirà nello speciale “Dealer e Tournament Director come opportunità lavorativa” sul prossimo numero di Poker Sportivo, l’unico magazine italiano di poker in edicola e ora anche in formato digitale per dispositivi Apple e Android.

 

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