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il 14 Mag 2014

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Il tournament director Christian Scalzi: “La passione e la personalità sono imprescindibili per il nostro lavoro”

Il tournament director Christian Scalzi: “La passione e la personalità sono imprescindibili per il nostro lavoro”

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Hanno destato particolare interesse nei nostri lettori i due articoli che hanno avuto come protagonisti la dealer professionista Mara Alescio, impegnata ai tavoli di Campione d’Italia, e Jerome Iozza, direttore di una scuola di formazione romana per croupier e dealer, che ci ha fornito i costi e le caratteristiche dei corsi da loro organizzati.

Evidentemente, in uno dei periodi più critici degli ultimi 20 anni in ambito lavorativo, molti giovani stanno guardandosi intorno, alla ricerca di una strada che possa dar loro quella serenità necessaria, economicamente e non, per vivere in modo indipendente e la carriera nel mondo del gioco pare stuzzichi le fantasie di molti, grazie alla possibilità di un contratto sicuro e un compenso giusto.

Christian Scalzi ha iniziato a percorrere questa strada molti anni fa e adesso, con un’esperienza invidiabile alle spalle, aiuta con i suoi consigli chi volesse seguire le sue orme. Il ligure, adesso, è tournament director del World Poker Tour, stimato professionista sia a livello nazionale che internazionale.

“Ho iniziato diversi anni fa sulle navi da crociera come croupier – esordisce Scalzidopo essermi formato in una scuola a Sanremo, città nella quale risiedo tuttora. Sono stato poi casinò manager per qualche anno, prima di diventare istruttore di giochi americani presso Campione d’Italia e, appunto, Sanremo. Sono andato anche oltre confine, trovando un contratto con il gruppo Barrière, per cui ho lavorato presso le case da gioco di Mentone e Cannes”.

L’amore tra il texas hold’em e Scalzi è nato nel 2006, quando il ligure ha preso un’aspettativa dal lavoro per occuparsi specificatamente dei tornei di poker sanremesi.

“Ho iniziato otto anni fa a gestire i primi tornei di texas hold’em a Sanremo, poi ho fatto una grande esperienza lavorando al fianco di Thomas Kremser, prima di ricevere un’offerta dal World Poker Tour, che mi ha chiesto di diventare loro tournament director in Europa, ruolo che rivesto ancora oggi”.

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Come già anticipato nell’intervista con Jerome Iozza, la scuola non ha la possibilità di garantire, a differenza di quanto avviene per un croupier, un contratto di lavoro a chi termina con successo il corso da dealer, ma coloro che dimostrano di saperci fare con carte e chips vengono presi sotto l’ala protettrice di Christian e chiamati a lavorare per importanti eventi internazionali.

“La scuola di Iozza sta avendo molto successo, visti i tanti ragazzi che, a corso concluso, sta inserendo nel mercato del lavoro. Se dovessi iniziare adesso sceglierei di partire per l’Inghilterra, paese che trovo ottimale per intraprendere un’esperienza lavorativa e, soprattutto, che ti permette di specializzarti con una lingua che è richiesta ovunque nel nostro mondo”.

Data l’esperienza pluriennale, Scalzi conosce bene quali sono le caratteristiche che un buon dealer deve possedere e, per contro, sa per chi, invece, non è adatta un’occupazione simile.

“La passione deve essere la benzina per chi fa il nostro lavoro, così come è fondamentale saper lavorare in squadra ed essere pronti a viaggiare per seguire i numerosi festival che si susseguono in giro per l’Europa. Lo sconsiglio, invece, a chi sa di non possedere quella personalità necessaria per gestire, talvolta, il proprio tavolo con player particolari…”

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