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il 2 Ott 2019

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Rocco Palumbo e l’ansia da grinding: Che fatica ridurre il numero dei tavoli!

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Rocco Palumbo e l’ansia da grinding: Che fatica ridurre il numero dei tavoli!

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E’ uno dei pochi italiani a poter vantare un braccialetto alle WSOP.

Non solo, è addirittura l’unico ad avere in bacheca sia un titolo WSOP che un titolo WPT anche se negli ultimi tempi lo si è visto poco in giro.

Rocco Palumbo non è affatto sparito dalla scena (chi lo segue sui social avrà notato quanto sia stato attivo ultimamente, specie su Instagram) ma continua a grindare online, forse un po’ meno di prima ma con tanta più attenzione

 

Il grinder ansioso

Esattamente l’ultimo giorno di agosto Rocco pubblicava questo status sulla sua Fanpage:

Conoscendo le sue abitudini da mass-grinder, quanto scritto sembra rappresentare una svolta epocale per le sue abitudini ai tavoli.

Cosa è cambiato quindi rispetto al passato e in che modo Rocco sta approcciando il poker in questo ultimo periodo? Lo abbiamo chiesto al diretto interessato:

Ho parlato di questo con un mio caro amico di recente e uno dei punti fondamentali è stato che noi abbiamo iniziato a giocare nell’era in cui per vincere a poker era molto semplice e la chiave era massare, in modo da abbattere la varianza.

In questi ultimi anni ho realizzato quanto invece avessi bisogno di migliorare il termini di qualità e quanto lo studio fosse importante per raggiungere questo obiettivo, ma devo ammettere che la pressione di mettere volume è insita in me ed è stata difficile da combattere. 

Ho preso un anno di pausa dove ho fatto altro nella vita e ho dedicato più tempo alla famiglia, mio figlio ha undici anni ormai. Cerco di trasmettergli quello che sto imparando facendogli capire anche nel suo piccolo quanto sia importante mantenere il focus per trarre il massimo da qualsiasi cosa. Anche quando guarda un film o gioca a un videogioco gli suggerisco di prestare attenzione
se vuole apprezzarlo a fondo. 

Mi è capitato spesso di trovarmi a giocare 7/8 tavoli con un video su Youtube nell’altro schermo e questo comportamento è un qualcosa che si può ricondurre a una sorta di “ansia da grinding”. Se veramente non vuoi grindare in quelle due ore semplicemente fai altro e ritorna quando sarai in grado di mantenere il focus necessario.”

 

Pochi ma buoni

Passare dal gestire una ventina di tavoli per volta a dare il 100% con quattro o sei tavoli è più di difficile di quanto si possa pensare. Per fare questo step Rocco ha dovuto lavorare parecchio su sé stesso e continua a farlo col solito entusiasmo:

Se ho fatto qualcosa per placare la mia ansia? Ho provato la meditazione ed è una cosa molto complessa, mi piace ma semplicemente
non penso sia adatta a me. Ho letto qualsiasi libro a proposito del mindset e credo che la terapia di Jared Tendler, quella one to one, sia la più efficace. In generale essere onesti con sé stessi è la cosa migliore da fare. 

Ridurre il numero dei tavoli è stata la cosa più difficile per me. Nei tornei passi da 18/20x dove foldi praticamente sempre salvo qualche spot dove l’adrenalina va a mille, mentre nel cash hai sì più spot da giocare ma la maggior parte sono noiosi ed è qualcosa di assimilabile più agli scacchi da un certo punto di vista. Se tabli 4/6x il gioco può essere piuttosto lento.

Se vi siete persi l’intervista a Rocco Palumbo sulla liquidità condivisa DATE UNO SGUARDO QUI

 

 

Foto di PokerNews

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