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il 21 Giu 2013

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Alessandro Pastura: “Nelle varianti ho un maestro d’eccezione”

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Alessandro Pastura: “Nelle varianti ho un maestro d’eccezione”

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Dopo aver vinto il Super Omaha Pot Limit alle PLS di Saint Vincent a giugno, il capitano del team pro PokerClub Alessandro Pastura non ha finora trovato la stessa run a Las Vegas.

Alle Wsop Pastura ha giocato anche diversi eventi di varianti, arrivando a un soffio dall’in the money al 1500$ Omaha hi-low, dove la sua corsa si è fermata ad appena venti posizioni dai premi con una mano davvero sfortunata: con uno stack di 40 bui Ale va ai resti con top two e flush draw nuts, viene chiamato da un avversario che ha progetto di scala e di colore più basso di quello di Ale e trova una rocambolesca quanto fortunata scala.

Eppure, nonostante l’esperienza accumulata anche qui a Vegas, dove già alle scorse Wsop giocò numerosi eventi di Omaha, il capitano PokerClub sente ancora di aver molto da imparare nelle specialità diverse dall’holdem: “Francamente, nelle varianti sento di avere ancora tantissimo da imparare – dice Ale, a riprova di come il non sentirsi mai arrivati e il cercare una costante evoluzione nel proprio gioco siano caratteristiche fondamentali per un professional poker player.

Durante la pausa di un torneo Pastura ci spiega anche chi è il suo mentore nelle varianti: “Il mio nuovo compagno di team Max Pescatori, un vero mostro sacro delle varianti e a mio parere anche uno dei più forti al mondo. D’altronde i suoi risultati, con 36 bandierine piazzate finora alle Wsop, parlano per lui”.

A detta di Pastura la scuola italiana di varianti è in grado di reggere botta con il resto del mondo: “Oltre a Pescatori, tra i nostri connazionali variantisti abbiamo anche fuoriclasse come Dario Alioto e Michele Limongi. Dario è già arrivato a diversi risultati importanti, tra cui il braccialetto. Limongi finora non ha avuto la fortuna dalla sua, ma quando il vento cambierà sono sicuro che nessun traguardo gli sarà precluso”.

Il capitano del team pro Pokerclub crede anche che i variantisti italiani siano un po’ penalizzati dalla situazione dei tornei del belpaese: “La mancanza di mtt di varianti impedisce di prendere dimestichezza con delle dinamiche che sono molto diverse da quelle del texas hold’em. Anche se la matematica è la stessa, infatti, le dinamiche cambiano molto rispetto a una partita di Omaha, Razz o Stud”.

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