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il 28 Ott 2014

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Quando il cinema distorce l’immagine del poker…

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Quando il cinema distorce l’immagine del poker…

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Il poker ha da sempre un buon feeling con il grande schermo.

Questo accade nei film western, popolati da banditi e cowboy dal grilletto facile, o nei thriller dove l’azione culmina spesso in sparatorie e uccisioni.

Certamente in entrambi i casi parliamo di pellicole degne di nota, ricche di suspense e adrenalina, con una fotografia studiata nei dettagli e cast stellari composti da vere e proprie stelle di Hollywood.

Peccato che nella maggior parte dei casi le pellicole si discostino largamente da quello che accade nella vita del grinder comune.

Con questo non ci permettiamo assolutamente di toccare una pietra miliare come The Rounders, ma vogliamo puntare il dito su film decisamente più attuali (e a nostro avviso scadenti), come Runner Runner, uscito qualche tempo fa, e il più recente Gutshot Straight.

Proprio nell’ultimo caso basta dare un’occhiata al trailer per rendersi conto che si tratta di un thriller ricco di suspense, scazzottate, donne super sexy e tanta azione.

Ed è quello che succede quando nel cast ci sono attori come Steven Segal che, pur ricoprendo un ruolo piuttosto marginale, fa sempre la sua figura.

Fin qui possiamo anche chiudere un occhio, ma ci sono cose che a nostro avviso non stanno né in cielo né in terra.

Alcune scene, infatti, dove vengono ritratti aguzzini, rapinatori e giocatori con la faccia da criminali lasciano un po’ a desiderare, anche perché il grindercontemporaneo” è ben diverso da questo stereotipo cinematografico.

Del resto chi conosce bene il mondo delle due carte sa bene che parliamo di individui ‘sui generis’, che si presentano ai tornei spettinati, con tute quantomeno rivedibili, cuffie più grandi della testa e Iphone di ultima generazione, necessario a parlare con gli amici negli interminabili momenti di noia.

Scherzi a parte, ci teniamo a dire che l’immagine del moderno giocatore è ben diversa da quella raffigurata in queste fantomatiche pellicole, dove le sparatorie e l’azione a ritmo forsennato hanno più importanza del thinking process.

E se proprio dovessimo girare un bel thriller, probabilmente sarebbe più azzeccato ispirarsi alla storia di Nanonoko che batte il record di mani giocate in otto ore, aprendo non si sa bene quanti tavoli in contemporanea: una prova da vero marziano, che per chi sa apprezzare il giochino non manca certamente di pathos e suspense.

Per il resto aspettiamo ancora un film all’altezza di The Rounders, in grado di trattare il nostro amato gioco con il dovuto rispetto, senza parlare di eroi senza macchia e senza paura che non c’entrano proprio niente con l’immagine odierna del poker.

 

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