Tuesday, Aug. 4, 2020

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il 4 Dic 2014

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Dominik Panka, campione PCA 2014: “Non mi piace viaggiare, perciò spero che l’EPT torni a Varsavia”

Dominik Panka, campione PCA 2014: “Non mi piace viaggiare, perciò spero che l’EPT torni a Varsavia”

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E’ passato quasi un anno da quel river che sconvolse, o almeno avrebbe dovuto, la vita di Dominik Panka. Il giocatore polacco, praticamente sconosciuto fino allora, vinse il Main Event della PokerStars Caribbean Adventure, battendo in heads up Mike McDonald e incassando poco meno di 1,500,000 dollari.

Intervistato dal collega Giovanni Angioni di PokerNews, Panka ha parlato del suo incredibile 2014, tenendoci però a sottolineare come i soldi e la fama, di fatto, non abbiano poi cambiato più di tanto la sua vita.

Il suo gioco, però, ne ha beneficiato eccome. Pensare che quella scalata partì da un satellite online da 700$.

“Prima della vittoria – spiega Dominiknon ero confident col mio gioco come lo sono adesso. Soprattutto non ero così avvezzo ai live. Ho imparato tanto in questi mesi, grazie anche agli EPT che sono tornei davvero duri. Poi mi confronto spesso coi migliori giocatori polacchi, anche questo ha contribuito tanto a migliorarmi”.

Contrariamente all’altro protagonista di questo anno solare, Dan Colman, Dominik afferma di avere un ottimo rapporto coi media.

“Mi piace avere questa attenzione mediatica. Non ho problemi a rilasciare interviste e ad andare in tv. Il giorno che inizierò a non andare bene nel poker, proverò a lavorare in questo settore. Sarebbe bello, ad esempio, poter commentare eventi live come le WSOP. Credo che chi fa questo lavoro adesso, magari non essendo un giocatore professionista, commetta troppi errori, è per questo che vorrei dare il mio contributo…”.

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Nonostante la predisposizione per la spia rossa delle telecamere, il polacco non ha di certo vizi da baller. Il suo stile di vita, dunque, è rimasto quello precedente alle vittorie della PCA e dell’High Roller dell’EPT di Deauville.

“Mi piace avere una vita tranquilla, non voglio visitare il mondo intero e non ho bisogno di fare qualcosa di enorme per sentirmi appagato. Vorrei sposarmi, avere una casa, fare dei figli e vederli crescere. Queste sono le mie ambizioni adesso. Non mi piace troppo viaggiare, quindi spero possa essere organizzato di nuovo un EPT a Varsavia, per poter tornare a casa a fine giornata invece che in una camera di hotel”.

Eppure fare il professionista di poker in Polonia, ad oggi, non è così semplice.

“Non ci sono importanti tornei nel mio paese, il governo non fa nulla per permettere lo sviluppo del poker. Non è strettamente proibito giocare, ma è complicato per chi vuole farlo per ottenerne profitto. Inoltre giocare online è proibito, non impossibile dato che ci si può ancora connettere alle poker room. Tanti miei connazionali, infatti, sono costretti a viaggiare tanto per poter fare i professionisti e un gruppo di questi si sposta regolarmente per partecipare alle tappe dello European Poker Tour”.

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