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il 20 Mag 2015

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Spagna: il mondo del poker sciopera via twitter in favore della liquidità condivisa

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Spagna: il mondo del poker sciopera via twitter in favore della liquidità condivisa

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#21mayosinpokeronline. E’ questo l’hashtag più in voga nel mondo del poker spagnolo.

Si terrà infatti domani la seconda giornata di protesta organizzata da alcuni regular in Spagna contro la ghettizzazione in cui vive attualmente la nazione iberica.

La situazione è la stessa che possiamo trovare in Italia. Le room con dominio .es sono le uniche che possono operare legalmente esattamente come accade in Italia. Il mercato è quindi chiuso esattamente come da noi e in Francia e i giocatori residenti nel territorio iberico non possono scontrarsi contro gli avversari stranieri sulle piattaforme .com.

Da anni si vocifera di un passaggio verso la liquidità condivisa forse proprio tra queste tre nazioni. Proprio la Direcciòn General de Ordinacion del Juego (DGOJ), equivalente iberica della nostra AAMS, è da sempre stata la maggior promotrice di leggi in tal senso ma i problemi riscontrati in Francia quando si è trattato una legge in tal senso e le problematiche che si avrebbero verso un’apertura della liquidità solo tra un ristretto numero di paesi, hanno fatto naufragare la questione.

In Spagna inoltre la tassazione sulle poker room e quindi la rake applicata ai giocatori nei tornei e nel cash game è molto alta. Ancora più di quel che succede nella nostra nazione.

Queste due case hanno portato a una logica contrazione dell’industria del poker online e l’introduzione delle slot e del betting exchange che avverrà a fine mese non sembra poter produrre gli effetti collaterali sperati. Così come l’ingresso sulla scena di dieci nuovi operatori pronti a rubarsi fette di mercato in una lotta fratricida.

Da qui l’idea di alcuni regular di sperimentare una protesta mirata nel tentativo di convincere le poker room a muoversi per una liquidità condivisa con gli operatori internazionali. Poker room che secondo il partito dei rounders dovrebbero prendersi carico di far sentire la propria voce nelle sedi competenti in modo da aprire il mercato spagnolo all’estero.

La protesta consiste nell’astenersi dal giocare durante la giornata del giovedì, da sempre secondo giorno più importante della settimana per il mondo del poker in Spagna. E’ il giorno di tornei con importanti garantiti (un esempio è il SuperJueves di Pokerstars.es) e di maggior traffico nel mondo del cash game visto che non ci sono mai partite di calcio, vera passione serale iberica.

Lo sciopero è stato organizzato online soprattutto attraverso twitter e si è tenuto per la prima volta lo scorso giovedì ma è per domani che si attende un gran numero di adesioni. L’obiettivo neanche troppo celato è quello di far bucare i garantiti delle poker room per almeno 5.000 € in modo da far capire che la protesta ha un seguito elevato e che se fosse perseguita di settimana in settimana metterebbe le room in ginocchio.

#21mayosinpokeronline

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Parallelamente lo stesso gruppo di giocatori sul sito change.org ha fatto partire una petizione da indirizzare alla Commissione Europea sempre con l’intento di smuovere l’ambiente verso delle leggi che garantiscano la piena liquidità condivisa europea e una maggior tutela per i giocatori dal punto di vista fiscale. La petizione ha raccoltò già più di 2000 firme ma gli obiettivi sono sicuramente più ambiziosi.

Se le proteste dei giocatori non fossero minimamente ascoltate e la soluzione delle poker room iberiche fosse quella di un abbassamento dei buy in nella giornata di giovedì potremmo a breve assistere a una vera e propria diaspora verso il vicino Portogallo che ha da poco approvato la legge sui giochi online non escludendo i giocatori residenti sul territorio lusitano dalle room .com, sempre che le room stesse posseggano una regolare licenza .pt.

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