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il 31 Ago 2015

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Nicola Cappellesso sulla mano che l’ha portato all’uscita dalla Tilt Cup: “Il suo timing è stato un’arma a doppio taglio”

Nicola Cappellesso sulla mano che l’ha portato all’uscita dalla Tilt Cup: “Il suo timing è stato un’arma a doppio taglio”

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Luca Stevanato, Christian Nuvola, Nicola Cappellesso. Non poteva mancare a questa Tilt Poker Cup di Venezia il rinomato gruppo di grinder veneti.

Mentre “ninetto1989” e “Steva01” tra alti e bassi stanno continuando la loro strada nel Day 2, Nicola Cappellesso ha dovuto purtroppo arrendersi a metà giornata, quando le sue donne turnate in bluff sono state sconfitte dall’A-J di Spartaco Vincenzi, che pescato l’asso al flop ha deciso di restare in gioco ad ogni costo.

Anche se a prima vista può sembrare un salto nel vuoto, Nicola ha avuto le idee chiarissime durante lo sviluppo del colpo, e ci ha spiegato come il timing ed il trash talking dell’avversario gli abbiano fornito delle informazioni utilissime per la lettura della mano, che è stata infatti individuata alla perfezione.

Sfortuna vuole che la stessa fretta di Vincenzi che ha aiutato ‘SnapCap’ ad identificare il suo range, è stata anche la causa del call al river che lo ha condannato.

 

Rivediamo la mano incriminata prima di sentire l’analisi di Cappellesso al riguardo:

 

Preflop: ‘JhonCheever’ gioca con circa 155.000 a blinds 1.200/2.400 ante 300. Spartaco Vincenzi, seduto alla sua immediata destra, apre con un raise a 5.200 per chiamare poi la 3-bet di Cap a 13.500.

Flop: A66 – Check per Vincenzi, bet 7.500 di Nicola, raise 16.100 e call.

Turn: 5 – Vincenzi suggerisce: “Andiamo piano” e checka nuovamente. Cappellesso punta 31.500 e l’avversario stavolta chiama.

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River: T – Ancora check di Spartaco, Nicola tenta il tutto per tutto pushando con le sue dame QQ, ma Vincenzi snappa con AJ.

 

Thinking process di Nicola Cappellesso:

 

“L’avversario era appena arrivato al tavolo e non avevo troppe informazioni su di lui, ma l’ho già visto giocare e un’idea di base sul suo conto ce l’ho. Al preflop ottengo già la prima informazione importante: Spartaco chiama istantaneamente il mio rilancio, senza pensarci troppo, e penso che con A-K avrebbe riflettuto più a lungo dovendo prendere in considerazione la 4-bet. A-Q invece la blockero, quindi il suo range (la parte che comprende gli assi almeno) è essenzialmente A-J o meno. 

Al flop le size di bet e raise sono piccole e chiamo per vedere come si comporta e capire se avrei potuto portare a casa il piatto. 

Il turn è la chiave della mano: prima di checkare mi dice: ‘Andiamo piano’. Da lì ho capito che è sicuramente più forte delle mie donne ma che avrei potuto farlo passare: ha di certo un asso con il quale però non sarebbe stato disposto a giocarsi lo stack. Allora scelgo di fare una size più grossa e lui mi istant-calla. Quando snappano al turn di solito è per dimostrare che non hanno nessuna intenzione di foldare e quindi vogliono ‘regalarsi’ uno showdown al river. Questo conferma tutte le mie ipotesi, e sono sempre più dell’idea che di fronte a una bet al river passerà.

Al river lui checka ed io pusho, lui chiama senza nemmeno chiedere quanto avevo dietro… secondo me aveva solo fretta di andare allo showdown e vedere se ha vinto. Penso che se avesse saputo a quanto ammontava il mio all in, circa 100.000, avrebbe passato tranquillamente. Con questa giocata in fondo non penso di rappresentare qualcosa che batte davvero… la stessa giocata la farei sicuramente con A-A, A-K forse non con A-Q. Qualche volta potrei avere qualche 6-5s o 7-6s, ma questa volta purtroppo mi ha pizzicato mentre turnavo la mia mano in bluff…

È un peccato essere usciti così, avrei potuto give-uppare prima e tenermi più di 100.000 e continuare a salire giocando per valore come ho fatto fino a quel momento. In effetti in questo torneo non ho fatto molte giocate ‘di braccio’ come questa, sarà stata la terza in due giorni di gioco… Sfortuna vuole che sia andata male!”

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