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il 22 Set 2015

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Marco Macellari, vincitore del Sunday Million VI: “Il mindset non è il mio forte…la run alcolica sì!”

Marco Macellari, vincitore del Sunday Million VI: “Il mindset non è il mio forte…la run alcolica sì!”

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Il torneo della vita!

A Marco Macellari è capitato due volte, la prima volta con la vittoria nel Sunday Special e la seconda con quella al Sunday Million di questa notte.

Quando lo raggiungiamo per l’intervista di rito ci tiene a fare una precisazione già avvenuta a caldo nella notte:

“Ho sempre odiato le interviste a coloro che fanno big shot e dicono di aver giocato A game e un gran poker. In questi tornei avranno comunque vinto 50 colpi! Questa volta che tocca a me tengo a dire di aver runnato in braccio alla madonna. Viva l’onestà.”

La storia di questo Million è singolare per il giocatore nativo di Casette d’ete, in provincia di Fermo.

“Ho giocato il torneo a casa di un amico. Eravamo in tre tutti al day 2 del Sunday Million, solo che uno amico ha bustato alla primissima mano del day 2, quindi gli è andato proprio di traverso il sushi, l’altro è arrivato solo in the money e io ho shippato!

I miei amici mi seguivano, avevamo le postazioni vicine anche se parlare di postazioni è sbagliato perchè ho giocato tutto il torneo dall’Ipad nonostante avessi a disposizione il mio portatile.”

A volte ci facciamo mille pensieri su come giocare al meglio un torneo ma tutto questo non serve. La dimostrazione è questa vittoria:

“E’ stata una serata veramente strana: abbiamo cenato a casa di questo mio amico ma la situazione ci è sfuggita di mano e alle 22.30 ero praticamente ubriaco. Nonostante questo ho continuato a bere fino alle 2 quando rimasti in 100 ho capito che era il caso di restare concentrati. Giocavo in maniera abbastanza sportiva poi ho preso due caffè e bevuto due litri di acqua e diciamo che verso le cinque sono tornato completamente lucido, giusto in tempo per quando eravamo 20 left e presentarmi così bello fresco!”

Il torneo comunque è stato sempre molto buono per Marco:

“Non solo dai 40 left è andato molto bene il torneo. Sono stato anche top 5 e top 10 già dai 500 left in poi. Poi sono sceso un po’ nel count ma tutto sommato è stata in discesa questa vittoria nel Million. Solo in un momento sono rimasto con 22 blind e ho pensato di poterlo perdere, quando sono andato all in con Q6 in resteal e sono stato chiamato. Anche lì sono stato miracolato tra i vari mille colpi in cui lo sono stato. Da quel momento sono stato sempre abbastanza deep per tutto il day 2, sempre tra gli 80 e i 100 big blind.

Ho giocato parecchi colpi e sono stato molto loose: al day 1 in particolare veramente molti colpi per vincere questo torneo. Al day 2 nella prima metà di giornata mi sono giocato vari showdown poi ho avuto un paio di ore in cui ho giocato tight perchè sono stato card dead e avevo molti short alla mia sinistra e quindi ho giocato chiuso anche se ero sui 100 x per due ore consecutive. Poi ho riiniziato ad aprire parecchie mani.”

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Il torneo è proseguito serenamente anche al tavolo finale dove non ha trovato particolare difficoltà:

“Partiamo dal presupposto che la run ha dominato su tutto e su tutti, sulle skill sia mia che degli avversari. Il tavolo finale è stato veramente semplice perchè ho spillato buone carte e vinto i colpi quindi tutto in discesa. Gli unici due avversari che mi han messo in difficoltà sono AleAsto2 che è bravino e ilboss69, che giocava tight aggressive. Ma sicuramente il più bravo era AleAsto.”

La vittoria nel Million non cambierà la vita di Macellari:

“Ho uno stabilimento balneare di proprietà mio e di mia madre e per sei mesi all’anno faccio solo e soltanto quello. Nei mesi autunnali e invernali invece gioco a poker ma non a livello professionale. Non ho mai voluto farlo come lavoro perchè il gioco a mio avviso non vale la candela. E se lo dice uno che ha shippato il Million significa che è proprio così.

Purtroppo non reggo lo stress, non riuscirei a gestire il tilt. Non ce la faccio proprio, è più forte di me. Il mindset non è il mio forte, la run “alcolica” sì. In quanto a run sono top dio in Italia, sono veramente miracolato.

Questa vittoria non cambierà nulla. Non inizierò a fare il fenomeno tra European Poker Tour, Wsop e tornei live vari facendo il bullo in giro per l’Italia e l’Europa. Non cambierà nulla a livello pokeristico: giocherò i miei soliti “cinque” MTT all’anno, vincendone tre (ride).”

Anche le ambizioni nel mondo del poker dal vivo per Marco sono limitate. Dopo una comunque prestigiosa bandierina al mini Ipt, ha “appeso” le carte al chiodo:

“Non credo di andare a giocare live: gli amici mi spingono già per andare a giocare un Ept ma la mia risposta è chiara: ma quale ept? con 5.000 euro vivo per tre mesi!

Se per caso andassi a farlo e mi eliminassero, inizierei a tiltare e ricomincerebbe lo stress. Il lavoro del pokerista non fa per me!”

 

 

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