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il 28 Set 2015

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I retroscena su Macao di Mikael ‘ChaoRen160’ Thuritz: “C’è chi grinda anche 15 ore al giorno in attesa dei VIP!”

I retroscena su Macao di Mikael ‘ChaoRen160’ Thuritz: “C’è chi grinda anche 15 ore al giorno in attesa dei VIP!”

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Uno dei cash gamer più forti nel panorama mondiale nosebleed vuota il sacco.

Parliamo di Mikael Thuritz, player svedese che in carriera ha accumulato anche 1.7 milioni di vincite nei tornei live, conosciuto su PokerStars col nickname ChaoRen160.

Nel corso della chiacchierata, registrata non più di due settimane fa da Pokermagazine.se, emergono diversi nonché curiosi retroscena sulla sua storia, a partire proprio dal nickname scelto sulla room della Picca Rossa:

Era da anni che non giocavo su Stars dal momento che in America non è più possibile e durante uno dei tanti soggiorni a Macao ho chiesto all’assistenza di poter riaprire un conto. Per mantenere l’anonimato e passare per uno dei tanti fish cinesi che popolano la room ho scelto un nome molto popolare nel paese – Chao Ren è una sorta di supereroe vestito alla maniera di Superman – seguito da alcuni numeri a caso…

La discussione non poteva non cadere proprio sulla capitale del gambling cinese, meta privilegiata di tantissimi giocatori high stakes ma sulla quale le notizie stentano ad uscire con facilità, sulla scorta della prima regola del Fight Club di David Fincher:

Tendenzialmente ciò che accade a Macao resta a Macao – ammette Mikael – ma posso dire che le partite sono molto alte. Per dare un’idea il limite più basso è il 300/600 No Limit Hold’em, ma generalmente si attestano su cifre più alte, arrivando anche al 4000/8000, dollari americani si intende… A Macao esiste un sistema molto efficiente che consente di avere un posto riservato al tavolo, generalmente destinato ai più facoltosi. Diciamo che sono le sedie riservate ai fish ricchi, ma non per questo sono degli idioti, semplicemente preferiamo chiamarli V.I.P.

Per poter avere il privilegio di trovarsi al tavolo con un V.I.P. però bisogna sudare sette camicie: “Stare al tavolo con un V.I.P. è molto ambito e infatti ci sono grinder professionisti che si svegliano alle otto del mattino, grindano per tutta la giornata fino alle otto, nove di sera e se sono fortunati arriva il V.I.P., contro il quale possono giocare per altre cinque o sei ore. Poi ritornano in albergo, dormono qualche ora e alle otto sono di nuovo seduti al tavolo…

Un sistema, a detta di Mikael, molto equo che non prevede tavoli privati ma consente a chiunque possa permetterselo di mettersi in coda e trovare un posto in una delle partite disponibili.

Tuttavia non ci sono soltanto le partite nosebleed per il professionista svedese, ma la sua attività si estende sia all’online che alle scommesse:

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Il 2015 non è stato un anno grandioso dal punto di vista del profitto, anzi ammetto di aver swingato parecchio. Recentemente mi sto specializzando nel 6-max Pot Limit Omaha, un gioco che ha ancora un ampio margine di evoluzione. Personalmente non gioco con le statistiche dell’avversario davanti e questo secondo alcuni professionisti è stato il motivo per cui non sono riuscito a fare del profitto quest’anno, ma gioco a poker online da 13 anni ed è difficile cambiare le mie abitudini. In compenso quando gioco un numero sufficiente di mani contro un determinato avversario faccio un po’ di review nel tentativo di capire per quale motivo in tale spot ho subito un’azione aggressiva e quale range percepito potevo avere in una situazione specifica.

Secondo Mikael l’utilizzo di un HUD non è sempre da considerarsi un fattore positivo in quanto è facile perdere il flow della partita basandosi soltanto sui numeri:

Tutto comunque dipende dall’abilità del giocatore che sta usando l’HUD, perché ci sono persone che giocano meglio senza e altre che invece non possono farne a meno. In futuro penso di cominciare ad utilizzarlo non tanto per capire le attitudini del mio avversario, quanto per avere delle statistiche sul mio conto e farmi un’idea dell’immagine che posso avere agli occhi di un regular che si basa solamente sui dati, piuttosto che contro qualcuno che imposta una strategia GTO.

Se non avete particolari problemi con l’inglese e siete curiosi di sentire cosa ha raccontato Mikael Thuritz potete gustarvi l’intervista per intero:

httpv://www.youtube.com/watch?v=N-Wrts-qfo8

 

 

 

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