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il 1 Nov 2015

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Luigi Ginobbi rischia il suo torneo in bluff: “Avevo paura di uscire in bolla, ma…”

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Luigi Ginobbi rischia il suo torneo in bluff: “Avevo paura di uscire in bolla, ma…”

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Dopo avervi parlato dell’ottimo bluff di Aris Theodoris, vi proponiamo un’altra situazione molto interessante in cui un giocatore rischia il suo torneo con il nulla in mano.

Un bluff è sempre spettacolare, ma questo in particolare ha una componente di adrenalina indescrivibile, essendo stato compiuto in piena bolla e tra due giocatori con uno stack pari al doppio dell’average.

Protagonista di questa mano è Luigi Ginobbi, che grazie ad un po’ di history ed un’accurata interpretazione del board è riuscito a far passare a Vincenzo Scarpitti la mano (molto probabilmente) migliore, rischiando tutte le proprie chips al river e rischiando così di non arrivare nemmeno ITM.

Ci siamo fatti raccontare direttamente da lui la dinamica di questa mano:

“Apre un giocatore a 55.000 su blinds 10.000/20.000 ante 2.000 e Vincenzo Scarpitti flatta, come scelgo di fare anche io in posizione su di lui. Il flop recita 859, Scarpitti punta 80.000, io penso e faccio call mentre l’original raiser folda. Esce l’8 al turn, e lui dopo aver puntato 90.000 comincia a parlare, a dire che ha scala, che devo foldare… anche al flop mi aveva già intimato di uscire dalla mano comunque. Insomma io ci penso, mi chiamano il clock ed alla fine faccio call. Il river è un 2, lui era in piedi e comincia a muovere colonnine da 20 chips verso il bordo del tavolo, come se volesse fare una puntata consistente. Io gli dico ridendo di aggiungerne altre e lui lo fa, ma alla fine come da previsione checka, sempre ricordandomi che è sopra, che vincerà il colpo eccetera. Io a quel punto vado all in per 900.000 senza perderci troppo tempo, lui invece tanka a lungo fino allo scadere del tempo e folda dichiarando un 9. La soddisfazione quando ho girato quel K-T…”

Una giocata veramente da cardiopalma: rischiare il doppio dell’average con K high a meno uno dai premi… Cosa spinge una persona a compiere un gesto che potremmo quasi definire insano?

“Lui da quando era al nostro tavolo battibeccava su ogni mano, parlava sempre, a volte esagerando offendeva pure… Ha fatto due raise sul mio grande buio ed io l’avevo sempre 3-bettato perché comunque apriva quasi tutte le mani. E lui ha cominciato a dirmi ‘Eh, ti serve una bella lezione, vedrai fra un po’…’ e cose simili. La mano prima del bluff l’avevo già fatto foldare da meglio, perché ormai era diventata una cosa personale. Poi questo battibecco, dove mi diceva che mi avrebbe dato una bella lezione eccetera, è durato fino a quella mano. Sinceramente non gli ho attribuito un range definito in quello spot, anche perché rilanciava veramente ogni mano, ma ho pensato che in quella situazione avrebbe dovuto foldare qualsiasi cosa tranne un full! Con scala o tris non avrebbe chiamato (anche perché poche mani prima ha perso un colpo importante con A7 contro K7 su board 77X K X) mentre con full non avrebbe mai checkato al river… Quando l’average è 500.000 e tu hai un milione in piena bolla in ogni caso non puoi chiamare serenamente con niente qui. Se mi chiedete se ho avuto paura di uscire in bolla… comunque la risposta è sì.”

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