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il 1 Nov 2015

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Da 10bb a chipleader di giornata: l’impresa di Dario Rusconi al Day 2 dell’Italian Poker Open

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Da 10bb a chipleader di giornata: l’impresa di Dario Rusconi al Day 2 dell’Italian Poker Open

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Tra le varie frasi storiche del mondo del poker, “A chip and a chair” è sicuramente una delle più famose, coniata dall’Hall of Famer Jack Straus nel lontano 1982.

Jack quel’anno rimase in gioco con una sola chip a seguito di un all in andato male, e alla fine riuscì ad aggiudicarsi la più grande onorificenza del mondo del poker, il braccialetto delle WSOP.

Non è rimasto con una sola chip, ma Dario Rusconi qui all’Italian Poker Open 19 è riuscito in un’impresa non da poco: portare il suo stack da poco più di 10 big blinds a 1.515.000 gettoni a fine giornata, validi per il titolo di chipleader.

Ci siamo fatti raccontare direttamente da lui le dinamiche di questa scalata:

“Ero rimasto molto short dopo un colpo che mi ha portato da 70.000 chips a 40.000, poi qualche mano di vuoto e sono arrivato a 33.400 chips. Lì è arrivata l’inversione di marcia, con un colpo che mi ha fatto volare oltre le 100.000: apre Andrea Benelli, Francesco Donadio 3-betta, e io vado all in ricevendo i call di Giuseppe Fontana e di Donadio. Il board è J J 10 2 9, e io con TT triplico contro AK e QQ degli avversari. Poi accumulo qualcosina e quando arrivo a 250.000 arriva la mano che mi lancia definitivamente: apro con coppia di 8 e ricevo il call del BB, il flop recita 9 8 6 e mi limito a chiamare la pot-size bet dell’avversario. Su turn blank oppo punta circa mezzo pot e io pusho, lui chiama con 97s e il mio set regge il colpo mandandomi a 600.000.”

Da lì il resto è stata tutta discesa, anche un po’ grazie all’aura di imbattibilità che ha cominciato ad avvolgerlo:

“Poi comunque questa rimonta mi ha dato sicurezza, mentre gli altri hanno cominciato ad avere un po’ paura e foldare più spesso. Non posso negare di aver avuto anche fortuna, ad esempio un cooler AA – KK mi ha lanciato in orbita di un milione di chips, poi con QQ contro Aris Theodoris ed un giocatore in all in ho trovato il board J J 8 Q… peccato che al river ho fatto foldare scala ad Aris, ma è comunque tutto preso! Una mano interessante invece l’ho giocata in piena bolla, a 121 left: ero già ben lanciato oltre il milione, apro A3s da Cut Off e flatto la 3-bet del ragazzo che stava sul bottone. Flop K 2 4, checko, il ragazzo va in continuation bet per 1/2 pot e gli leggo un tell fisico che mi dimostrava una certa debolezza. Allora scelgo di pushare e lui folda dichiarando JJ!” 

Ovviamente la fortuna ha ricoperto un ruolo indispensabile per questa rimonta, ma ci sono anche altri fattori che l’hanno influenzata: prima di tutti pazienza e solidi range di push, poi sfruttare il momento buono…

“Penso che oltre al fatto che mi sia girata molto molto bene, il cammino da 10 bui a chipleader mi sia stato permesso anche grazie a qualcosa in più: dopo i primi colpi vinti ho ritrovato la fiducia, la self-confidence, che mi ha portato ad aprire e 3-bettare qualche mano in più… ed allo stesso tempo gli avversari foldavano di più cominciando a temermi. Poi, come nel colpo in bolla, qualcuno ha provato ad ostacolarmi, ma succedeva molto più raramente. Oltre a questo è servita anche una buona attesa senza provare giocate o perdere la pazienza quando ero short: da quando ho perso il colpo che mi ha mandato a 30.000 non ho giocato una mano fino al triple up, sono rimasto solido ed ha pagato. In quei casi è importante avere bene in mente con che range pushare e in che situazioni si può ancora raise-foldare, ad esempio io l’avrei fatto solo contro qualche giocatore molto nitty… Comunque alla fine tirando le somme senza fortuna non si arriva da nessuna parte!”

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