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il 12 Feb 2016

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Come sarà il poker online tra 1, 5 e 20 anni? Le previsioni di Giulio Astarita

Come sarà il poker online tra 1, 5 e 20 anni? Le previsioni di Giulio Astarita

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Come sarà il futuro del poker?

Avendo passato ormai anni a giocare ed avendo visto il mercato modificarsi, crescere, evolversi e cominciare a spegnersi, è naturale farsi questa domanda, un po’ per curiosità ma anche un po’ per paura di quello che il futuro può avere in serbo per noi e per il nostro gioco.

Abbiamo deciso di prendere la sfera di cristallo e metterla nelle mani di Giulio Astarita, che da sempre coinvolto in tutte le rivoluzioni del mercato del gioco in Italia, è probabilmente il personaggio più indicato a fornirci le risposte che ci servono.

Dividiamo il futuro del poker online in tre scaglioni, short term (un anno), mid term (cinque anni) e long term (venti anni) e vediamo come potrebbe evolversi il nostro mondo nei prossimi anni:

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Il poker online fra un anno

“Fra un anno non prevedo grossi cambiamenti nel mercato. Credo che PokerStars continuerà ad essere il leader nel settore con una quota che sarà del 65% o addirittura qualcosa di più nel mondo degli MTT. Credo che in questo tempo Stars riuscirà ad entrare nella top 3 di operatori di Casinò Online e forse top 5 in ambito scommesse, e allargando il numero di offerte e rafforzando il numero di giocatori è molto probabile che ne beneficerà anche la sezione Poker. Per quanto riguarda le altre room, qualcuno ha ormai disinvestito del tutto nel mondo del poker, l’unica particolare eccezione potrebbe essere People’s che dopo anni di bocche spente sta dando fuoco a qualche idea, qualche promozione, qualche novità… ho già avuto modo di dirlo tempo fa, Maurizio sta facendo un ottimo lavoro e c’è già una crescita sia in termine di nuovi giocatori che di mani giocate.”

Il poker online fra cinque anni

“Cinque anni sono un lasso di tempo infinito nel settore… Considerate che sette anni fa apriva le porte PokerStars.it, quindi si parla quasi di raddoppiare il tempo di vita del poker punto it. Se pensate a come era la situazione nel 2011 è quasi buffo: non era legalizzato il cash game, Stars era ancora dietro a People’s e appena avanti a GD. Questo è per dire che possono succedere un miliardo di cose. Cosa può succedere che cambi un po’ il mercato? Da qua a cinque anni qualora non cambiasse nulla mi aspetto che il mercato sia ancora più piccolo di quello attuale, ma non è da escludere che arrivi una grande innovazione di prodotto che rivitalizzi l’interesse per il gioco o una attualmente lontana liquidità internazionale abbastanza allargata, magari sul modello inglese (anche se dubito che qualcuno riesca a far passare una legge simile) che incrementi l’offerta. Non mi aspetto comunque un grande afflusso di persone che riporti i numeri del 2012, per me quella è un’era passata. Non vedo proprio come si possa tornare a quella situazione dopo la grande distruzione del giocatore medio basso da parte dei pro, delle poker room di cui parlo spesso e di cui mi prendo anche una parte di responsabilità. La speranza c’è ma non sono molto ottimista.”

Il poker online fra venti anni

“Da qua a vent’anni potrebbe cadere un meteorite sulla terra, è veramente dura immaginare a cosa potrebbe accadere. Pensate che vent’anni fa non c’era internet in Italia, c’era la connessione con il modem a 33k… Nel ’96 non ero neanche abbonato ad internet e sono stato uno dei primi ad avere internet in tutta Napoli per capirci! Penso che il poker online come lo conosciamo ora o non esisterà più oppure sarà un giochino molto marginale, situazione che credo si verificherà molto prima a meno che non arrivasse una delle suddette grandi innovazioni. Se sono pessimista nel senso classico sono però anche ottimista in un senso più ampio: c’è un processo noto come gamification, un modo di rendere tutto (non solo i giochi, non solo il poker), più ludico, più ‘friendly’. Io credo che il futuro siano gli eSports, addirittura non mi stupirei se ci fosse un effetto Moneymaker in questo settore. Quindi credo che il poker si trasformerà: il progetto HoldemX di Dreyfus lo trovo molto interessante, è facile e molto più difficile da ‘risolvere’ diciamo. Le nuove carte creano nuovi livelli di metagame che possono virtualmente essere sempre battuti. Ora non so se sarà HoldemX che garantirà una rinascita del poker, ma credo si debba andare in quella direzione. Bisogna rendere il gioco più ‘gioco’ per riavvicinare gli amatori, che nel 2012 sono stati distrutti.” 

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