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il 7 Lug 2016

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A scuola di tell da Igor Kurganov: “La gente tende a essere troppo amichevole quando vuole fregarti”

A scuola di tell da Igor Kurganov: “La gente tende a essere troppo amichevole quando vuole fregarti”

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All’EPT Grand Final di Montecarlo nel luglio 2015 è stata giocata una mano molto interessante fra due dei più grandi giocatori al mondo, Igor Kurganov e Ole Schemion.

Questa mano è stata recentemente tirata fuori dall’armadio dalla pro inglese Liv Boeree, che ha tenuto una lezione sul poker all’Università di Oxford, e quando è arrivato il momento di affrontare il discorso tell, questa mano calzava alla perfezione.

Poi quando Liv si fa accompagnare alla cattedra dal protagonista della mano -nonché sua dolce metà- Kurganov, scopriamo che c’è qualcosa in più da imparare rispetto alla semplice analisi tecnica che abbiamo affrontato qui.

La presenza di tell era più che evidente, lo stesso Igor li ha fatti notare direttamente dal tavolo, ma a volte un tell non è facile da interpretare: un sorriso nasconde nervosismo o sicurezza? E cosa vuol dire questo applicato alla mano di oppo?

Grazie a Igor alcuni di questi dubbi potremmo eliminarli:

manodone

Questo all-in suona parecchio diverso rispetto a quando lo hai fatto prima… Non so se lo stai facendo apposta o perché sei realmente nervoso, ma qualcosa non mi torna.” ha detto Igor in diretta.

Non sembrava si comportasse molto diversamente da come aveva fatto prima, ma le live read generalmente non sono qualcosa da utilizzare come base solida per le proprie decisioni. Più comunemente sono il piccolo dettaglio che ti fa prendere una decisione quando sei in una situazione ‘borderline’: sei in dubbio tra call e fold, allora cerchi di prendere qualche informazione in più che sposti l’ago della bilancia. In pratica sei in una situazione da 50%/50% tra fold e call, studi il linguaggio del corpo, del volto e le percentuali si spostano -ad esempio- su 54%/46%.” 

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Prima regola dei tell: valgono pochi punti percentuali, servono solo a prendere una decisione.

Seconda regola: chi ti è amico ti vuole fregare:

“Quello che ho detto al tavolo era vero, ma la cosa principale da considerare è che l’ho detto anche per ottenere una reazione, e lui ha sorriso. La gente tende a sorridere, ad essere amichevole con te quando vuole fregarti, che al tavolo si traduce con un bluff. Se hanno il punto tenderanno ad essere più genuini, giocare più rilassati. In situazioni di questo tipo è difficile che ci sia un comportamento amichevole genuino, e a volte è anche eccessivamente amichevole, e possiamo immaginare che stia mentendo. Io a volte faccio battute tristissime al tavolo per vedere se ridono e capire se mentono!”

Individuare un tell è molto più facile che recitare per nasconderlo, dice Kurganov. Persino KidPoker, dopo venti anni di poker live, potrebbe far trasparire qualche informazione:

“Alla fine si è sempre esseri umani e può capitare di sbagliare. Lui (Schemion) è un giocatore fortissimo, ma ‘recitare’ non è una cosa così facile… In questo senso ho un vantaggio, perché io posso permettermi di essere genuino, mentre lui deve concentrarsi nel mascherare in maniera convincente i tell, mentre sta pensando a mille altre cose, e non è una cosa così facile. Se si gioca da due o tre anni non è così facile da imparare, ma anche contro Daniel Negreanu, che gioca ormai da 20 anni, a volte puoi capire quando il suo comportamento è genuino e quando non lo è. Leggere gli avversari è sempre più semplice che fingere qualcosa. In questa mano poi bisogna pensare che lui era appena arrivato correndo per non perdere la prima mano dopo la pausa, quindi il suo sangue scorreva forte, il respiro era affannato ed è ancora più difficile controllare la propria capacità di attore quando è tutto, come dire, ancora in movimento. ” 

Ma quali sono i primi aggiustamenti da fare per i propri tell? Ce ne sono migliaia, ma se proprio volete una gerarchia di importanza…

“Devi sempre considerare tantissime cose, la gente tende a pensare prima alla propria faccia, ma bisogna lavorare anche sullo sguardo. Spesso non si riesce a guardare negli occhi l’avversario, e molti si adattano guardando oltre ai propri avversari, come fossero invisibili. Queste sono le principali, ma poi bisogna tenere in considerazione anche le mani, la postura, i piedi. I piedi danno un sacco di informazioni…” 

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