Saturday, Oct. 23, 2021

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il 6 Ott 2016

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Daniel Negreanu parla della rake nel poker: “Una rake più alta fa bene alla partita”

Daniel Negreanu parla della rake nel poker: “Una rake più alta fa bene alla partita”

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Nessuno al mondo ricopre il ruolo di “ambasciatore del poker” come Daniel Negreanu.

“KidPoker”, vera e propria leggenda del nostro giochino, è noto ovviamente per le sue qualità al tavolo verde, ma anche per avere sempre un’opinione in qualsiasi discorso, sia esso pokeristico, politico, di vita, eccetera.

Negreanu lo sapete, non ha mai avuto peli sulla lingua, e il suo parere è sempre tenuto in gran considerazione dalla community.

In un podcast sul canale YouTube di Rikard Åberg, il pro di PokerStars ha detto la sua su alcune questioni, fornendo come sempre un punto di vista tutto suo.

La prima domanda riguarda l’integrazione da parte di PokerStars di Casino games e sport betting, cosa che è stata a lungo discussa prima di essere accettata:

“L’idea di inserire anche casino games e scommesse sportive è nata circa 5 anni fa, molto prima dell’arrivo di Amaya. Si è discusso a lungo perché c’erano molti altri operatori che fornivano queste offerte e andavano molto bene, quindi la domanda era: vogliamo corrompere il poker aggiungendo casino e sport betting? PokerStars è sempre stata una compagnia di poker, c’è della purezza in questo. Ma contemporaneamente lasci molti soldi sul tavolo come compagnia. I giocatori poi se vogliono giocare a blackjack o scommettere lo fanno lo stesso su altri siti… In più c’è una questione di protezione del cliente: un occasionale che va al NL200 viene crushato molto più velocemente di quanto potrebbe accadere al blackjack a $10 a puntata! La player experience di un gambler aumenta quando mantiene a lungo i suoi soldi, e questo succede più facilmente in un ambiente non dominato dai pro.”

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Con questa ultima frase Daniel ricorda un esempio perfetto che fa da assist a una sua particolare idea sul fattore rake ai tavoli:

“Abbiamo la prova di questo: tempo fa ai microstakes abbiamo abbassato la rake, e cos’è successo? Hanno dovuto alzarla di nuovo. Perché? Era diventato troppo allettante per i pro giocare i limiti più bassi, e chi giocava $0.01/$0.02 è passato dal divertirsi all’essere spennato dai buoni giocatori. Alzando la rake i giocatori forti evitano quei tavoli, e chi rimane sono i giocatori deboli, che sì perderanno, ma perderanno meno in confronto e si divertiranno di più! Ci sono molti tavoli che hanno una rake che noi pro non riusciamo a battere e ne stiamo lontani, ma nell’insieme è meglio per la partita! Sembra controintuitivo, ma pensateci un po’ su. Se ci fosse un home game da $1500 che tiene $200 di rake sapete quanti pro ci andrebbero? Nessuno. E la partita sarebbe davvero succosa!”

Qui interviene Rikard a fare un esempio pratico: “Ne parlavo all’EPT a Barcellona, e mi hanno detto che la rake del casino di Barcellona è qualcosa tipo 5 o 6 volte più alta che al Bellagio. E mi hanno detto che va bene così. Altri giocatori svedesi me lo hanno confermato, nonostante la rake fosse più alta preferivano giocare a cash che ai tornei perché le partite erano troppo invitanti.”

La questione rake deve vedere al suo obiettivo finale: chi vogliamo che giochi a poker? Come si offre il prodotto migliore? Che ci crediate o no, eliminando i giocatori medi, i rakeback pro. Ecco perché:

“Cosa succede alla fine, qual è l’ecosistema che vuoi creare: i migliori giocatori vincono soldi, i giocatori scarsi perdono, quelli che vengono feriti sono quelli che fanno break even o vincono poco, passano da vincere a perdere e non riescono più a sostenersi. Quei giocatori così spariscono dalla vista e rimani con i migliori e i peggiori, e questo è un ecosistema abbastanza salubre secondo me, ma è anche parte del problema: ho dato un’occhiata ai dati di PokerStars, e ci sono tantissimi giocatori che fanno 15K-30K all’anno semplicemente giocando 20 tavoli molto conservativamente per arrivare ai massimi bonus disponibili. Hanno letteralmente l’obiettivo di fare break even… In un certo senso snaturano il gioco, rendendolo più noioso perché foldano sempre, e non tentano nemmeno di vincere in una maniera naturale, pensano solo a fare even e vincere di bonus! Insomma tutta questa gente alzando la rake viene dispersa, e gioca su molti tavoli, quindi è un grave danno, ma la domanda che ci siamo posti è se questo fosse un bene o un male per l’ecosistema del poker. Questi giocatori potrebbero diventare occasionali o cercare di migliorare e diventare i più forti, ma non dobbiamo incentivarli a vivere di rakeback. Bisogna ricordare che la maggior parte dei giocatori sono i giocatori perdenti, che sono anche i più importanti per l’ecosistema. E bisogna cercare di rendere felici loro.”

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