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il 25 Ott 2016

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Melanie Weisner sul poker in rosa: “Non c’è cosa che mi fa tiltare più di un ladies event!”

Melanie Weisner sul poker in rosa: “Non c’è cosa che mi fa tiltare più di un ladies event!”

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Penultima donna sopravvissuta all’ultimo main event WSOP, Melanie Weisner ha raccontato il suo punto di vista sulla presenza femminile nel poker in una lunga intervista comparsa sul portale internazionale Pokerlisting.

Polacca per metà, un quarto russa e un quarto austriaca, Melanie si è stabilita a Los Angeles dal 2014 dopo aver dimostrato a tutti le sue skill nel poker online. L’exploit alle ultime WSOP l’ha portata sotto la luce dei riflettori, principalmente perché quando una donna arriva in fondo ad un evento di tale portata, in un field composto quasi totalmente da uomini, è sempre una notizia.

Alla domanda su quanto possa essere lusinghiero per una donna venire celebrata per queste ragioni Melanie risponde: “Si, penso che esaltare le figure femminili sia un modo per coinvolgere maggiormente le donne in uno sport che, di fatto, ha una componente maschile fin troppo predominante. Insomma, è una buona scusa per celebrare una minoranza importante e finché tutti vengono trattati con rispetto e senza disparità non c’è alcun problema.

Per quanto riguarda i ladies event però, Melanie non pare essere così entusiasta: “Capisco che un ambiente esclusivamente femminile possa risultare più confortevole per una donna, ma fortunatamente mi sono fatta le ossa online e i ladies event non sono affatto un incentivo per me. Dirò di più. le dinamiche che si instaurano al tavolo tra donne mi fanno letteralmente tiltare, perciò preferisco partecipare agli altri eventi.

Secondo lei sarebbe ora che una donna arrivasse nuovamente in fondo al main event, come accaduto una sola volta in passato a Barbara Enright, quando però ancora i field erano decisamente ridotti rispetto ai giorni nostri: “Devo ammetterlo, sentivo di avere gli occhi addosso perché in fondo non rappresentavo soltanto me stessa ma l’intero genere femminile.

Ciò che le importa maggiormente è la soddisfazione personale: “A parte il fatto di esser rimasta tra le ultime donne in gioco, arrivare in fondo al main event e poter competere con un bello stack contro gli altri giocatori è gratificante soprattutto dal punto di vista personale. E’ un riconoscimento al lavoro e alla dedizione che ho messo nel poker sin da quando ho cominciato a 20 anni.

Chissà che in un futuro non troppo lontano questa disparità non venga completamente annullata, sta di fatto che testimonianze come quella di Melanie fanno bene ad un movimento che ha un gran bisogno di rinnovarsi anche sotto questo punto di vista.

 

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