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il 19 Gen 2017

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“Numeri in crescita in controtendenza, a febbraio un altro Sunday King 100.000€ gtd” Maurizio Guerra sul futuro di Peoples Poker

“Numeri in crescita in controtendenza, a febbraio un altro Sunday King 100.000€ gtd” Maurizio Guerra sul futuro di Peoples Poker

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Ieri pomeriggio il poker manager Peoples Poker Maurizio Guerra ha incontrato la stampa di settore per una chiacchierata a 360° sulla poker room e sui suoi progetti futuri.

La conversazione non poteva che iniziare dal Sunday King 100.000€ gtd, che a fronte dell’incredibile riscontro è stato oggetto di un attacco informatico di notevole entità che ha causato disagi ad alcuni giocatori:

“Chi lo ha fatto è sicuramente qualcuno dotato di grande organizzazione e di potenti mezzi, questo è fuori discussione perché in base ai report che ci sono stati inviati, alle dimensioni dell’attacco, considerato che in alcuni momenti l’occupazione di banda ha superato i 50 gigabyte al secondo e che erano coinvolti centinaia di migliaia di indirizzi IP, è sicuramente una operazione che richiede una grandissima organizzazione ed è evidente lo scopo di colpire i nostri clienti – spiega Maurizio – In questi giorni ho approfondito il fenomeno constatando come la tendenza sia di non denunciare questi reati. Noi non abbiamo avuto la minima esitazione nel denunciare quello che è successo rivolgendoci alle autorità”.

La volontà di attaccare Peoples per Guerra è fuori discussione, ma la piattaforma ha retto bene:

“Non sono riusciti a entrare nella nostra piattaforma e quindi hanno diretto l’attacco verso la saturazione di banda. La tempistica scelta, a un’ora dall’inizio dell’evento più importante nella storia del peoples poker degli ultimi 5 anni, il fatto che sia arrivato fino alla fine del day1 e poi sia ripreso il pomeriggio in cui si sarebbe disputato il day2, non può lasciare dubbi sulla portata criminale dell’attacco”.

Adesso i giocatori danneggiati dalla situazione saranno rimborsati, ma visto lo straordinario riscontro di pubblico del Sunday King 100.000€ gtd, Peoples Poker non si fermerà ai rimborsi:

“La notizia più importante è che abbiamo fatto 1450 persone a un evento di 100€ e ovviamente siamo orgogliosi di quanto fatto. Vedere i numeri che via via salivano è stato meraviglioso, anche perchè se devo essere sincero personalmente non ero sicuro che saremmo riusciti a cappare il garantito – spiega Maurizio – Per quanto riguarda i disservizi, stiamo analizzando caso per caso e stiamo erogando il rimborso del buy-in speso, ma secondo me non basta e quindi il prossimo mese riproporremo il Sunday King 100.000€ gtd e rilanciamo: raddoppieremo il numero di Ticket in regalo, saranno 50 ticket in freeroll, oltre ad aumentare il numero di sat dai 350 della edizione dell’altro giorno. Sarà un Sunday King con un montepremi garantito di 100.000€ e con un added di 10.000€”

 

Filosofia di business e numeri in crescita

E ciò nonostante il fatto che un torneo con un eccezionale montepremi garantito non rientri propriamente nella ‘filosofia Peoples’:

“Non vogliamo promuovere un modello di gioco basato sulla logica del montepremi garantito e sulla spesa del giocatore, ma un modello di poker come fenomeno di massa dedicato al maggior numero di giocatori possibili. I dati del mercato e del nostro network sono chiari: in Italia la spesa mensile per giocatore tornei è inferiore a 27€, cash 67€. In questo range ci sono diversi tipi di player, anche quelli che spendono tanto perchè hanno un reddito medio superiore e anche i super professionisti. La nostra scelta di posizionamento vede Peoples Poker non come il luogo dei super pro, ma per il poker della gente. Ai nostri player diamo una offerta di gioco divertente che possa rientrare nelle loro possibilità di spesa. E’ per questo che organizziamo grandi eventi con frequenza periodica e non accelerata, perché poi il grande evento per avere fascino e risonanza, per essere una emozione, deve godere del dono della rarità. L’eccesso di offerta e tutto quello che ne consegue fanno decadere la qualità di un evento. Noi non crediamo in questo e quindi abbiamo fatto altre scelte”.

Numeri alla mano questa scelta di posizionamento ha pagato:

“Peoples ha chiuso il 2016 con un più 8,2% rispetto al 2015, mentre il mercato ha chiuso il 2016 con un -9,2% rispetto al 2015. Un risultato di 17 punti migliore di quello del mercato non è stato casuale, perché è il secondo anno di seguito che Peoples migliora in un mercato che cala costantemente. Nel 2015 avevamo registrato un +11% rispetto al 2014 nonostante il mercato purtroppo sia in evidente crisi. Il dato più bello da poter mostrare non è la nostra quota di mercato in termini di spesa, ma quella di giocatori unici rispetto al totale del panorama italiano, che è più grande di quella che è la nostra quota di mercato: significa che spendono meno della media ma che restano fidelizzati al nostro prodotto. Per tutti i nostri competitor la principale conseguenza della crisi è stata il calo dei giocatori unici, noi invece abbiamo avuto l’effetto opposto, la spesa in Peoples è cresciuta perché sono cresciuti i giocatori unici”

 

Migrazione Active Games

E il bello è che i numeri di Peoples non sono assolutamente gonfiati dalla migrazione nel circuito Microgame di Active Games:

“La migrazione di Active su Microgame è durata poco meno di tre mesi, dal momento in cui Microgame ha acquisito Active al momento in cui, lo scorso 14 dicembre, i primi concessionari si sono collegati al nostro mondo. Le mie esperienze precedenti di migrazione sono durate a memoria due anni nel migliore dei casi. Il nostro team ha espresso una tale energia e capacità organizzativa nel rispettare una deadline che non ha davvero precedenti nel mondo del gambling. E l’aspetto più stupefacente è che oggi, a distanza di poco meno di un mese, il numero dei giocatori attivi e la spesa sul nostro network è nettamente superiore rispetto alla somma delle spese dei due network. Problemi ce ne sono stati, ce ne sono e ce ne continueranno ad essere, ma devo ringraziare sia il mondo Microgame che Active e le risorse che si sono messe a disposizione nel compiere questa che è stata una vera e propria impresa”.

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Liquidità condivisa

Va da se che quella che da più parti è vista come la panacea di tutti i mali per la crisi del poker online italiano, ovvero la liquidità condivisa con altri mercati regolamentati, in una piattaforma in controtendenza e in crescita possa attecchire fino a un certo punto:

“Oggi è difficile darvi una valutazione precisa sulla liquidità condivisa perché noi non abbiamo ancora ricevuto una formale intenzione o comunicazione sul progetto che si intende avviare. Anche da un punto di vista strettamente tecnologico ho dubbi su come avverrebbe l’integrazione. Ma di sicuro vedere la liquidità condivisa come la panacea della crisi del poker è un falso: chi dice questo non ha competenza sufficiente delle regole di business. Vorrei chiedere ai fautori della liquidità condivisa il motivo per cui, se due mercati in calo si incontrano, quale sia la regola secondo cui, una volta sommati, faranno un mercato in crescita. Non riesco a trovare la logica. Il libero mercato si basa su regole differenti per quanto riguarda il rilancio dell’economia, e questa è una prima perplessità da un punto di vista strettamente economico. L’altra perplessità riguarda l’aspettativa di crescita di spesa all’interno del mercato italiano nel momento in cui ci sarà la liquidità condivisa: questa crescita di spesa dovrebbe arrivare da un aumento dei giocatori attivi o della spesa media? Se è dall’aumento di spesa media è un modello che come ho già detto non mi trova d’accordo. Se aumentano i giocatori attivi allora ok, ma non dimentichiamoci che in Italia, negli anni d’oro, abbiamo già avuto modo di avere una liquidità importante, ma so per certo che centinaia di migliaia di persone che hanno giocato a poker poi hanno smesso. Il punto è farli tornare a giocare… In definitiva ho dei dubbi da un punto di vista generale: non credo che la crisi del poker mondiale derivi dalla ghettizzazione dei mercati, ma da un modello di business sbagliato che moltissimi promotori hanno portato avanti e su cui solo di recente stanno tornando indietro”.

 

Innovazioni di prodotto e DFS

E in linea con la filosofia Peoples, sulla piattaforma arriveranno presto nuovi prodotti rivolti perlopiù ai giocatori amatoriali:

“In cantiere ci sono grandissime novità che annunceremo presto. E’ un prodotto che abbiamo valutato a lungo e lo inseriremo con una precisa strategia di comunicazione atta a differenziare il brand. Al momento non posso dire altro, tra pochi giorni saprete tutto”

E sempre sul versante delle innovazioni di prodotto Maurizio ha parlato anche dei nuovissimi Daily Fantasy Sports:

“Io continuo a credere che nei DFS la D iniziale (‘daily’, ‘giornalieri’, ndr) abbia già una sua problematica. Continuo a essere convinto che i fantasy sport rappresenteranno una fetta importante dei giocatori attivi del futuro dell’online, e che saranno uno dei principali strumenti di promozione dell’industria del gaming e di fidelizzazione dei giocatori. Il problema oggi è che in Italia l’offerta è notevolmente inferiore rispetto a quella degli States. In Italia un buon palinsesto di eventi si accentra solo in alcuni giorni della settimana e molto spesso aldifuori della classica domenica. Voglio dire che lo strumento di selezione dei giocatori e degli eventi basato su una formula daily è una formula di gioco di massa senza possibilità di organizzare le proprie community e senza possibilità di variare troppo. Il successo del poker si basa sulla possibilità dell’amatore di vincere con scelte semplici, e allo stesso tempo dare a quello che si skilla la possibilità di scelta. Nei DFS non vedo questa caratteristica, al giocatore amatoriale si dovrebbe richiedere una minor focalizzazione e una minor mole di competenze. A quanto ho potuto vedere, a oggi il mercato non si è ancora mosso in questa direzione. Ma noi abbiamo già stretto un accordo con Mondogoal e i lavori non sono fermi, anzi, anche se l’integrazione con Active negli ultimi tempi ha portato via diverse risorse”.

 

 

 

 

 

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