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il 1 Giu 2017

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Da player a manager: Luca Pagano, un ragazzo diventato uomo… grazie al Texas Hold’em!

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Da player a manager: Luca Pagano, un ragazzo diventato uomo… grazie al Texas Hold’em!

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Colui che apre una via agli altri, esplorando regioni sconosciute e insediandosi in esse, in modo da consentire nuovi sbocchi all’attività umana.

Il termine ‘Pioniere’ non può che risultare cucito su misura. Se mi trovo qui, seduto su una scrivania, fumando una Marlboro mentre digito questi tasti, è anche merito suo. E se state leggendo queste righe, ancora una volta, c’è il suo zampino.

Luca Pagano non è stato semplicemente player, manager e uomo immagine della room più amata dagli italiani; Luca è stato l’uomo che ha esportato il Texas Hold’em in Italia. Il primo a rendersi conto delle potenzialità di questo giochino nello Stivale. Il primo ad avere l’intelligenza e la capacità per farne un business vincente per oltre tre lustri.

L’addio di Luca a PokerStars, arrivato improvviso nella serata di ieri, segna davvero la fine di un’era. Un’esperienza di vita che lo ha cambiato, che gli ha permesso di crescere e maturare, contagiando tutti noi. Sì, Luca. Volente o nolente, hai stravolto le nostre vite. E tutti coloro che hanno avuto la giusta sensibilità per immergersi e nuotare in questo mondo non possono che renderti grazie.

Entrasti di soppiatto, direttamente nelle nostre case, intrattenendoci con ‘Ciccio’ Valenti in quel caposaldo artistico chiamato Poker1Mania. Era il 2008 e tu eri un player con la P maiuscola: quattro anni prima, in quel di Barcellona, centrasti il final table al Main Event della prima edizione EPT, all’alba della tua esperienza da PPP.

Non potevi ancora sapere che quel circuito ti sarebbe rimasto tatuato sulla pelle per sempre. Non sei mai riuscito a centrare il successo in un main, ma a braccetto con Johnny Lodden, ti sei spartito e scambiato, sino all’ultimo, il record di ITM nella prestigiosa competizione pokeristica continentale. In quegli anni Raul Gonzales Blanco e Filippo Inzaghi facevano più o meno lo stesso in quanto a record di goal in Champions League. Oggi Cristiano Ronaldo e Messi li hanno doppiati, viaggiando a velocità supersonica, proprio come il Texas Hold’em ha fatto negli ultimi 10 anni. La similitudine con il pallone non è casuale; qualche anno fa riuscisti addirittura ad entrare negli spogliatoi della tua Juventus per dare qualche lezioncina a Matri, Quagliarella e capitan Buffon

Una simpatica parentesi prima di affrontare progetti sempre più impegnativi: la Casa degli Assi ha riportato il poker in TV, in chiaro, dopo diversi anni e il tuo lavoro di casting, prima, e coaching, poi, al fianco dei tuoi compagni di squadra Alberto (1° edizione), Giada e Pierpaolo, è stato ancora una volta di una professionalità disarmante.

Fermi tutti, abbiamo corso troppo. In questo marasma di ricordi non ci siamo certi dimenticati di ciò che tu stesso consideri lo Zenit raggiunto con la Patch indosso: il 28 luglio 2011, al casinò municipale di Sanremo, fu percorso netto. I 210.000€ di prima moneta, inutile negarlo, furono una semplice appendice rispetto alla gioia che provasti nel sollevare la Picca dell’Italian Poker Tour.

Faccia da bravo ragazzo, cadenza (e non accento!) veneta, eleganza. Forse non l’identikit classico di un pokerista nel senso stretto del termine. Ma certamente quello di un uomo che uomo è diventato soprattutto grazie al Poker. Dalla nascita della Pagano Events ti abbiamo visto sempre più attento e impegnato nel dietro le quinte, nell’organizzazione e realizzazione di quel prodotto che ti aveva sempre visto come attore principale. E sei riuscito addirittura, se possibile, a fare meglio.

Ci hai detto che non si tratta di un addio, né al tavolo verde né al Pagano pokerista. Ma non bluffarci proprio all’ultimo. Speriamo davvero sia un commiato all’azienda che hai contribuito a rendere grande e non al nostro mondo, al tuo mondo. Altrimenti davvero non saprei trovare una risposta al quesito che mi attanaglia da questa notte: chi diavolo ci ricorderà di difendere le coppie?

Licenze poetiche a parte, Good game and Good Luck, Luca.

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