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il 1 Set 2017

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Il poker online italiano compie nove anni! Ecco i dati della sua storia fatta di alti e bassi

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Il poker online italiano compie nove anni! Ecco i dati della sua storia fatta di alti e bassi

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Nove anni sono passati da quando il poker online ha fatto il suo esordio ufficiale sul ‘punto it‘.

Era il 2 settembre del 2008 quando venne giocata la prima partita di Texas Hold’em, in modalità torneo, su un sito internet attraverso il circuito AAMS.

Prima di quella data gli italiani erano già pokeristi appassionati, ma giocavano su siti senza licenza. Ce lo ricorda l’agenzia specializzata AGIMEG, che ha anche intervistato per l’occasione Carlo Gualandri, ex presidente di Gioco Digitale.

Ci ricordiamo tutti della room arancione come il primo sito di poker online in Italia! Gualandri a tal proposito dice oggi: “Il poker a torneo ha catturato all’inizio i gambler puri e i giocatori che cercavano entertainment in un gioco di abilità. Per questo gli operatori che si sono affacciati a questo settore hanno vissuto un’esplosione rapida del mercato. Noi ce lo aspettavamo, come ci aspettavamo una normalizzazione del mercato con l’arrivo del cash.

Tanto è cambiato negli anni. Non mi aspettavo una crisi così forte e una concentrazione del gioco su così poche room. Va detto che, rispetto al 2008, oggi ci sono molte alternative social per cercare entertainment; molti giocatori casual, magari dopo aver perso soldi contro i grinder professionisti, hanno spostato la curiosità altrove“.

AGIMEG ci fornisce qualche dato interessante del mercato italiano dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Dal 2008 a oggi la spesa (ovvero la raccolta meno le vincite) è stata di 1,546 miliardi.

Una parte di questa somma è finita nelle casse dello Stato visto che c’è sempre stato un prelievo, passato dal 3% iniziale al 20%. Il poker online ha dato all’erario 380,9 milioni di euro.

Il 2010 è stato l’anno del boom. In quell’anno le giocate hanno toccato i 3,145 miliardi!

L’arrivo del poker cash, come già detto, ha messo in crisi il poker a torneo, calato nel 2012 del 40% con 1,3 miliardi giocati. Nel 2013 la contrazione è stata del 38% e nel 2014 del 23,5%.

Poi abbiamo assistito ad un inversione di tendenza. Nel mese di settembre del 2015 la spesa per il poker a torneo supera per la prima volta quella del cash: 8,4 milioni contro 8,3 milioni.

Cosa ha determinato questa svolta? Beh, la risposta è facile. Tutto merito (o tutta colpa) dell’introduzione degli Spin & Go da parte di PokerStars.it, room leader del mercato italiano. In quel mese la raccolta è stata di 72,5 milioni contro i 62,2 dell’anno precedente, registrando una crescita del 16,6%.

Il poker a torneo tra alti e bassi ha registrati di nuovo picchi interessanti, come quando ha fatto segnare 74 milioni nel gennaio 2015. Tra febbraio e maggio la raccolta ha sfiorato i 70 milioni mentre nei mesi estivi è scesa sotto i 55 milioni.

Nel 2016 la raccolta è stata di 754 milioni di euro e la spesa di 69 milioni. La raccolta di 81 milioni del mese di dicembre è stata il picco.

Il 2017 (ancora in corso) è stato positivo finora con una spesa di 54,5 milioni. Ora tutti sperano ovviamente in un nuovo periodo d’oro grazie alla sfida della liquidità internazionale.

Italia, Francia, Spagna e Portogallo hanno firmato un importante accordo per condividere le piattaforme. Basterà per rilanciare il mercato?

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