Sunday, Jul. 12, 2020

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il 3 Giu 2019

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Perché Phil Hellmuth vuole dimenticare al più presto il 50.000$ High Roller WSOP

Perché Phil Hellmuth vuole dimenticare al più presto il 50.000$ High Roller WSOP

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Per Phil Hellmuth l’High Roller delle World Series di cui è in corso il Day3 è stato semplicemente un disastro.

Il 15 volte braccialettato ha dimostrato ancora una volta di non trovarsi completamente a proprio agio nei field con pochi occasionali.

La sua implosione pokeristica, ieri al Day2, è stata sancita dalla definitiva eliminazione trovata poche mani dopo aver effettuato il re-entry.

Ma probabilmente è stata originata da un cortocircuito psicologico innescato da Chance Kornuth nella mano che ha lasciato Hellmuth con pochi spiccioli dopo il primo ingresso.

Con poche parole lo statunitense detentore di due braccialetti (6 milioni vinti in tornei live) ha fatto abbassare la cresta a The Poker Brat che, diversamente dai battibecchi che di solito lo vedono protagonista al tavolo verde, stavolta ha rinunciato ad avere l’ultima parola.

 

“Nessuno merita mai niente”

La pillola di saggezza pokeristica (e non solo) che ha fatto tiltare Hellmuth fino ad ammutolirlo è arrivata al termine dell’undicesimo livello del torneo. Su blinds 8.000-16.000 Kornuth apre e Hellmuth difende il grande buio.

Flop K44 Hellmuth check-chiama la cbet 22.000 di Kornuth.

Turn J con Hellmuth che checka al buio e chiama la second barrel 45.000 di Kornuth.

River 3 Hellmuth checka di nuovo, Kornuth spara la terza a 200.000 trovando il call avversario.

Alla vista del Q2 per il colore di Kornuth, Hellmuth mostra un K prima di muckare. Poi inizia a borbottare in modo da renderlo evidente al tavolo.

“Anche io spesso do la colpa al dealer quando succede – gli si rivolge dopo un po’ Kornuth riferendosi al runner-runner.

Hellmuth ha la replica pronta: “Non incolpo il dealer, ma è una m***a, ti avevo trappato. Non meritavi di vincere il piatto”

E qui Kornuth sforna la sua pillola di saggezza:

“C’è una cosa che ho imparato nella mia carriera, Phil. Qualcosa che tu invece non hai imparato. Nessuno merita mai niente”. (adattamento di “You don’t deserve anything”, ndr)

Di solito Hellmuth ha la risposta pronta ma in questo caso, stando a quanto riportato da PokerNews che blogga l’evento, la conversazione non ha avuto un seguito, a riprova del fatto che le parole di Kornuth sono andate a segno.

 

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Hellmuth accusa il colpo

Rimasto con due spiccioli dopo questa mano, Phil Hellmuth viene poi eliminato dallo stesso Kornuth.

‘The Poker Brat’ usa il singolo re-entry disponibile ma a sigillo di una giornata storta, due mani dopo il nuovo ingresso trova la definitiva eliminazione incocciando con full house nell’overfull di Ali Imsirovic.

Qui la domanda è una: con A-2 su Q8282, sull’all-in di Imsirovic sperava di trovarlo con colore? E’ più probabile che Hellmuth vedesse tanti bluff nel range avversario che invece ha girato K-8.

E questo è uno dei grossi punti deboli di Hellmuth, la tendenza a credere che tutti gliela vogliano combinare, non solo gli occasionali ma anche fior fiori di professionisti (che di solito guardano solo all’EV).

Ma di sicuro Hellmuth è pronto a schierarsi agli altri eventi di queste World Series: figurarsi se uno con la sua personalità può abbandonare la caccia al sedicesimo braccialetto per un High-Roller andato male.

Per vedere se e quanto le parole di Kornuth abbiano aperto una crepa non resta che aspettare un mese e mezzo.

 

La pillola di saggezza pokeristica di Kornuth

Kornuth in versione oracolo che ammutolisce Hellmuth ci piace anche perchè le sue parole si prestano a molteplici letture. La prima che viene in mente è che il poker è un gioco a somma zero: in una situazione ipotetica, in cui tutti giocano in modo ottimale, nessuno vincerebbe.

Per prevalere dunque si devono verificare due precise situazioni: gli avversari sono più scarsi di noi, oppure noi siamo più fortunati di loro.

In nessuno di questi casi, però, si può dire di meritare realmente la vittoria, dal momento che le sue cause stanno in qualcosa che è al di là del nostro controllo (in realtà non è propriamente così come vedremo).

Credere di “meritare qualcosa” inoltre è un atteggiamento che nel poker (ma anche nella vita) non è mai corretto perchè la sorte non guarda in faccia nessuno. Senza lavoro duro si può essere facilmente soggetti alle sue botte: nel poker ad esempio è provato che più aumentano le skill meno si è soggetti alla incidenza del caso.

Questo a livello generale; andando più nello specifico si potrebbe credere ad esempio di meritare di vincere un coinflip solamente perchè se ne sono persi alcuni di fila.

Nel mondo della casualità però le cose non funzionano così: le percentuali statistiche vengono rispettate sul lungo periodo, nel breve si possono perdere anche decine di coinflip di fila dal momento che l’esito del singolo ‘shot’ è totalmente scollegato a quello(i) che lo ha(nno) preceduto.

Insomma, al tavolo verde credere di meritarsi qualcosa è un atteggiamento sbagliato da qualunque punto di vista lo si guardi.

 

Foto: PokerNews /Hayley Hochstetler

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