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il 9 Ott 2019

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Clamorosa svolta nel caso Mike Postle: dovrà difendersi in tribunale da pesanti accuse

Clamorosa svolta nel caso Mike Postle: dovrà difendersi in tribunale da pesanti accuse

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Prosegue la saga di Mike Postle. Era inevitabile, del resto, che arrivassero nuove notizie a riguardo dagli USA dopo tutto il rumore che ha sollevato il caso di questo presunto imbroglione della Stones Gambling Hall.

Martedì pomeriggio si è scritto un nuovo clamoroso capitolo della storia. Capitolo a dir poco sorprendente: Postle, la Stones Gambling Hall, il TD Justin Kuraitis e altri imputati sono stati accusati in una causa da 10 milioni di dollari, secondo un documento giudiziario pubblicato da Mac VerStandig, avvocato per i querelanti.

Questo caso rappresenta il più grande imbroglio conosciuto nella storia dei broadcast di poker“, si legge nel documento.

Venticinque querelanti sono nominati nella causa, conservata presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti nel distretto orientale della California. I nomi includono Veronica Brill, insieme ai creatori di contenuti pokeristici Jeff ‘Boski’ Sluzinski e Jaman Burton. I 10 milioni dovrebbero essere “divisi tra le vittime della frode allo Stones in relazione ai minuti trascorsi giocando nella trasmissione Stones Live Poker dal primo gennaio 2019 a oggi“.

Siamo orgogliosi di servire come loro consulenti e non vediamo l’ora di proseguire la questione in tribunale“, ha scritto VerStandig.

La causa e il presunto complice

PokerNews spiega che la causa parla di vari tipi di frode, arricchimento ingiusto, negligenza e calunnia. Gran parte del documento espone in verità i fatti e le speculazioni che sono diventati di dominio pubblico grazie alle indagini informali in corso su Internet: Postle avrebbe imbrogliato usando dispositivi elettronici e vincendo centinaia di migliaia di dollari dai suoi avversari con l’aiuto di qualche complice. Tutto ciò si era capito già da Twitter, YouTube e forum vari.

Possiamo aggiungere che l’azione civile riguarda 68 sessioni di poker giocate da Postle dal 18 luglio 2018 al 21 settembre 2019 per l’esattezza.

E le parti in causa sembrano aver individuato almeno un individuo coinvolto oltre a Justin Kuraitis. La persona senza nome, indicata come ‘John Doe 1‘, potrebbe essere nominata nei prossimi sviluppi del caso. Sarebbe il complice principale di Postle.

La denuncia spiega: “In alcune sessioni di Stones Live Poker il signor Postle non ha vinto soldi e non ha giocato in maniera ottimale. I querelanti credono che tali sessioni siano correlate all’assenza del signor John Doe 1. I querelanti sostengono inoltre che la partecipazione del signor Postle a Stones Live Poker era insolitamente rara quando John Doe 1 era assente dall’area di Sacramento.

Lui è la persona che ha trasmesso a Mr. Postle delle informazioni relative alle carte private degli altri giocatori durante le partite di Stones Live Poker. Sempre lui ha preso provvedimenti per dissipare sospetti e preoccupazioni riguardanti l’inganno di Mr. Postle, in modo da consentire che la stessa condotta continuasse in modo ininterrotto per un periodo di tempo prolungato superiore a un anno“. Dal noto forum Two Plus Two sembra che questo personaggio risponda al nome di Taylor Smith.

Kuraitis invece è accusato di negligenza e frode. La prima accusa deriva dal fatto di non aver sorvegliato adeguatamente le partite; la seconda deriva dalle sue assicurazioni alle parti sospette su un’indagine approfondita già condotta.

La stessa sede delle partite deve rispondere di negligenza, frode e calunnia, quest’ultima derivante da un tweet del 29 settembre dove si diceva ce le accuse contro Postle erano “completamente fabbricate“. Secondo la causa, la decisa negazione serviva per calunniare il nome della Brill.

A quanto pare la diretta interessata Brill a riguardo chiede solo danno nominale di 1.000 dollari, ma la causa spera più che altro di evidenziare “gli sforzi di Stones per coprire l’attività criminale” di Postle.

Tra le accuse più gravi contro lo Stones vi è la presunta mancanza di sicurezza che circonda il livestream. La causa lo definisce “sconsiderato” rispetto ad altri del settore. Si prende come riferimento il ‘Live at the Bike‘, indicandolo come un prodotto adeguatamente protetto.

Secondo la causa, Stones non ha messo al sicuro la stanza in cui erano disponibili le informazioni sulle carte coperte, consentendone l’accesso a numerose persone. Inoltre, quelli nella stanza potevano essere in possesso di telefoni cellulari.

Le prove saranno sufficienti?

Le parti ammettono di non avere tutte le prove per sostenere le loro accuse: si parla solo di molte circostanze che coincidono. Le parti sperano che la fase di scoperta del processo rivelerà di più.

Fortunatamente per loro, una causa civile richiede solo una “preponderanza di prove“. Ciò significa che i querelanti devono solo dimostrare che c’è più del 50% di probabilità che le accuse siano vere.

Per quanto riguarda le presunte prove che i querelanti fanno valere, ci sono diverse sezioni della causa che descrivono in modo divertente le assurde modalità vincenti di Postle. Si parla di vincite derivate da “capacità mistiche apparenti.

La causa afferma: “Le sue vincite derivano da una qualità di gioco di molti gradi superiore a quella raggiunta dai migliori giocatori di poker del mondo“.

Nonostante i tassi di vincita stratosferici, la causa sottolinea che Postle non ha mai cercato di competere a stakes più alti o in qualsiasi altro gioco. Può davvero questo ragionamento portare alla condanna di un giocatore di poker?! Un grinder non è libero di sedersi semplicemente dove si trova a suo agio? Ne sapremo di più in futuro, statene certi.

Nel frattempo continuano a spuntare video di Ingram, Polk e altri noti youtuber sulla delicata vicenda. Cerchiamo intanto di scherzarci su con un video di dieci mesi fa dal titolo che ora suona molto profetico

 

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