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il 5 Nov 2019

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Le prime parole di Daniel Negreanu dopo la vittoria del POY WSOP

Le prime parole di Daniel Negreanu dopo la vittoria del POY WSOP

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Tre volte in quindici anni, mai nessuno come lui.

Il successo di Daniel Negreanu nella speciale classifica WSOP Player Of the Year è già storia e a poco è valso il disperato tentativo di rimonta di Shaun Deeb, undicesimo al The Colossus e terzo nel ranking generale.

Deeb voleva bissare il successo dell’anno precedente ed eguagliare il record di Negreanu, con due POY in bacheca, il canadese invece puntava a fare il vuoto dietro di sé, infilando la terza vittoria su sedici edizioni totali.

Alla fine è stata la legge di DNegs ad avere la meglio, come vi abbiamo raccontato nel lancio di questa mattina.

Le prime parole di Daniel Negreanu

Intervistato dal portale internazionale pokercentral.com, Daniel Negreanu ha rilasciato le prime dichiarazioni dopo l’ennesimo importante traguardo raggiunto in carriera:

Era un goal personale, riuscire a vincere per la terza volta prima che chiunque riuscisse ad arrivare a due successi. La All-Time Money List ormai è qualcosa al di fuori della mia portata considerata la schedule dei miei tornei, tuttavia il POY WSOP rimane ancora un obiettivo altrettanto importante a cui ambire.”

Daniel è rimasto in trepidazione fino all’ultimo, grazie alla straordinaria performance di Shaun Deeb nel The Colossus, motivo per cui la gioia per la vittoria è stata ancora maggiore:

E’ stato fantastico. Ho vinto la prima edizione in assoluto e sono sempre stato un nerd delle statistiche sin da quando ero bambino, quindi ho provato a fare del mio meglio anche stavolta.”

Le falle nel sistema

Il successo di Negreanu, per quanto meritato, non mette tutti d’accordo.

Se da italiani ci stiamo ancora chiedendo come possa non esserci Dario Sammartino lì in cima, dopo due tavoli finali nei due Main Event di quest’anno, è sicuramente legittimo domandarsi come sia possibile assegnare il titolo a chi non ha vinto nemmeno un braccialetto:

Sono consapevole come gli altri che il sistema è imperfetto e già alcuni anni fa ho dovuto fare una scelta: rinunciarvi o aggiustare la mia schedule giocando anche tutti gli eventi minori per accumulare più ITM possibili.”

Per Daniel, al contrario, trionfare senza braccialetti al polso equivale paradossalmente a una nota di merito:

So che per i braccialetti è solo una questione di tempo, devo solo continuare a giocare come sempre fatto. In realtà per com’è organizzato il POY è davvero difficile arrivare in cima senza vincere un braccialetto, dato che un primo posto vale il doppio dei punti rispetto al secondo.

Il computo totale al termine delle WSOP giocate a Las Vegas e della versione Europea delle Series appena terminate a Rozvadov è di 24 bandierine, condite da 5 tavoli finali e 2 runner-up, mica male…

La gioia di Kid Poker

E’ qualcosa di speciale per me, le WSOP sono speciali per me. Le persone tendono sempre a mettere l’accento sui premi in denaro, ma la verità è che io non ho mai giocato a poker per i soldi. E’ sempre stata una passione per me, qualcosa che andava oltre il potenziale guadagno. Forse è per questo che ci ho messo fin troppo tempo a costruirmi un bankroll adeguato, perché ero un po’ troppo ‘spericolato’ coi soldi, diciamo.

A margine dell’intervista, Daniel spezza una lancia a favore dell King’s, che per l’occasione ha addirittura messo il suo nome sulla porta d’ingresso della suite:

Non sono mai stato a Rozvadov prima d’ora e non avevo alcuna aspettativa a riguardo. Non ho mai esperito un’accoglienza da ‘tappeto rosso’ come accaduto da queste parti e vi assicuro che sono stato in un sacco di posti. Lo staff del King’s ha reso la mia esperienza eccezionale e mi ha dato una mano anche nelle situazioni di maggior stress.

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