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il 5 Nov 2019

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Daniel Negreanu è il Player Of The Year delle WSOP 2019!

Daniel Negreanu è il Player Of The Year delle WSOP 2019!

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Ce l’ha fatta!

Dopo averne tanto parlato nei suoi video su YouTube, Daniel Negreanu è riuscito per la terza volta in carriera a diventare il Player of the Year delle WSOP.

Merito della sua costanza alle World Series estive di Las Vegas e in quelle autunnali di Rozvadov. In verità, però, Negreanu è diventato ufficialmente il PoY 2019 quando le sue WSOPE erano già finite da un po’…

Questo perché sono stati decisivi i risultati degli altri giocatori coinvolti nella corsa al titolo. Va detto infatti che tutti i potenziali PoY sono stati grandi protagonisti al King’s fino alla fine. Basti pensare che i primi quattro della classifica sono andati a premio nel Colossus: Zinno ha chiuso 256°, Negreanu 195°, Campbell 149° e Deeb 11°.

Proprio quel tavolo finale solo sfiorato da Deeb è stato decisivo. Doveva arrivare almeno quinto Deeb per diventare il primo giocatore a centrare per due anni consecutivi il titolo di PoY. Poteva tranquillamente farcela, contando che ripartiva con il terzo stack al Final Day. Invece ha chiuso tristemente all’undicesimo posto dopo appena 15 minuti di gioco! Prima ha perso una guerra di bui contro il nostro Alessandro Pezzoli e poi ha sbattuto contro una scala del francese Grospellier.

E così Negreanu prende il largo in una classifica a cui tiene molto e per la quale ha sollevato anche pesanti polemiche in passato. Fa impressione pensare che Negreanu è stato PoY già nel 2004 e nel 2013. Da quindici anni in pratica riesce a farsi valere ovunque adattando il suo gioco alle nuove tendenze. Giù il cappello, signori!

 

Il 2019 di Daniel Negreanu

Osservando i risultati del 2019 di Negreanu si capisce subito che le WSOP erano il suo obiettivo principale, praticamente l’unico: Negreanu è andato ITM quest’anno solo alle WSOP di Las Vegas e alle WSOP Europe di Rozvadov.

Per l’esattezza si è piazzato 16 volte a premio al Rio e 7 volte al King’s per un totale di 23 bandierine. Non male, contando che erano 97 gli eventi da braccialetto validi per la leaderboard PoY.

A proposito di braccialetto, va detto che questa estate Negreanu ha sfiorato più volte quello che sarebbe stato il suo settimo in carriera: basti pensare che è arrivato secondo due volte, nel Seven Card Stud Championship di giugno e in un High Roller di luglio. È stato beffato prima da John Hennigan e poi da Keith Tilston.

Economicamente parlando, il 2° posto nell’High Roller di Las Vegas è stato il miglior risultato di Negreanu nel 2019: in quel torneo ha incassato la bellezza di 1.725.838 dollari. Il quarto miglior risultato di sempre per Kid Poker.

Paradossalmente i migliori risultati in carriera per Negreanu sono stati proprio dei secondi posti. Ci ricordiamo tutti di quello del Big One nel 2014. Poi è arrivato un bis nel Super High Roller Bowl del 2018. Difficile però sentenziare che Negreanu abbia un curriculum da perdente…

 

I complimenti e le critiche social

Inutile dire che in rete si sprecano i commenti sull’ennesima impresa pokeristica di Negreanu. Partiamo da un lusinghiero tweet di Phil Hellmuth: “Congratulazioni a Daniel Negreanu per il terzo WSOP Player of the Year! Dimostra una profonda conoscenza e alti livelli di skill in tutte le varianti che gioca. Inoltre dimostra dedizione, etica del lavoro e desiderio di essere un grande giocatore. Ben fatto, goditela“.

Ma non ci sono solo i colleghi educati e i fans a battere sulle tastiere. Ci sono, come sempre, anche gli haters con le loro critiche più o meno fondate. Qualcuno fa notare che economicamente il 2019 di Negreanu non è stato così positivo e che ha puntato tutto sui punti della classifica PoY. Ma giustamente altri fanno notare che anche Deeb e gli altri rivali di Negreanu hanno fatto lo stesso, ricorrendo per esempio al multitabling live.

Qualcuno sostiene che sia tutta una questione di bankroll e che ci sono giocatori che potrebbero fare meglio se solo potessero schierarsi in qualsiasi evento ad alto livello. Si mette in dubbio, insomma, la bontà di un premio come quello per il Player of the Year delle WSOP. Dura verità o semplicemente invidia? A voi il giudizio.

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