Friday, Dec. 13, 2019

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il 11 Nov 2019

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Anthony Zinno sui randomizzatori nel poker live: Tutto uno show, molte decisioni sono obbligate

Anthony Zinno sui randomizzatori nel poker live: Tutto uno show, molte decisioni sono obbligate

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Qualche settimana fa abbiamo parlato del curioso atteggiamento al tavolo di James Chen, vincitore del WSOPE 205K High Roller, che adoperava il suo orologio a mo’ di randomizzatore per effettuare le sue scelte. O per far credere che facesse davvero così…

Ultimamente le frontiere della GTO live si sono spinte fino a questo livello e quanto accaduto a Rozvadov ci ha fatto ipotizzare uno scenario futuristico nel mondo dei tell. (CLICCA QUI PER L’APPROFONDIMENTO)

Tuttavia la sensazione che si potesse trattare di una mezza messinscena la abbiamo avuta anche noi. E a darcene conferma è nientemeno che Anthony Zinno…

One man show

Che sia questo il vero futuro dei poker tell nel live o stavamo soltanto assistendo a qualcosa di sporadico?

Lo faceva solo per dare spettacolo” – risponde Zinno – “Non lo conosco personalmente ma credo che cercasse di farlo per intimidire gli avversari. 

L’ho visto farlo in alcune situazioni dove aveva i Kappa e utilizzava il presunto randomizzatore prima di 3-bettare, dando l’impressione agli altri che avesse preso la decisione in base a come è girata la ruota, quando magari era uno spot dove avrebbe sempre 3-bettato.”

Per Zinno non tutto è “randomizzabile”:

Ci sono situazioni nelle quali dove le scelte sono praticamente obbligate e se avessi un randomizzatore con me al tavolo lo userei proprio in queste circostanze prima di fare la mia mossa.

E’ sempre qualcosa di inerente alla psicologia più che alla reale necessità di randomizzare una scelta. Sa già cosa fare in realtà, e se proprio vuoi randomizzare puoi farlo nella tua testa senza necessariamente dare così nell’occhio.

Random human player

Anthony è convinto che qualsiasi tentativo di comportarsi come un robot contro un avversario in carne ed ossa sia fondamentalmente sciocco:

La vera randomizzazione può avvenire contro un robot, ma se giochi contro un essere umano avrai sempre delle preferenze per una o l’altra scelta in base alle sue caratteristiche. 

Se giochi contro un giovane di 25 anni o una persona di 75 puoi fare una scelta basandoti esclusivamente sulla loro età e sulle attitudini che possono avere in determinate circostanze. O più semplicemente può fare una rapida ricerca su hendonmob, capire chi hai davanti e includere perlomeno questi elementi nella tua decisione. 

Il fatto che indossino un cappello, una felpa o un abito…Tutte queste cose hanno la loro importanza, ti aiutano a propendere verso una direzione invece che affidare il tutto al caso. Alle persone credo piaccia parlare di queste cose, ma in realtà c’è poca sostanza, almeno a mio avviso.”

Un parere piuttosto tranchant quello del pro americano, che bolla senza mezze misure la questione come una goliardata piuttosto che qualcosa di serio.

Se il randomizzatore usato da Chen non vi convince, che ne pensate invece di questo espediente usato da Chris Vogelsang nello stesso torneo?

Photo Credits: Stefano Atzei

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