Monday, Nov. 18, 2019

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il 25 Ott 2019

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Il futuro dei tell nel poker live high stakes

Il futuro dei tell nel poker live high stakes

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Lo spunto era fin troppo succulento per lasciarlo cadere così, nel nulla

Le dinamiche createsi al final table dell’High Roller WSOPE da 250K ci hanno fatto ipotizzare un futuro non troppo lontano per il meta-game del futuro.

Il principio di base è sempre lo stesso: provare a non far trasparire alcuna emozione e perché no, provare a ingannare l’avversario inviando un messaggio diverso da quelle che sono le nostre reali intenzioni.

E ora preparatevi a fare un salto nel futuro, perché son finiti i tempi degli sbuffi alla Filippo Candio con coppia d’Assi preflop, stiamo per entrare in un mondo pieno di sorprese…

 

Tell me more…

Se il tentativo di Chris Vogelsang, analizzato i giorni scorsi (ecco l’approfondimento), di simulare debolezza coprendosi vistosamente il volto può far sorridere, gli scenari aperti dall’utilizzo dei randomizzatori possono essere davvero interessanti.

L’esempio del vincitore, James Chen, è sotto gli occhi di tutti: senza il suo orologio, al tavolo, è un uomo perso… E se così non fosse?

Se invece il buon Chen (e chi come lui adopera cerca di randomizzare le proprie scelte con un qualsiasi metodo/supporto) scrutasse il suo orologio per far credere agli avversari di dover randomizzare una scelta invece piuttosto chiara nella sua testa?

Certo, a giudicare dal siparietto occorso al Day1 di un seguente High Roller WSOPE, dove Foxen chiede a Chen se si sente perso senza il suo orologio che risponde prontamente “L’ho lasciato in camera, dovrò usare qualcos’altro al posto suo“, parrebbe proprio indispensabile per le decisioni in sé, più che per qualche ardito gioco di reverse tell.

Tanto che Rainer Kempe, altro seguace della GTO, arriva addirittura a offrirgli il suo: “Tieni, è pure un bell’orologio” – dice scherzando.

Fantasylandia

Immaginate una situazione di gioco in cui due top player, entrambi super preparati, si trovano uno contro l’altro al river a giocare un pot bello sostanzioso, con un’action particolarmente accesa nelle strade precedenti.

Il giocatore A, che guarda sempre il suo orologio prima di ogni decisione, stavolta non lo guarda e va direttamente all-in. Oppure al contrario, proprio perché lo guarda sempre si trova a guardarlo anche in questa circostanza pur essendo praticamente certo della sua scelta.

In che modo insomma, rivolgersi al (presunto) aiuto del randomizzatore può incidere nella percezione che l’avversario ha del range? E’ possibile dare dei fake tell sfruttando i nuovi strumenti a disposizione?

Il nuovo che avanza

Stando alle opinioni dei commentatori la nostra supposizione è già realtà. In diverse occasioni nel corso delle fasi finali del 250K WSOPE si è fatto cenno alla possibilità di utilizzare il randomizzatore per dissimulare le proprie intenzioni.

In alcuni casi addirittura, è possibile che lo stesso Chen abbia effettivamente provato a far credere di voler randomizzare scelte abbastanza chiare, probabilmente per dare l’impressione di giocare con un range più debole del previsto, chissà…

Resta il fatto che la direzione presa è piuttosto chiara ormai: in futuro dovremo abituarci sempre più ad assistere a dinamiche di questo tipo,perché il gioco si evolve e con esso anche i modi di dare o carpire tell.

Secondo voi che direbbe uno come Bryn Kenney, numero uno nella all-time money list mondiale e mai troppo avvezzo alla GTO, delle nuove leve che utilizzano un generatore di numeri per scegliere cosa fare al tavolo? Scrivetecelo sulla nostra Fanpage!

 

 

Foto di King’s Casino / PokerNews

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