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il 25 Giu 2020

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Virtual Heads Up Ep.2: Daniel Negreanu 2004 vs Daniel Negreanu 2019

Virtual Heads Up Ep.2: Daniel Negreanu 2004 vs Daniel Negreanu 2019

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Dopo il successo della nostra rubrica la scorsa settimana, torniamo quest’oggi con un altro scontro di virtual heads up.

Il testa a testa che vi proponiamo, oggi, è quello nientemeno composto da Daniel Negreanu contro… Daniel Negreanu: la prima versione del forte giocatore canadese, targata 2004, contro l’ultima, quella quasi contemporanea, del 2019.

Daniel Negreanu è forse uno dei migliori rappresentanti di sempre del Texas Hold’em. La particolarità che ci spinge a confrontare un giocatore contro sé stesso è dettata dal fatto che il buon Daniel, nonostante sia stato un “pioniere” del poker dal momento dello scoppio dell’effetto Moneymaker, abbia saputo aggiornarsi e migliorarsi col passare degli anni, studiando e confrontandosi con i più giovani.

Ricordiamo comunque che i punteggi sono adattati al momento storico in cui si trovano!

Daniel Negreanu 2004

Se una carriera fosse fatta di sole vittorie, la migliore annata di Daniel Negreanu sarebbe stata senza dubbio quella del 2004: quell’anno, “Kid Poker” ha acciuffato ben 11 Final Tables, con ben due vittorie WPT (al Bellagio di Las Vegas e al Borgata di Atlantic City) oltre al suo terzo braccialetto WSOP, nella specialità del Limit Hold’em. La somma di tutti i piazzamenti gli ha generato un utile di oltre 4 milioni in 12 mesi. Tutte queste vittorie gli sono valse il titolo di World Series of Poker Player of the Year.

Come emblema di quell’anno magico, prendiamo in considerazione il trionfo al WPT Borgata.

E’ il 19 settembre, e al tavolo finale del prestigioso WPT siedono l’amatore Brandon Moran, il giovane Phil Ivey, “Syracuse” Chris Tsiprailidis, il pro Josh Arieh, il runner up al Main Event WSOP David Williams e il nostro Daniel Negreanu.

Quest’ultimo è già in auge per la tattica “small ball”: per tutto il torneo ha giocato solo piccoli piatti, cercando di interpretare (con successo) il board, cercando di limitare la varianza degli allin prima del river.

Partito da terzo in chips, Daniel assiste prima all’eliminazione di Ivey da parte di Arieh, poi con la sua parlantina e col suo modo di fare mette in difficoltà Arieh stesso, vincendo un gran piatto senza showdown insinuandogli il dubbio di averlo bluffato.

Negreanu elimina in coinflip lo short Moran, per poi rubare un grosso piatto a Williams con colore contro scala.

Ma è sintomatico come i commentatori WPT Vince Van Patten e Mike Sexton si soffermino più volte sull’elemento che, per l’epoca, appare insolito: il simpatico “trash talk” di Negreanu, con cui accalappia continuamente informazioni, viene spesso sottolineato. Negli anni seguenti, quello stesso trash talk diventerà il suo marchio di fabbrica.

Kid Poker chiama correttamente l’allin di 18bb  preflop di Tsiprailidis con una mano non fortissima come A9,  trovandosi in vantaggio con il board che tiene.

Rimasti in tre, Arieh tenta di restituirgli il colpo subito in precedenza, bluffando all-in un colpo in cui Daniel ha però chiuso scala al river, dopo aver seguito in combodraw nelle streets precedenti.

Questo porta Negreanu e Williams in heads-up con un vantaggio di 2:1 in chips, vantaggio che viene assorbito in un testa a testa ricco di capovolgimenti di fronte. La strategia del canadese, di rilanciare quasi solamente con size molto ridotte, induce Williams a bluffare totalmente in bianco in un piatto con Q high a fronte dei KK di Negreanu.

A quel punto è questione di tempo, anche perché Daniel cambia marcia aggiungendo rilanci con size maggiori. Nonostante una strenua resistenza, dopo qualche minuto Williams si arrende e per Negreanu il trionfo vale oltre un milione di dollari, oltre al titolo WPT.

 

Daniel Negreanu 2019

 

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Quindici anni più tardi rispetto al trionfo WPT, Daniel Negreanu resta sulla cresta dell’onda come poker player, essendo tutt’ora uno dei maggiori talenti del Texas Hold’em in circolazione.

Il 2019, pur senza trionfi assoluti, conta ben 23 piazzamenti ITM alle World Series of Poker, (16 a Las Vegas e 7 alle WSOP Europe di Rozvadov), con tra questi 6 final table. La vittoria assoluta manca, per cui il migliore torneo dello scorso anno potrebbe essere l’High Roller da 100 mila dollari di iscrizione, in cui Kid Poker è finito secondo.

L’evento è il numero 83, e i partecipanti sono 99 per un montepremi di oltre 9 milioni di dollari.

La particolarità del torneo è costituita dalla possibilità di effettuare un re-entry: tra i pochi in grado di permetterselo, lo stesso Kid Poker, che viene eliminato al termine del giorno 1, potendo però presenziare un’altra volta il giorno successivo.

Nel day 2, Negreanu cambia marcia: applica l’evoluzione della sua strategia “small ball”, alternando giocate aggressive a momenti conservativi. Riesce a costruirsi uno stack molto buono, nonostante il tavolo ostico a cui si siede (con Koon, Vogelsang , Kenney e Unciano).

Daniel “vivacchia” fino a 27 left, fondamentalmente riuscendo ad evitare spot pericolosi e vincendo qualche colpo uncontested. Con tre tavoli rimasti, ingrana la marcia e gioca con particolare aggressività.

Il tavolo finale a sei, a cui si arriva qualche ora dopo, è composto da nomi altisonanti: oltre a Negreanu (short con 13bb), si siedono Schulman, Kurganov e Adams (con Vogelsang che esce ottavo).

Il poker del canadese è perfetto: dopo aver trovato un raddoppio fortunoso, ottimizza i suoi KK prima e riesce a perdere poco negli scontri con un irrequieto Kurganov. Daniel gestisce e si prende solo spot semplici, foldando quando deve, e mostrando più volte quando serve un’ottima capacità di giocare da shortstack.

Daniel arriva così all’heads up con Tilston, in cui non ha fortuna e termina secondo per 1 milione e 700 mila dollari di incasso.

In generale, però, Negreanu nel 2019 sembra un mix tra il Negreanu dei primi anni 2000 e un ventenne dell’online attuale, da cui ha preso molte sfaccettature in termini di aggressività e linee di pensiero.

L’Heads Up Virtuale

Al contrario di molti suoi colleghi in auge nei primissimi anni 2000 e pressoché scomparsi dopo il 2010, Negreanu è uno dei pochi che ha saputo evolversi e modernizzare progressivamente il proprio gioco.

Non vi è alcun dubbio che il Kid Poker di oggi stravincerebbe contro il sé stesso del 2004. Nonostante il Negreanu più giovane sia riuscito a conquistare molti più titoli dell’attuale.

Risultato finale: Negreanu 2004 – Negreanu 2019  0-3

Siete d’accordo con l’esito del testa a testa virtuale? Fatecelo sapere!

 

DISCLAIMER: Come nel calcio risulta IMPOSSIBILE stabilire chi sia il migliore tra Maradona e Messi (fondamentalmente per epoche e avversari diversi), anche nel poker risulta infattibile definire in senso assoluto chi sia più forte tra un giocatore di molti anni fa ed uno attuale. Avversari, tattiche di gioco, strumenti a disposizione risultano incredibilmente mutati e differenti: va precisato pertanto che il “Virtual Heads-Up” è solo un gioco, per ridere, discutere, confrontarsi e divertirsi! Non ce ne vogliano le fazioni di questo o quel player che non ottiene i risultati sperati!

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