Wednesday, Aug. 5, 2020

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il 10 Lug 2020

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Virtual Heads Up ep. 4: Dario Minieri 2007 – Dario Sammartino 2019

Virtual Heads Up ep. 4: Dario Minieri 2007 – Dario Sammartino 2019

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Ritorna la nostra rubrica dedicata agli heads’up virtuali, impossibili nella realtà ma possibili nella nostra immaginazione. Dopo i confronti tra Stu Ungar ’81 e Kanit ’16, Negreanu ’05 e Negreanu ’19, Hellmuth ‘19 e Reese ‘96, oggi arriva uno scontro tutto tricolore.

Luglio, in altri tempi, sarebbe periodo di Main Event WSOP, pertanto ci siamo chiesti: perché non confrontare due dei migliori azzurri di sempre nel Main Event? Non ce ne vogliano i vari Candio, Butteroni e Castelluccio, ma abbiamo voluto affiancare il fantastico secondo posto dello scorso anno di Dario Sammartino all’altrettanto entusiasmante deep run di Dario Minieri targata 2007.

 

 

 

Dario Minieri 2007

Tutti noi pokeristi, possiamo dirlo tranquillamente, abbiamo una sorta di debito con Dario Minieri: il giovane romano, a metà anni 2000, è stato il più grande testimonial della vertiginosa ascesa del Texas Hold’em nel nostro paese.

Dopo un brillante ITM nel 2006, infatti, il classe ’85 capitolino riesce, nel 2007, ad esportare il suo stile di gioco anche a Las Vegas, fatto di una aggressività inconsueta, estenuante, difficilissima da contrastare. Specialista a tutto tondo, Minieri nel 2007 è uno dei giocatori di punta di PokerStars.com , risultando tra i migliori al mondo online sia negli heads-up high stakes che nei tornei.

Al main event WSOP, tutti hanno la sensazione fin da subito di aver a che fare con un artista: dai primissimi livelli, infatti, tra check-raise, 3bet e 4bet, Minieri si costruisce una chiplead sempre più solida. Dario dà spettacolo al tavolo televisivo, non smettendo mai, ma proprio mai di accelerare e di mettere pressione agli avversari, mettendoli nella costante situazione di dover prendere decisioni difficili.

La frequenza di mani giocata è molto elevata, e quello che noi giocatori online definiamo “Aggressive Factor” raggiunge, per Minieri in questo torneo, valori incredibilmente alti.

Con un pizzico di controllo in più, forse Darietto avrebbe potuto andare più in là della 96esima posizione conclusiva, ma quanto fatto risulta indelebile: i complimenti di Scotty Nguyen rappresentano forse l’attestato di stima migliore che il romano potesse conseguire, in un 2007 comunque da ricordare. Del resto, l’appuntamento col braccialetto risulterà solo rinviato.

Dario Sammartino 2019

Napoletano classe 1987, Dario Sammartino  ha la sua prima vera consacrazione al cash game online, quando su PokerStars.it dà a tutti gran filo da torcere col suo nickname “Madgenius87”, per poi confermarsi con ottimi risultati nel circuito live dell’ IPT e mostrarsi sul proscenio pokeristico mondiale grazie ad eccellenti risultati all’EPT e alle WSOP.

Dal 2015 in poi diventa un habituè dei tornei high roller, per poi disputare vari final table in particolar modo nelle varianti.

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Il 2019 corrisponde alla conferma definitiva di un campione già consacrato: dopo tre tavoli finali WSOP (di cui uno al Poker Player Championship da 50k), Dario inizia una straordinaria deep run al Main Event. Dopo ben quattro giorni di crescita costante e ordinata, il day5 per Dario corrisponde ad uno strazio, dovendo imbustare soli 10BB.

Ma al day6, tra cooler a favore, istinto, gestione ottimale e un pizzico di buona sorte Dario ricostruisce il suo stack e termina nella parte alta del chipcount. Da lì in avanti è un continuo saliscendi, sia per episodi controversi che per caratura molto elevata dei propri avversari; ma la classe di Sammartino viene fuori e il campano arriva meritatamente al Final Table, per poi guadagnarsi l’heads up contro Hossein Ensan, l’unico in grado di resistere alla furia di “Madgenius87”.

Analogamente a Dario Minieri nel 2007, Sammartino ha riunito ed appassionato tutta l’Italia pokeristica, ridando lustro ed entusiasmo ad un movimento che risultava forse un po’ appannato.

Siamo certi che, nel segno dei due “Dario”, non mancheranno altri talenti azzurri in grado di appassionare così tanto il pubblico azzurro.

 

L’Heads Up Virtuale

Risulta difficile, davvero difficile dire chi possa vincere nell’heads up tra il Minieri del 2007 e il Sammartino 2019.

Aggressività mostruosa da una parte, mindset e strabilianti letture dall’altra: pensiamo che uno scontro del genere, tra due icone assolute del poker tricolore, non avrebbe vincitori!

Risultato finale: Minieri 2 – Sammartino 2

 

 

DISCLAIMER: Come nel calcio risulta IMPOSSIBILE stabilire chi sia il migliore tra Maradona e Messi (fondamentalmente per epoche e avversari diversi), anche nel poker risulta infattibile definire in senso assoluto chi sia più forte tra un giocatore di molti anni fa ed uno attuale. Avversari, tattiche di gioco, strumenti a disposizione risultano incredibilmente mutati e differenti: va precisato pertanto che il “Virtual Heads-Up” è solo un gioco, per ridere, discutere, confrontarsi e divertirsi! Non ce ne vogliano le fazioni di questo o quel player che non ottiene i risultati sperati!

 

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