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il 18 Nov 2021

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Le prime parole del neo-campione del Main Event WSOP Koray Aldemir

Le prime parole del neo-campione del Main Event WSOP Koray Aldemir

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Al termine di un incredibile percorso che lo ha visto almeno nelle prime cento posizioni del chipcount dal day 3 in poi, Koray Aldemir è il campione del Main Event World Series Of Poker 2021, due anni dopo l’altro tedesco Hossein Ensan.

Subito dopo la cerimonia di premiazione e le foto di rito, Aldemir si è concesso ai microfoni di PokerNews per la sua prima intervista da campione del mondo di poker.

“Non ci possono credere ovviamente, è come se stessi sognando – sono le prime parole del 31enne tedesco alla collega Tiffany Michelle – Non so davvero cosa dire, è un sogno che diventa realtà.”

 

La sofferenza per l’ultimo call

La chiacchierata davanti alle telecamere inizia dalla fine del torneo di Koray, da quel call con top two all’all-in di Michael che gli ha dato la vittoria. Un call davvero sofferto:

“Al flop ho il nuts la maggior parte delle volte, al turn sono ancora felice. Il mio plan era di check-chiamare al river perché George aveva dimostrato di essere un giocatore capace di bluffare in quello spot, ma ho dovuto pensarci un po’ vista la delicatezza del momento, se perdo quella mano non mi restano tante chips. Sono contento di aver piazzato quel call”.

 

La mano decisiva

Per Aldemir la mano decisiva del suo torneo non è stato un all-in preflop delle giornate conclusive, ma un fold che ha piazzato al day 1 del torneo, l’unica giornata di gioco che lo ha visto un po’ arrancare:

“Credo di aver giocato bene al day 1 ma le cose non sono andate molto bene. Nella mano che ha deciso il mio Main Event difendo il grande buio con 6-4, al flop scendono J-7-5 e chiamo, al turn arriva un 8 che mi dà scala, check-raiso la bet dell’avversario che decide di tribettarmi… Alla fine decido di foldare. Poi è risultato che l’avversario avesse 9-10 per la scala più alta. Se non avessi fatto quel fold non sarei qui, il mio torneo sarebbe durato tre ore”.

 

La pressione della vittoria

Il tedesco dice che viste le alte aspettative che si erano create sulla sua performance a fronte delle montagne di chips accumulate nelle ultime giornate di gioco, non è riuscito a evitare la pressione:

“Ho sentito la pressione, sapevo che avendo quella chiplead tante persone si aspettavano che vincessi, anche da quanto leggevo sui social media. Non è stato facile ma ce l’ho fatta.”

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Nel suo trionfo c’è stato solo un momento di flessione:

“La fortuna ha fatto la sua parte, io ho solo cercato di restare calmo. Anche quando ho perso la chiplead ho cercato di mantenere il focus e di giocare il mio miglior poker sperando che funzionasse, ho fatto qualche buon call e qualche buion fold con il solo pensiero di giocare bene, senza soffermarmi più di tanto sulla situazione. ”

Nell’heads-up conclusivo non sono mancati dei momenti di frustrazione:

“I testa a testa possono essere davvero frustranti, se uno dei due giocatori inizia a vedere belle carte e l’altro deve foldare tanto magari può non rendersi conto che l’avversario ha sempre il punto. Può essere davvero frustrante ma ho cercato di non pensarci troppo e di andare avanti una mano alla volta.”

 

Progetti e dispiaceri

Al termine della intervista Aldemir rivela che il suo pensiero è solo per i festeggiamenti della vittoria:

“Ovviamente non ho ancora pensato a cosa farò con gli otto milioni, adesso penso solo al party di stanotte poi dormirò e domani o dopodomani ci penserò. Avevo in mente di giocare molti altri tornei WSOP ma credo che dopo questa vittoria i miei programmi possano cambiare un po’.”

Prima di salutare il neo campione del Main WSOP rivela che a ogni eliminazione del tavolo finale provava un po’ di dispiacere:

“Credo di aver meritato la vittoria, non voglio dare risposte standard ma credo che tutti la meritassimo a iniziare da George: per lui era una situazione ancora più estrema della mia ma si è mantenuto composto e ha giocato benissimo. Ma anche gli altri al tavolo finale sono stati tutti davvero cool, ogni volta che qualcuno veniva eliminato sentivo un po’ di dispiacere.”

 

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