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il 15 Nov 2011

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Full Tilt Poker: Ferguson e Lederer non si difenderanno durante il processo

Full Tilt Poker: Ferguson e Lederer non si difenderanno durante il processo

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Nuovi dettagli trapelano per quanto riguarda il caso Full Tilt Poker: secondo il magazine EGR, i quattro principali azionisti di Full Tilt Poker Ray Bitar, Chris Ferguson, Howard Lederer e Rafe Furst hanno deciso formalmente di non difendersi e di accettare quindi la decisione che la giurisdizione statunitense prenderà nei loro confronti.

Ma questa scelta a cosa è dovuta? E’ una presa di coscienza o ci sta qualche accordo dietro questa mossa? Sicuramente il processo sarà più veloce: i quattro maggiori azionisti di Full Tilt Poker potranno risparmiarsi l’obbligo di presentarsi durante il processo e, sempre secondo EGR, si evita in questo modo una spesa legale che sarebbe stata alquanto onerosa.

Sembra quindi che i quattro imputati abbiano scelto la via della resa almeno per quanto riguarda le accuse in sede civile: ricordiamo che soprattutto Ferguson e Lederer sono stati raggiunti da una denuncia dopo una class action dove i giocatori richiedevano il rimborso dei soldi sottratti illegittimamente.

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Lo stesso Dipartimento di Giustizia americano aveva reso note le cifre in ballo: il DoJ afferma che da Aprile 2007 ad Aprile 2011 i proprietari della Tiltware LLC (società che controlla FTP) hanno ricevuto 443.860.530 dollari e sono stati suddivisi nel seguente modo: almeno 41 milioni a Bitar, 42 milioni a Lederer, 11,7 milioni a Furst, 25 a Ferguson (gli sarebbero spettati 85 milioni). Per ultimo l’FBI aveva anche confiscato i conti bancari dei quattro azionisti.

Ma dietro questa volontà di non difendersi può nascondersi anche un patto segreto che vede coinvolto non soltanto il DoJ e gli imputati, ma anche il gruppo Bernard Tapie interessato, come ormai è noto, all’acquisto di FTP. Il patto potrebbe essere questo: se dopo l’acquisto, la nuova proprietà si impegnerà a rimborsare i soldi dovuti ai giocatori, l’accusa civile nei confronti di Bitar, Ferguson, Lederer e Furst potrebbe cadere.

E’ infatti atteso il comunicato da parte del gruppo Tapie che ufficializzi definitivamente il passaggio di proprietà di FTP; si sa che l’ostacolo da superare, oltre al DoJ, è sopratutto le modalità di rimborso: per questo infatti i possibili nuovi acquirenti stanno contattando tutti i debitori con un sondaggio per capire meglio come muoversi nell’affrontare la restituzione dei soldi.

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