Thursday, Aug. 13, 2020

Strategia

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il 15 Mar 2013

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Implied Odds – Cash Game Deepstack

Implied Odds – Cash Game Deepstack

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Le pot odds, come già sappiamo, sono il rapporto tra la nostra probabilità di vincita (equity nella mano) ed il pot.

Calcolarle bene risulta dunque fondamentale per essere dei giocatori vincenti nel lungo periodo; per far questo dovremo fare una stima molto precisa sul numero degli outs a disposizione (correlandoli chiaramente al range dell’avversario).

Questo molto spesso non basta, è un concetto limitato.

Ebbene si, questi semplici calcoli matematici sono limitati solo a valutare se è profittevole, o no, chiamare quella determinata puntata senza nessun proseguimento della mano.

Sono utili quando ci troviamo in una situazione dove dobbiamo chiamare o no un All-In, oppure quando ci troviamo al River e sappiamo, ovviamente, che l’azione termina in quel momento.

In tutti gli altri casi, successivamente a quella puntata, ci potremo trovare di fronte altre puntate che ci “rovinano i piani“, in quanto non erano calcolate inizialmente.

In quelle situazioni, calcolarci le pot odds per la successiva street non ci servirà a molto, saremo quasi sempre “fuori odds” per chiudere i nostri progetti (a meno che il nostro avversario non faccia delle puntate di importo molto basso o non cercassimo di sfruttare Fold Equity).

Come possiamo fare, dunque, per capire se una giocata è corretta o no?

A questo punto, per capire se una giocata ha un EV positivo o meno, ci viene in aiuto un altro concetto: le Implied Odds.

Con questo termine si intendono le “odds implicite“, ossia le odds date dal piatto considerando anche le eventuali chips (money) che potresti vincere nel prosieguo della mano.

E’ evidente che, non potendo obbligare il nostro avversario ad investire dei soldi all’interno di una mano, potremo fare solo delle stime. Ovviamente, quest’ultime, dovranno essere il più precise possibili perché stabiliscono il nostro valore atteso all’interno di ogni singola mano.

L’errore più comune è quello di sovrastimare la possibilità che il nostro avversario sia realmente in grado di pagare un ulteriore Bet. E’ altrettanto comune sbagliare la stima delle size che potremo ancora estrarre qualora si concretizzasse il nostro punto. Tutto questo vuol dire avere un EV negativo.

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Ipotizziamo di trovarci nel bel mezzo di una mano di Cash Game, e ci troviamo con uno stack pari a 100bb; il nostro avversario, avendo appena perso una mano, si ritrova con soli 60bb (siamo quindi in dinamica short).

Abbiamo in mano A K su un flop che recita 2 9 6. Il nostro Flush Draw ci offre 9 outs buoni per chiudere il Nuts. L’avversario ci piazza davanti una puntata pari all’importo del piatto (7bb): è certamente poco conveniente pagare una “pottata” sapendo che noi chiuderemo il nostro progetto solo nel 18% circa dei turn.

Vediamo nel dettaglio che dovremo investire 7bb per generare un piatto complessivo al turn di 21bb: 7 / 21 (*100) = 33%. Cosa vuol dire questo? Che per poter fare una chiamata ad EV = 0, dovremo avere un’equity del 33%; le nostre probabilità di vittoria, invece, sono solo del 18%.

Secondo queste considerazioni, dovremo assolutamente foldare la nostra mano.

Ipotizziamo invece che il nostro avversario sia una Calling Station e che sia disposto ad investire il suo intero stack residuo all’interno della mano, anche nel momento in cui si materializzi la terza “Spades.

Il calcolo andrà dunque rivisto: chiamando quei 7bb sul flop, potremo (sempre per ipotesi in relazione al nostro avversario) vincere i suoi restanti 50bb ( = 60 – 3 – 7 ).

Calcolando nuovamente le Pot Odds diciamo che:

pensiamo di investire 7bb per un piatto complessivo di 121bb: 7 / 121 (+100) = 5,8%. Come possiamo vedere, riuscendo a stackare completamente il nostro Villain, la nostra giocata assume un EV notevolmente più positivo in quanto la nostra equity è addirittura del 18% (e ci basterebbe, appunto, avere il 5,8%).

E’ comunque evidente che questo è un esempio teorico; dovremo stare molto attenti (come detto in precedenza) a non sovrastimare la cifra ulteriore che riusciremo a togliere al nostro avversario qualora hittassimo il nostro draw.

Delle carte che godono di grosse Implied Odds, nella maggior parte delle situazioni, sono i Suited Connectors, 1 Gappers Suited e le Pocket Pairs (tutti concetti già citati nell’articolo sul Gap concept).

Ricordiamoci sempre che, qualora non bastassero le Pot Odds, potremo aiutarci con l’utilizzo della Fold Equity e delle Implied; la cosa fondamentale è non entrare nell’ottica di voler a tutti i costi giocarsi un colpo e giustificarlo attraverso queste “scusanti“. 😉

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