Wednesday, Jul. 6, 2022

Strategia

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il 4 Mar 2015

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Le riflessioni di Galfond sugli MTT: essere LAG o TAG quanto incide sulla varianza?

Le riflessioni di Galfond sugli MTT: essere LAG o TAG quanto incide sulla varianza?

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Il thread su Run It Once non è nuovissimo, ma l’argomento che viene dibattuto è sempre attuale. Colui che ha espresso tale pensiero, poi, è una delle menti più brillanti del poker odierno, trattasi infatti di Phil Galfond.

Il fenomenale specialista del cash game high stakes, almeno per una volta, ha spostato la sua attenzione sugli mtt, ponendo il focus sulla correlazione tra stile e varianza.

“Generalmente – argomenta Galfondi giocatori che 3-bettano e 4-bettano con alta frequenza, che ‘barellano’ spesso e che effettuano più call (complicati), giocano un poker più soggetto a varianza rispetto ai super tight aggressive. I risultati, comunque, dicono che i loose aggressive fanno molto bene nei tornei”.

 

Galfond ha riassunto in due punti chiave quelle che, secondo il suo punto di vista, sono le ragioni per le quali accade ciò:

1) Oggi ci sono più LAG.

2) I player che hanno successo con uno stile LAG sono più forti, perché è necessario avere più ‘skill’ per portare avanti uno stile loose aggressive vincente.

phil

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Conclude la propria analisi facendo un esempio utile a far capire come un LAG esperto, in sostanza, giochi un poker però meno soggetto a varianza rispetto a un ‘collega’ TAG, comunque abile. Una contraddizione? Non del tutto a dire il vero, piuttosto Phil ha cercato infatti di chiudere quel cerchio aperto da lui stesso.

“Un TAG capace fa pesare la sua edge giocando mani migliori rispetto agli avversari. Questo avviene, comunque, in pot più grandi. I risultati di questo tipo di player, dunque, dipendono dal vincere o perdere questi (pochi) medio/grandi piatti. Se sono tight aggressive e mi trovo, ad esempio, con K-K contro A-T suited o con top set contro flush draw, una volta su tre sarò fuori dal torneo a causa di un solo grande pot. Un LAG, di contro, fa pesare la propria edge giocando molti piatti medio/piccoli, come quanto 3-betta, 4-betta, check-raisa il flop od opta per uno steal dei blind. Sfrutta le proprie capacità, quindi, in molte più occasioni, seppur attraverso pot non eccessivamente grandi (e decisivi)…”. 

Concordate con il punto di vista di Galfond oppure c’è qualcosa che non vi convince nella suo mtt-pensiero? Qual è, per voi, lo stile vincente e attualmente più profittevole?

 

 

 

 

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